Archivio mensile:aprile 2014

L’INVERSIONE IN POSITIVO DELLA PARTECIPAZIONE AL REGISTRO post di Gaetano Lanza

L’INVERSIONE IN POSITIVO DELLA PARTECIPAZIONE AL REGISTRO   post di Gaetano Lanza

Ho ricevuto nei giorni scorsi dal Servizio Assistenza e Statistica del nostro Registro – SICVEREG – lo stato dei centri partecipanti. Un dato mi sembra molto importante da segnalare: l’inversione in positivo della partecipazione. Da un massimo storico di 94 centri con più di 32 mila procedure registrate nel 2008 eravamo drammaticamente scesi al minimo storico di 41 centri con poco più di 11 mila procedure nel 2012 (non contiamo la fase iniziale con 5 centri nel 1999 e 18 nel 2000). Clicca nel “Book 2012” per visionare il grafico. A Torino fine ottobre prossimo analizzeremo i dati del 2013, ma già oggi possiamo notare che con nuove richieste di adesione e di riattivazioni siamo risaliti a quota 86 centri. Più del doppio rispetto a fine 2012. E’ un dato che certamente ci conforta ma allo stesso tempo non deve bastarci. Bisogna cogliere il segno e continuare a lavorare di più in questo senso. Una tendenza in negativo in futuro potrebbe essere più difficile poi da invertire. Quindi c’è ancora molto da fare. Intanto la prima cosa da fare è ringraziare: chi? Lo staff del Servizio Assistenza e Statistica; i centri che partecipano da anni e quelli che hanno fatto da poco richiesta di riattivazione/nuova adesione ( si prega di estendere il ringraziamento ai collaboratori); i Referenti Regionali che hanno promosso l’inversione; il Presidente e il Consiglio Direttivo che hanno messo tra gli obiettivi prioritari di questo biennio il rilancio del Registro. Infatti l’inversione è stata registrata soprattutto dopo il Congresso Nazionale di Bari. Quale lavoro resta ancora da fare, a mio avviso? Ne parliamo di solito in Direttivo SICVE e ne abbiamo parlato e discusso anche al Convegno di Verona organizzato in autunno dal Collegio dei Primari Ospedalieri e dedicato al lavoro dei Referenti Regionali.

Per riassumere in due punti. Un lavoro di quantità: aumentare senz’altro ancora il numero dei centri; mancano all’appello molti centri ancora restii (alcuni anche ad alto volume e alta complessità assistenziale, anche “di grido”); aumentare il numero di procedure registrate (non tutti registrano tutto). Un lavoro di qualità: migliorare la qualità dei dati introdotti. Lo stiamo facendo. Ad esempio ci siamo accorti che per la stenosi carotidea sintomatica mancava il dato importante del tempo tra sintomo indice e intervento. Si accettano proposte su altri frame. Non sono dell’avviso che vada troppo e ulteriormente semplificato. Mancano ad esempio alcuni dati interessanti di outcome e di follow up (tempo fa ce lo fece notare anche la Società Europea). Per ora sono registrabili solo alcune complicanze immediate e la mortalità a 30 giorni. Vanno aggiornati i dati sui devices (qui ci possono dare una mano anche le Aziende, interessate!). E poi un Registro per essere valido deve essere validato. Validazione interna: quanto cioè è aderente al protocollo? Essendo un osservazionale spontaneo, uno può mettere i dati che vuole ed escluderne altri. In passato sono stati effettuati alcuni controlli su cartelle campione in alcuni centri ecc. Si può proseguire su questa strada, ma ce ne sono anche altre? Validazione esterna: quanto è aderente al mondo reale (esterno)? E’ importante incrociare i dati con le SDO, con altri registri o con banche dati regionali/istituzionali ecc.

Perché è importante tutto ciò? Perché il Registro è il biglietto da visita della nostra Alta Specialità. Un Registro partecipato, controllato, valido e validato, che comprende dati significativi di procedura e di outcome è quello che ci chiedono le Istituzioni regionali, nazionali, internazionali (OMS, Società Europea), le Aziende, varie figure professionali socio-sanitarie, i medici di medicina generale, altri specialisti, soprattutto gli stakeholders e i pazienti e i familiari.

