Archivio mensile:maggio 2014

Dai diabetologi e il video clip di Novali. Post di Gaetano Lanza.

Dai diabetologi e il video clip di Novali. Post di Gaetano Lanza.

Vi chiederete cosa c’entrano ?
Sarà arrivato anche a Voi il Quotidiano Sanità on line. Riporto tre report dal Congresso dei Diabetologi.
1. Diabete. Disponibili online le nuove linee guida italiane SID-AMD.
Dopo quattro anni, arriva la nuova edizione delle linee guida italiane per la diagnosi e terapia del diabete mellito. Le nuove linee guida, frutto della collaborazione SID e AMD, non saranno più disponibili in edizione cartacea, ma solo in formato elettronico, saranno consultabili su sito web dedicato e tramite apposita APP. Tra le novità dell’edizione 2014, la personalizzazione degli obiettivi per l’emoglobina glicata, i nuovi obiettivi del trattamento della pressione arteriosa (livello 140/80 e non 130/80), le nuove terapie e i nuovi aspetti della nefropatia diabetica.
Questa edizione degli Standard – spiega la dottoressa Simona Frontoni, coordinatrice degli Standard per SID – è nata dalla volontà di creare delle linee guida, che fossero calate nella realtà italiana e che si discostassero dalle linee guida americane, quelle dell’American Diabetes Association.  CHE BELLO! (commento personale).

2. Diabete. Ora la glicemia si può monitorare con lo smartphone.
Presentato al congresso della SID “Dario”, il dispositivo tascabile, compatto e con un’App di ultima generazione che renderà accessibile da “mobile” e in tempo reale i dati sulla misurazione di glicemia, la conta dei carboidrati e il monitoraggio dell’attività fisica.

3. Diabete. Congresso SID. La telemedicina in aiuto del paziente: l’analisi del prf Newman
Telemedicina e tele-care: ecco due nuove frontiere assistenziali per il paziente. A spiegarlo è il preside della School of Health Sciences della City University di Londra. Dal monitoraggio della malattia all’assistenza anche da casa, dal controllo costante all’abbattimento delle liste d’attesa.
La strategia sfrutta strumenti che richiedono una partecipazione attiva del paziente o di un suo familiare. Questa persona invierà dunque le informazioni ad un centro d’ascolto specializzato, dove uno specialista potrà analizzarle e re-inviarle al paziente, accompagnandole magari con la prescrizione di una modifica del dosaggio delle terapie in corso, con la richiesta di nuovi esami oppure con il consiglio di recarsi al più presto ad una visita di controllo in ospedale, se necessario.
Di fatto “sono già stati messi a punto una serie di strumenti per monitorare la glicemia, ma anche la pressione arteriosa; e oggi è possibile fare una ‘tele-visita’ per esaminare un piede con un’ulcera o altri problemi”, spiega il Professor Newman.

E noi chirurghi vascolari ? A che punto siamo ? Beh, con la SICVE 2.0 abbiamo iniziato anche noi il percorso, ma non siamo che agli inizi. Molto ci resta da fare. Certo questi report dai diabetologi ci indicano come la strada, quella giusta, sia l’ICT – Information and Communication Technology – che sta trasformando il nostro modo di fare assistenza.
E Claudio Novali? Beh, scaricate e guardate il video clip che ha preparato Claudio e intitolato Fuori Congresso e che abbiamo messo in http://www.sicve.it nello spazio del Congresso di Torino .
Benvenuta tra noi, ICT.

Annunci

La frutta previene l’aneurisma aortico addominale (AAA) e la sua rottura. Post di Gaetano Lanza

La frutta previene l’aneurisma aortico addominale (AAA) e la sua rottura.

Post di Gaetano Lanza

L’affermazione non proviene dai fruttivendoli, che soffrono anche loro la crisi, ma da una prestigiosa Rivista scientifica come Circulation e quindi merita la nostra attenzione. L’articolo s’intitola “Fruit and Vegetable Consumption With Risk of Abdominal Aortic Aneurys” e porta la firma di Otto Stackelberg del Karolinska Institutet di Stoccolma. E’ stata seguita da gennaio ’98 una coorte di 44.317 uomini e 36.109 donne. Nei 13 anni di follow up sono stati registrati 1.086 casi di AAA (1.35%) (899-82.8% negli uomini) tra i quali 222 rotti (181-81.5% nei maschi). Interessante il risultato dell’analisi di regressione logistica e la conclusione: “ a consumption of fruit, but not vegetables, was associated with a decreased risk of AAA, and this reduction in risk was even more pronounced for the risk of ruptured AAA; a diet high in fruits may help to prevent many vascular diseases, and this study provides evidence that a lower risk of AAA will be among the benefits”. Quindi la frutta, in particolare mele, pere, banane, arance; ancor più che le verdure. La comparsa e la progressione di AAA (rottura compresa) si é dimostrata associata in modo significativo solo al basso consumo di frutta, neanche ai “mostri sacri” come il fumo, l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’abitudine all’alcool ecc. La spiegazione che darebbero gli autori? L’effetto protettivo che alcuni componenti della frutta (flavonoidi, procianidine) avrebbero sulla parete arteriosa come antiossidanti.

