L’Assemblea Straordinaria del 5 dicembre. E’ solo l’inizio. Post di Gaetano Lanza.

Cari Amici, come molti di Voi sapranno il 5 dicembre scorso si è tenuta l’Assemblea Straordinaria dei Soci, fortemente voluta dalla Presidenza Stella e dal Direttivo. Il tema all’OdG: Riassetto e Riorganizzazione della SICVE. Ai molti o pochi che avranno detto o pensato che era inutile, ci corre l’obbligo di smentirli. Anche se solo un passo ma è stato fatto e secondo noi nella direzione giusta. Quella della democrazia assembleare in cui qualunque Socio può alzarsi e dire la sua, come è avvenuto il 5. Qualcun altro dirà che avrebbe voluto partecipare ma non gli è stato possibile, anche perché spostarsi costa. Ha perfettamente ragione e noi gli diamo la possibilità di esprimere comunque la sua idea, proposta, critica, soluzione, ciò che desidera purchè non siamo insulti gratuiti. Come? Anche attraverso questo blog cliccando su “rispondi”. Ma soprattutto gli diciamo che stiamo attivando in www.sicve.it una pagina forum in cui verrà pubblicato questo Post e in cui chiunque potrà intervenire registrandosi. Sarà nostro compito curare il forum, anzi sarà compito del Direttivo e della costituenda Commissione per le Riforme (leggi dopo).

Per questo alleghiamo qui di seguito (basta cliccare sopra) un resoconto.

Resoconto dell’Assemblea Straordinaria

Ci piace far qui un solo commento metodologico.

E’ questa una forma di democrazia in cui crediamo. Ci è stata anche richiesta durante l’Assemblea e noi l’avevamo già pensata. Qualcuno la chiama democrazia diretta popolare tramite internet. Qualche epistemologo la chiama coscienza collettiva web mediata. Qualcuno la teme.  Qualcuno non è d’accordo in quanto crede solo nella democrazia rappresentativa. Qualche altro non crede neanche nella democrazia (in questi casi). I giudizi sono sempre personali, per fortuna. Noi (il plurale non è maiestatis) vogliamo, possiamo e dobbiamo crederci. Perché anche da questo si giudica se una società scientifica, in quanto utilizza l’ICT, è moderna.

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La strada in salita delle Riforme per SICVE. Post di Gaetano Lanza.

L’abbiamo più volte detto e scritto e il nostro Presidente l’ha ribadito in Assemblea a Bologna. Un piccolo passo è stato fatto. Una prima modifica dello Statuto é stata apportata a Bologna necessaria per poter chiedere l’iscrizione della nostra SICVE tra le Società Scientifiche riconosciute dal Ministero della Salute. Ma un passo più grande resta ancora da fare e per questo una prima Assemblea Straordinaria è stata indetta per martedì 5 dicembre a Roma per le 11.00 presso NH Hotel Collection Vittorio Veneto in Corso d’Italia 1. Come ha giustamente scritto il Presidente nella convocazione “per discutere assieme le proposte di riassetto e riorganizzazione della Società”. Un primo incontro per iniziare. Se qualcuno pensa che sarà quello definitivo e conclusivo, molto probabilmente si sbaglia. Ma serve eccome. Non si prevede una grande affluenza e partecipazione di Soci. Sappiamo che molti vorrebbero partecipare ma gli impegni quotidiano non lo permettono e poi spostarsi diventa sempre più arduo. Pubblicheremo il verbale. Ma soprattutto attiveremo una pagina aperta in internet sul sito www.sicve.it per raccogliere le varie proposte e i vari commenti, che il Direttivo analizzerà. Per giungere possibilmente a una proposta organica di modifica sostanziale e strutturale dell’attuale assetto della Società da poter aprovare in una prossima Assemblea, sarebbe bello a Napoli durante il prossimo Congresso Nazionale 2018 (ipotesi assolutamente e del tutto finora personale).