Il Registro è e deve essere la nostra casa comune. Chi non c’entra non appartiene alla comunità. Chi non partecipa di solito inventa scuse, e ce sono tante che ho sentito: non partecipo perché gli altri non partecipano, perché non serve, perché è uno sforzo inutile, perché non ho tempo e non ho collaboratori disposti a collaborare o che hanno tempo. C’è un proverbio congolese che recita: se la strada è dura da percorrere allora si cercano e si trovano i mezzi, altrimenti si trovano scuse. Quanto a poter gratificare o motivare i centri possiamo anche studiare dei sistemi. Personalmente credo più nei sistemi premianti (non è tempo per quelli economici), che in quelli penalizzanti. La motivazione più che sufficiente dovrebbe essere: è giusto e onesto partecipare. Non per essere esterofili, ma guardiamo i Registri in Regno Unito e in Svezia. Hanno iniziato non prima di noi e continuano a farlo sul serio e con impegno. Hanno i loro dati. Noi abbiamo i nostri?

Qui più che altrove sono accetti commenti, proposte, idee, suggerimenti e critiche, spero costruttive.

Gaetano Lanza

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La ricetta del Charing Cross – post di Gaetano Lanza

La ricetta del Charing Cross – post di Gaetano Lanza
Si sono da poco chiusi i cancelli sul Charing Cross. Il suo organizzatore e Anfitrione Roger M Greenhalgh ha da poco comunicato la propria soddisfazione (noi comunichiamo la nostra) e il numero di presenze che ha superato la cifra di 4.100 partecipanti. Cosa portiamo a casa? Indubbiamente l’incontro con tutti i principali chirurghi vascolari, ma anche radiologi e cardiologi interventisti, del mondo. Quindi la multidisciplinarietà e l’universalità dell’evento. L’incontro con le Aziende in versione internazionale e le principali loro novità. Gli stand e le loro Sessioni parallele erano dei congressi nel congresso oltre che centri di accoglienza (meno male che c’era il loro caffè) e vere proprie “specialist house” con relative “lunch session” in contemporanea. C’erano anche delle Sessioni parallele con Corsi di Aggiornamento e Dimostrazione e Corsi di Training non sponsorizzati. Portiamo a casa gli ultimi aggiornamenti sui temi più comuni nella pratica clinica. Una vista panoramica sul mondo della chirurgia vascolare endovascolare. Abbiamo sentito parlare per ogni principale argomento di revisioni, metanalisi, report di casistiche e esperienze, mature e nuove. Anche presentazioni, discussioni (tante, comode e con diritto di replica), dibattiti, indagini, votazioni (solita pulsantiera a disposizione di ogni congressista), conclusioni ecc. Le 3 C: Controversies, Challenges, Consensus sono una formula ormai consolidata e di successo. La Evidence Based Medicine e la Practise Based Medicine messe a confronto, a giudizio e infine a con-senso. Ognuno di noi interessato ad un tema, controversia, novità specifica ha potuto fare un check su come la pensa il resto del mondo, o quasi. Ha potuto partecipare al dibattito in corso e pigiare sulla pulsantiera personale per vedere se il suo giudizio era quello della maggioranza o della minoranza. E se non bastasse, chi non ha potuto confrontarsi in diretta perché non era presente, lo può fare oggi a distanza: scarica l’APP del Charing Cross sul suo IPhone, IPad, Android, clicca su Video Library e accede ai dibatttiti e votazioni registrate. A proposito l’APP del Congresso ben fatta era ed è una mappa completa in cui poter individuare e seguire ogni evento di cui sopra. Ogni congressista poteva poi inviare in tempo reale alcune domande o considerazioni che comparivano in sottopancia nello schermo principale e che i moderatori potevano commentare. Ogni congressista ha trovato poi tra il materiale congressuale un volume, niente male, con alcune principali pubblicazioni oggetto del Congresso e un’ottima presentazione di Greenhalgh, che si è assicurato già materiale in abbondanza per il suo periodico Vascular News che ha una tiratura sempre maggiore on line. Mi fermo.
Molti ingredienti di questa ricetta li abbiamo anche noi oggi in Italia a disposizione di SICVE (SICVE2.0). Abbiamo iniziato a Bari nell’ultimo Congresso nazionale. Faremo senz’altro meglio a Torino quest’anno, che potrà avere molte caratteristiche di interattività non inferiori al Charing. E ancora meglio e più in grande (queste le intenzioni) a Milano all’Expo Salute 2015, in cui se la fortuna ci assiste potremo avere delle novità assolute in campo internazionale.
Altre occasioni con ingredienti simili? Il Congresso ad esempio che ha organizzato Roberto Chiesa  e che si ripeterà puntualmente quest’anno a dicembre al San Raffaele. E’ monotematico sull’aorta, ma gli ingredienti anche quello dell’universalità ci sono tutti. Non me ne vogliano gli altri che qui non cito. Anche Carlo Setacci ad esempio li ha impiegati nel suo monotematico a Siena.  Insomma, una ricetta di cui oggi sembra non si possa più fare a meno.