Ma perché tutto ciò? Qualcuno potrebbe sostenere che non è necessario e che si può lasciare tutto così come è adesso avendo già apportato le modifiche necessarie statutarie richieste dal Ministero per poter entrare in quell’elenco. Noi pensiamo invece che il Ministero ha semplicemente fatto scattare la molla che era da carica da tempo per fare le Riforme che erano nell’aria. I motivi sono diversi. Ne formuliamo solo alcuni. Vogliamo tutti una Società più moderna e al passo coi tempi. Più snella, attiva, operativa e performante, in grado di soddisfare le attese e la partecipazione di quanti più Soci possibile. Quindi più aperta alle proposte che giungono da Soci  che devono avere la possibilità di esprimerle liberamente e di vederle concretizzare. Quindi più democratica e partecipativa. L’Assemblea deve poter essere il momento celebrativo culminante per legiferare e ratificare. Ma non può essere il luogo esclusivo di incontro e scambio delle idee. Siamo onesti. Non c’è il tempo in Assemblea per scambiare le idee. L’abbiamo sempre appurato. E allora hanno inventato internet o meglio intranet e i nuovi sistemi di comunicazione che non saranno d’ora in poi affatto un optional ma un must. E quando parliamo di nuovi sistemi di comunicazione come i social entriamo nel regno dei giovani (under 35) che devono poter scambiare idee e propositi fino a co-gestire con i meno giovani la cosa pubblica. Quindi una quota di giovani negli organi istituzionali. Un’altra necessità è abbattere i muri. Forse è passato inosservato l’art.7 del nostro Statuto che recita Possono far parte dell’Associazione in qualità di Soci Ordinari, medici specialisti in Chirurgia Vascolare o in branche affini e che abbiano conseguito titoli ritenuti idonei.”  Rimane da stabilire quali siano queste branche affini. La Società Europea (ESVS) accoglie “……..medical specialists involved in the care and treatment of patients suffering from vascular disease”. Il chirurgo vascolare italiano che ha cambiato nome e si chiama da diversi anni chirurgo vascolare-endovascolare è un ibrido e ha imparato a maneggiare oltre al bisturi anche il catetere (unico specialiasta in questa duplice performance), trasformandosi in radiologo interventista all’occorrenza. Se Darwin ha ragione, come ha ragione, quella del chirurgo vascolare-endovascolare sarà la specie più performante e adatta a sopravvivere in un ambiente che sarà sempre più selettivo. Non dirò, spero, un’eresia se dirò quindi che la nostra SICVE deve poter accogliere anche radiologi interventisti vascolari o cardiologi interventisti che si occupano di periferico. O riteniamo che questi siano extracomunitari invasori nel nostro territorio? Lo stesso ragionamento vale per i nostri amici angiologi e flebologi. Così come molti chirurghi vascolari militanti in SICVE risultano iscritti in società flebologiche e/o angiologiche, perché non può essere il contrario? Per non parlare qui del progetto federativo che potrebbe nascere e crescere con alcune società come la SIAPAV ad esempio e la SISAV (malformazioni). Bisogna probabilmente superare un’ontologia improntata alla purezza essenzialistica e all’autarchia culturale per affermare una nuova visione fondata sulla contaminazione con l’alterità e diventare così migliori.

Un’altra riflessione da fare è sulla paura o il timore di cambiare. Sempre Darwin insegna che se non si cambia si soccombe perché l’ambiente cambia e la specie che sopravvive è quella più adatta quindi più elastica al cambiamento  e all’adattamento. Nella capacità di cambiare noi stessi sta il nostro futuro . Non bisogna avere paura di cambiare. Ma la domanda è d’obbligo. Quanto e come siamo disposti a cambiare? Cosa siamo disposti a lasciare indietro come un fardello per poter avanzare più leggeri? Vogliamo rimanere sempre più soli e isolati in un carcere mentre fuori il mondo si globalizza o modificare in parte la nostra identità, pur nel rispetto dei nostri valori fondanti, per poter essere liberi cittadini? E ancora. Quanti diritti sono gli oligarchi disposti a concedere affinchè il popolo prima o poi non tagli la loro testa? Ricordiamoci che il popolo nella storia ha sempre preteso giustamente da chi lo governa (non mi piace il termine, preferisco coordina) poche doti: la capacità di ascolto, la dedizione al posto del lucro, la trasparenza, un minimo di esperienza, la propensione alla verifica oggettiva dei risultati, una certa lungimiranza.

Saremo in grado? Una cosa è certa. La strada delle Riforme per SICVE è in salita ma é ormai imboccata e non è più permesso tornare indietro.

25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne. Post di Gaetano Lanza.

 

Abbiamo deciso di dedicare il Post di questa settimana alla Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Qualcuno non sarà d’accordo e dirà: ma che c’entra il blog di una Società Scientifica? Secondo noi invece c’entra, c’entra, c’entra. Semplicemente perchè c’entriamo tutti. Altre volte ci siamo occupati in altri post di “donne”, di movimento al femminile, siamo arrivati anche a scrivere e a sostenere che la “SICVE è donna”. Non possiamo quindi non scendere anche noi della SICVE in piazza assieme alle donne per manifestare la nostra vicinanza e solidarietà e soprattutto a denunciare anche noi questo tipo di violenza, la violenza del “maschio” contro il “sesso debole”. Che va dalle molestie ai soprusi agli abusi sessuali persino al femminicidio in nome di una falsa superiorità che risale alle caverne, quando il maschio peloso andava a caccia allo scoperto o al Medioevo quando alla donna non era permesso neanche uscire di casa. Mi direte che ancora oggi ci sono popoli interi che sono rimasti a quel Medioevo. Ebbene sì. Aiutiamoli a crescere, a venir fuori da quel Medioevo, per entrare nell’Era Moderna. La donna é la creatura più dolce, tenera e interessante che l’universo o Dio abbia potuto partorire finora. Non soffochiamola. Va conquistata con la sola forza dell’amore, non delle fibre muscolari.

Alcune cifre. Ottantaquattro le donne uccise nei primi nove mesi di quest’anno, tre solo negli ultimi giorni. In pratica una donna uccisa ogni 3 gioni. E solo in Italia. Pensate nel mondo. Il 73% degli omicidi volontari avviene tra le mura di casa e nel 56% dei casi l’assassino è il partner o l’ex partner. La data del 25 novembre è stata scelta dall’Assemblea Generale dell’ONU per ricordare le Sorelle Mirabal, che sono state violentate e assassinate proprio in questo giorno per avere combattuto con coraggio la dittatura nella Repubblica Dominicana. E proprio del 25 novembre 2017 è la notizia al TG che una bimba di 11 anni è rimasta incinta per abusi sessuali da parte di un vicino di casa che la bambina stessa chiamava “zio”.

Ma la violenza, ricordiamocelo, non è solo fisica. E’ anche psicologica ed é ugualmente deprecabile e detestabile, specie se subdola. Ci risulta che di questa violenza psicologica sono vittime diverse giovani colleghe, anche specializzande. Ci sono denunce (qualcuna sarà pure falsa ma la maggior parte o quasi tutte sono vere) nelle scuole, anche di specializzazione, nelle corsie, nelle sale operatorie, come in qualunque ambiente di lavoro. Il ricatto. Il corpo femminile inteso come merce di scambio. Quel corpo che invece dovrebbe essere l’altare dove si consuma quel miracolo del creato che solo l’amore può e sa interpretare.

Ogni anno il 25 novembre è dedicato alla presa di coscienza collettiva e alle misure contro la violenza sulle donne. In questa giornata sono tanti gli eventi organizzati nelle città italiane da associazioni e enti locali per far riflettere.  Ricordiamo la manifestazione alla Camera dei Deputati dove al posto degli Onorevoli abbiamo visto le donne comuni intervenire a nome personale o a nome di associazioni per denunciare pubblicamente. Pensiamo solo al coraggio che occorre raccimolare per arrivare a denunciare agli altri uno stupro subìto, superando la vergogna, il pudore, la ferita fisica e mentale che mai si rimarginerà.

A Milano una scritta sul Pirellone “ Non sei da sola”. A Roma cento sagome di donne in un parco per cento storie esposte di violenza. E così via in altre città e paesi. Un fiume immenso.

Saranno sedici i giorni dal 25 novembre per arrivare al 10 dicembre che sarà la Giornata dei Diritti Umani. Sedici giorni per un altro Post che meriterà di essere scritto e forse letto.

Nel futuro della formazione, la diretta streaming. Iniziativa della Rete del Nord Ovest. Post di Gaetano Lanza.

    

Se pensiamo che in futuro la gente continuerà a spostarsi, affrontando viaggi anche lunghi e poco piacevoli per raggiungere posti anche lontani, perdendo ore e giorni che invece può impiegare diversamente, ci sbagliamo di grosso. Hanno inventato il digitale, che sostuisce carozza e cavalli che sono anche i cavalli dei motori di treni e aerei. Basta accendere il PC e collegarsi con un link. Qualche nostalgico dei convegni in giacca e cravatta dirà che non è la stessa cosa, che non è come essere presente sul posto e parlarsi guardandosi di persona, insomma che l’homo sapiens sapiens non può essere sostituito senza grossi rimpianti dall’homo digitalis. Sarà vero? Vero è che la formazione del futuro sarà, come si definisce, a distanza più che residenziale, e questo è l’auspicio dei Ministeri e delle Istituzioni, e noi non possiamo che raccogliere l’auspicio, dato che i tempi cambiano e noi non siamo più quelli di prima.

Tutto questo preambolo per annunciare con grande piacere e un pizzico di emozione che la SICVE 2.0 è fiera di inaugurare (questo il nostro auspicio) una stagione nuova, quella della formazione a distanza, proprio con una diretta streaming cui è possibile collegarsi a distanza.

Per questo abbiamo raccolto e trasmettiamo l’invito che viene dagli amici colleghi chirurghi vascolari della Rete del Nord Ovest (Piemonte, Liguria e Val d’Aosta) che grazie all’impegno e all’apertura mentale di Claudio Novali, referente SICVE del Piemonte, hanno organizzato un interessante evento formativo a distanza con diretta streaming sugli aneurismi pararenali di cui alleghiamo qui di seguito il programma.

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Parteciperanno all’evento i chirurghi vascolari del Sant’Orsola di Bologna diretti dal nostro Presidente Andrea Stella con specializzandi coordinati da Gian Luca Faggioli, per la presentazione di casi clinici ed eventuali altri contributi.

Per collegarsi basta andare su

www.womblab.com/streaming

oppure su

http://www.sicve.it/aneurismi-pararenali-evento-formativo-diretta-streamimg/

e cliccare su “diretta streaming”.

Tutti potranno partecipare con domande e commenti
scrivendo su WhatsApp al numero: 335.6258550

Appuntamento quindi a Martedì 21 novembre pv dalle ore 14.00 e il giorno dopo mercoledì 22 dalle ore 09.00

L’augurio che facciamo è che sia questo il primo di una serie, che serva questo da stimolo perché no? anche per gli altri referenti regionali, o altri amici e colleghi.

La SICVE ci sarà.

 

 

Lotta all’Ictus dalla Commissione Affari Sociali. Post di Gaetano Lanza.

Lotta all’ictus. Testo Commissione.

Era ora. Non che sia questo il primo Documento da parte delle Istituzioni. Ricordiamo solo uno dei Quaderni della Salute dedicato all’ictus. Ma questa volta sembra ingranata la marcia. La Commissione Affari Sociali il 9 novembre ha approvato una risoluzione che impegna il Governo su 19 punti in tema di prevenzione, accesso alle cure e riabilitazione per combattere l’ictus cerebrale.
L’ictus in Italia è la prima causa di invalidità permanente, la seconda causa di demenza e la terza causa di morte. Esistono diversi fattori di rischio, come la fibrillazione atriale, l’ipertensione arteriosa, il diabete e per ultima ma non ultima la stenosi carotidea, sui quali l’informazione e la prevenzione da parte del SSN è ampiamente ritenuta ancora insufficiente. Quel che emerge è che molti pazienti non riescono ad accedere alle unità neurovascolari che sono (alcune sulla carta) solo 170 a fronte di un’esigenza di almeno 300, da una stima del Ministero. La risoluzione approvata dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) migliorare l’attuale situazione. Si va dalle 42 della Lombardia alle 5 della regione Sicilia, passando per alcuni capoluoghi di province che non ne hanno nessuna. Nel nostro Sud da alcuni ultimi dati si muore più di ictus cerebrale che di infarto del miocardio proprio perché le unità neurovascolari sono quasi assenti. Tutte le linee guida nazionali (comprese le nostre) e internazionali indicano che, per ridurre le conseguenze dell’ictus, occorre da una parte combattere più efficacemente i suddetti fattori di rischio (quante volte l’abbiamo detto e scritto) e sopratutto beneficiare di una valutazione precoce, effettuata in fase acuta, e porvi rimedio, con la trombolisi se necessaria e opportuna ma…..ma non solo, intervenire sulla stenoostruzione carotidea e poi valutare il livello di disabilità e avviare prima possibile la riabilitazione.

Ecco i 19 punti per i quali si rimanda anche al testo allegato sopra varato dalla Commissione. In particolare segnaliamo il punto 5 dove si parla espressamente di carotidopatie e il punto 10.

  1. incentivare la prevenzione e la diagnosi dell’ictus cerebrale e della FA che può provocarlo, tenendo conto anche delle differenze di genere e rendendo organici e fruibili tutti i dati scientifici, medici e statistici che riguardano questa malattia;2)  assumere iniziative volte a prevedere agevolazioni per consentire l’accesso ai farmaci e ai dispositivi medici per curare le predette patologie e agli strumenti utili alla loro prevenzione, nonché a sensibilizzare gli operatori sanitari in materia di prevenzione e di informazione sull’ictus cerebrale;3)  considerare l’opportunità di reinserire nel prossimo aggiornamento dei LEA le prestazioni legate alla ipertensione senza danno d’organo, tenuto conto che l’ipertensione costituisce il principale rischio di ictus;

    4)  considerare l’opportunità di riconoscere la FA come patologia altamente rischiosa e gravemente invalidante, predisponendo, nell’ambito del nuovo Piano sanitario nazionale, alla voce «Patologie rilevanti-malattie cardiovascolari e cerebrovascolari», una sezione dedicata alla FA e all’ictus cardioembolico, in cui sono esposti i progetti di prevenzione, cura e sensibilizzazione nel medio periodo;

    5)  promuovere l’opportuna conoscenza della FA e delle carotidopatie, al fine di favorire la diminuzione dei casi individuali e ridurre le complicanze dell’aritmia e delle stenosi carotidee nel lungo periodo;

    6) assumere iniziative, in collaborazione con le regioni, affinché siano inseriti nei piani sanitari regionali i temi della FA e dell’ictus cardioembolico al fine di rendere disponibili, nel territorio nazionale, in modo equo e uniforme, le nuove opportunità terapeutiche previste per un corretto trattamento di tali patologie;

    7)  considerare l’opportunità di promuovere, in collaborazione con le regioni, percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali mirati e di carattere multidisciplinare pianificando e coordinando l’attività condivisa tra presìdi ospedalieri e centri per la gestione e la cura della FA per indirizzare il paziente verso le scelte terapeutiche più idonee, superando per le reti tempo-dipendenti il vincolo del bacino d’utenza quando i tempi medi di accesso/intervento risultino eccessivi rispetto a quelli raccomandati dalle linee guida;

    8) predisporre un piano d’incentivazione per la produzione e la commercializzazione dei farmaci antiaritmici di ultima generazione e dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) e dei dispositivi medici più innovativi, predisponendo, altresì, un piano logistico per garantire la massima diffusione sul territorio nazionale dei medicinali e dei dispositivi medici di ultima generazione e assumendo iniziative per rimuovere il limite nella prescrizione dei nuovi anticoagulanti orali per molte categorie di medici, in particolare per i medici di medicina generale;

    9) incoraggiare e sviluppare modalità migliori per erogare costantemente informazioni sull’ictus ai professionisti e ai decisori pubblici, oltreché all’opinione pubblica, sensibilizzando quest’ultima anche all’adozione di stili di vita salubri, al fine di prevenire e contrastare le malattie cardiovascolari;

    10)  promuovere, in collaborazione con le regioni, l’implementazione delle unità neurovascolari di I e di II livello, secondo quanto previsto dal decreto del Ministero della salute n. 70 del 2 aprile 2015;

    11)  promuovere, in collaborazione con le regioni, una ricognizione delle risorse umane disponibili necessarie e specifiche alla implementazione delle unità neurovascolari, e quindi di dirigenti medici specialisti in neurologia e specialisti in neuroradiologia, e ad assumere iniziative per incrementarne la dotazione organica laddove questa sia carente;

    12) a considerare l’opportunità di assumere iniziative, in collaborazione con le regioni, per controllare annualmente il numero di pazienti eleggibili alla trombolisi che sono stati realmente trattati, con la finalità di raggiungere il 100 per cento entro 5 anni;

    13) ad incentivare le società scientifiche di settore a mettere a punto un piano per la formazione di professionisti competenti nei trattamenti di rivascolarizzazione endoarteriosa;

    14) ad assumere iniziative in collaborazione con le regioni, per l’attuazione diffusa delle indicazioni sulla valutazione del fabbisogno riabilitativo, l’individuazione del setting più appropriato e la predisposizione di un idoneo progetto riabilitativo secondo quanto previsto dall’articolo 44, comma 2, del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017;

    15) ad assumere iniziative, in collaborazione con le regioni, per assicurare un numero di posti letto appropriato e implementare percorsi adeguati e tempestivi per la riabilitazione post-ictus che comprendano sia i trattamenti in regime di ricovero presso strutture riabilitative, che quelli effettuati in setting extraospedalieri (ambulatoriali, domiciliari, in regime di residenzialità extraospedaliera) in funzione del fabbisogno della persona;

    16) ad assumere iniziative perché sia assicurato in tutti i setting il trattamento riabilitativo, oltre che delle menomazioni sensomotorie, anche di quelle cognitive;

    17) a considerare l’opportunità di avviare iniziative per permettere una rapida diffusione della trombectomia meccanica su tutto il territorio nazionale e garantire maggiori opportunità terapeutiche a beneficio di tutti i pazienti;

    18) ad incentivare l’adozione di percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali (PDTA) in grado di garantire che, dopo un iniziale screening anche in strutture periferiche, i pazienti potenzialmente candidati a terapie non farmacologiche possano accedere su tutto il territorio nazionale a centri in grado di eseguire tali terapie;

    19) a considerare l’opportunità di incentivare la diffusione in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale dei trials inclusi nella Revisione Cochrane del 2004.

Sappiamo che nelle suddette unità neuro vascolari il chirurgo vascolare, anche affianco al neuroradiologo, ha un ruolo non secondario. La recente Sessione SICVE-ISO al Congresso di Bologna l’ha ribadito. La rete NeuroVascNet è predisposta per neurologi e chirurghi vascolari.

L’ISO- Italian Stroke Organization – è la nostra casa in comune con i neurologi, internisti, cardiologi, neuroradiologi ecc. e anche al suo indirizzo (quindi anche a noi chirurghi) è stata inviata idealmente per conoscenza la busta che contiene la suddetta risoluzione.

Il nostro obiettivo di chirurghi vascolari per i prossimi anni sarà quello di avere un ruolo ben preciso in questa casa comune, come é scritto nelle linee guida ISO-SPREAD, in cui un intero capitolo é dedicato alla chirurgia della stenosi carotidea.

La Relazione Morale del Presidente Stella. Post di Gaetano Lanza.

Il Presidente Stella

Mi sono sempre chiesto perché si chiama “morale”. Forse perché alla fine si trae la “morale” ? O forse perché in origine e poi per estensione si riferiva e si riferisce ad un ente morale ? Dalla Treccani “morale agg. e s. f. e m. [dal lat. moralis, der. di mos moris «costume», coniato da Cicerone per calco del gr. ἠϑικός, der. di ἦϑος: v. ethos, etico1, etica]. –  Relativo ai costumi, cioè al vivere pratico, in quanto comporta una scelta consapevole tra azioni ugualmente possibili, ma alle quali compete o si attribuisce valore diverso o opposto (bene e male, giusto e ingiusto); senso m., la capacità di distinguere ciò che è bene da ciò che è male, ritenuta presente in misura maggiore o minore in ogni uomo, innata oppure acquisita con l’educazione e l’esperienza…..”.

In ogni caso si riferisce alla relazione che di solito una volta all’anno il Presidente di un ente riporta tracciando un bilancio e indicando la rotta da seguire.

E’ quello che ha fatto il nostro Presidente all’Assemblea dei Soci a Bologna il 25 ottobre, e qui alleghiamo le slides, anche e soprattutto per i Soci che non erano presenti all’Assemblea.

Assemblea 2017-Relazione Morale del Presidente

La Relazione è iniziata con i ringraziamenti intanto ai Soci presenti, tutti in regola e davvero numerosi. L’appuntamento era importante. Bisognava modificare lo statuto, in presenza del notaio che ha verbalizzato, per predisporre la domanda di iscrizione nell’Elenco delle società scientifiche del Ministero.  I ringraziamenti poi a tutti i congressisti. Un grazie al Direttivo, al Past Presidente e all’Incoming, ai due Presidenti dei Collegi (coi quali ottima si é dimostrata la sinergia), ai Comitati, allo staff di Conor e alle Aziende.

Alcune cifre del Congresso. 966 Congressisti di cui 613 Iscritti, 203 membri della Faculty, 150 Specialists di Aziende, 36 Aziende di cui 7 Major,  34 Sessioni Scientifiche di cui 7 Congiunte con altre Società Scientifiche,  151 Relazioni, 11 Sessioni di Comunicazioni per 103 Comunicazioni, 59 Poster selezionati e presentati a Concorso,  66 Poster Cartacei esposti.

La situazione Soci. Cinquantatre nuovi Soci iscritti quest’anno (finora), ai quali diamo il nostro caloroso benvenuto. Tra quelli in regola e quelli che si metteranno in regola siamo a quota 729. Abbiamo nel nostro data base 1.027 Soci compresi i 22 Soci Onorari e i morosi. Non male.

Sono state avviate diverse iniziative quest’anno. Tra queste il Presidente ha ricordato il rinnovamento e le nuove performance del web istituzionale – sicve.it-, che avrà sempre più importanza nella vita sociale, come del resto viene esplicitato nel Decreto Ministeriale per l’iscrizione nell’elenco delle società scientifiche, il rilancio in atto del Registro (SICVEREG), il Concorso Caso Clinico del Mese tramite il web, e soprattutto il Questionario sullo Stato dell’Arte della Chirurgia Vascolare Endovascolare in Italia. Su questo punto il Presidente ha presentato i dati principali (vedi slide allegate sopra) molto interessanti, ricavati da 53 Questionari pervenuti alla Segreteria. Si stima che siano la metà circa di quelli che dovrebbero pervenire, essendo più di 100 i centri di chirurgia vascolare in Italia. Ma questi  53 questionari già offrono una fotografia abbastanza realistica, per quanto siano su base volontaristica. E’ senz’altro questa un’iniziativa da portare avanti e da inquadrare in quel progetto più ampio da perseguire nei prossimi mesi e anni e auspicato da tempo nelle precedenti Presidenze: la messa in rete dei centri sul territorio nazionale.

E per ultimo, ma non ultimo, l’argomento principe: le modifiche di statuto, fatte alla presenza del Notaio, minime necessarie per adeguarsi ai parametri dettati dal Decreto Ministeriale del 2 agosto scorso che prevede l’iscrizione nell’elenco nazionale delle società scientifiche. Il Presidente ha ribadito ciò che in varie sedute in Consiglio Direttivo è stato oggetto e punto di attenzione oltre che di confronto sereno e costruttivo con i Presidenti dei due Collegi, vale a dire l’opportunità di interrogarsi e riflettere ad ampio raggio sul futuro della Società in un mondo che cambia vertiginosamente e quindi sulle modifiche più sostanziali e strutturali da apportare allo statuto che deve allinearsi e permettere il cambiamento verso una più ampia democrazia e rappresentanza partecipativa negli organi e comitati di coordinamento. Quindi l’annuncio di una Assemblea Straordinaria da tenersi entro fine anno sul tema idee e proposte per il rinnovamento.

Gli applausi non erano formali.

A proposito di “morale”. Scriveva Mark Twain: “Fai sempre ciò che è giusto. Accontenterai la metà del genere umano e stupirai l’altra metà”.

Immagini dal Congresso di Bologna. Post di Gaetano Lanza.

   il Sindaco di Bologna ci dà il benvenuto

  ma é proprio lui, Vittorio…….. o é il nostro Presidente?

  eccoli, sembrano gemelli….

   ma é proprio lui, Vittorio Sgarbi, che ci parla di Medicina nell’Arte

   ecco la lezione……

  “sold out” …..e l’auditorium non é piccolo

 l’immancabile e sempre attenta Adriana Visonà, ma la SIAPAV non é la sola Società Scientifica ad essere presente a Bologna….sono proprio in tante, italiane e straniere…da una mail di Alison Halliday il giorno dopo : “Dear Andrea, Thank you very much for a wonderful meeting. It was very kind of you to invite me and I hope that you feel that the Joint ESVS/SICVE Session was a success; I will be happy to help with discussing the views of the SICVE Council at ESVS (and of course views from Mauro on behalf of members will be especially welcome!).
I look forward to a joint Session at Valencia and hope that we can improve the Italian experiences and representation in ESVS for the future. Best wishes and thanks. Alison

 anche Italian Stroke Forum non può mancare

  con Gian Franco Gensini, non me ne vogliano gli altri….

……..uno tra i tanti big stranieri, Oderich (USA)

  e che bella serata a Palazzo Re Enzo, dal MedioEvo al Rinascimento Bolognese, come ci ha detto Sgarbi, all’Era Moderna….di SICVE, diciamo noi

  tutti alla Cena Sociale, siamo più di 500, era da tempo che non si vedeva tanta gente alla Cena Sociale, il nostro Presidente ci teneva molto…..e c’é riuscito, complimenti!

 un altro scorcio

  e che posto, ragazzi….

  e quanta bella gente……(ho perso alcune foto…peccato)

Franco, e l’anno prossimo a Napoli?

“non sarà certo di meno, risponde Carlo Ruotolo, prova a cliccare sul link qui di seguito

https://www.dropbox.com/sh/fszqpoojgbtsjd5/AACk9NJGeEWiAGe-GozG9lEAa?dl=0

intanto prendo appunti, aggiunge il nostro Presidente 2019

intanto facciamo le modifiche di Statuto necessarie per iscriversi all’elenco del Ministero e prepariamo l’Assemblea Straordinaria per interrogarci sul futuro della SICVE………….

grazie di cuore a nome di tutti, Presidente

grazie al Direttivo e al Past e all’Incoming President

grazie ai relatori, ai moderatori, ai giovani che hanno portato le novità con le comunicazioni,

grazie a tutti i presenti e agli assenti che hanno consentito ai presenti di esserci

grazie alle Aziende e al loro personale

grazie allo staff di Conor, spero di non dimenticare qualcuno,

arrivederci a Napoli 2018