Un’iniziativa promossa dal Ministero non recente mirava a promuovere nelle scuole il consumo di frutta piuttosto che di altri prodotti “commerciali” da parte dei ragazzi.

Perché la SICVE non promuove una campagna di prevenzione delle malattie vascolari nelle scuole, d’accordo con il Ministero, della serie: “a scuola un frutto al giorno leva il medico di torno, parola dello specialista chirurgo vascolare”?

Alcune cifre sorprendenti di SICVE 2.0 post di Gaetano Lanza

Cari Followers,

quando iniziammo il percorso di infonautica all’inizio di questo biennio a Presidenza Peinetti, per cui battezzammo la SICVE come 2.0 per indicare il suo ingresso nella nuova era e nel nuovo mondo della ICT (Information Communication Technology), al passo coi tempi, non pensavamo neanche noi di registrare a così breve tempo queste cifre.
Migliaia di accessi ai Forum (potete vedere da Voi se li aprite cliccando qui). Pochi esempi. Accessi a Forum per il Registro SICVEREG: 4.766; per Informazioni per partecipare : 7.256; per i Referenti Regionali più di 39.000 (straordinario); per Collaborazione SICVE-FADOI-SIAPAV : 6763; per Studio SPREAD-STACI : migliaia; solo per Choosing Wisely in Chiurgia Carotidea (sessione SICVE-ISO di recente al Congresso Stroke):7.117; ancora di più per la Sessione simile lo scorso anno.
E per questo nostro giovane Blog? I dati non li potete vedere ma fidatevi: quasi 3.000 visite.
C’è da chiedersi: chi sono tutti questi curiosi ? Certamente in parte siamo noi stessi, chirurghi vascolari. Mettiamoci anche qualche altro collega di altra specialità. Ma credo, anzi sono sicuro, che sono anche altri. Sfruttando anche noi (lo potremmo fare e lo faremo di più) la potenza del web riceviamo molte visite dal cosiddetto grande pubblico (pazienti, familiari), insomma il grande pubblico degli infonauti assetati di sapere informatico, il grande oceano del social network.
Abbiamo varato la nostra nave crociera chiamata SICVE. Per cortesia, evitiamo gli scogli.

Trustworthiness post di Gaetano Lanza

Trustworthiness. In italiano: affidabilità. La parola è composta da trust e worthiness, quindi l’enfasi su qualcosa che merita fiducia.
E’ stato di recente pubblicato un articolo sull’autorevole Rivista JAMA dal titolo “Assessing the Trustworthiness of the Guideline for Management of High Blood Pressure in Adults”. E’ un articolo che mi permetto di consigliare a tutti, ma soprattutto a chi è stato chiamato a redigere le nostre Linee Guida.
Le domande che si pongono gli Autori sono quattro :
· What are the key elements of trustworthiness in a guideline?
· How does this guideline measure up?
· What is the role of expert review of guidelines?
· What is the pathway to guidelines that the public can trust?
La risposta alla prima domanda é articolata in quattro punti.

  • First, active management of conflict of interest is essential.
  • Second, a systematic review should be the starting point for developing a guideline. A systematic review should minimize the possibility that the guideline panel will fail to take account of relevant evidence.
  • Third, the panel must explain the reasoning that led from the evidence to its recommendation.
  • Fourth, the panel should involve relevant stakeholders in the external review process, publish a draft of the report for public comment, and record reviewer comments and the panel’s response.

Nella risposta alla quarta domanda si legge: A rigorous, transparent process for developing and reviewing guidelines matters a great deal because guidelines are increasingly driving the practice of medicine . Reading the critiques and responses, many readers will conclude that the panel was on solid ground in its interpretation of high-quality evidence about the limited but important set of questions that it chose to address. However, a discussion of external review should include several additional questions.

Quanto alla practice of medicine e al rapporto tra EBM (evidence based medicine) e PBM (practice based medicine) suggerisco un altro interessante articolo: Evidence based guidelines or collectively constructed “mindlines?” Ethnographic study of knowledge management in primary care in cui viene dimostrata l’importanza delle cosiddette mindlines più che delle guidelines tra i medici di medicina generale. Resto sempre più convinto comunque (e non sono il solo) che il percorso corretto sia quello dalla ricerca alle linee guida basate sulla ricerca e sul giudizio ponderato degli esperti e opinion leaders, ai protocolli e percorsi assistenziali, ai network in medicina, alle suddette mindlines che tanto influenzano la pratica clinica. E NON IL PERCORSO CONTRARIO. Sta a noi seguire il percorso corretto e incidere sulle mindlines della pratica clinica, dalla medicina generale e di territorio a quella specialistica ospedaliera.

Non é certo un compito semplice quello affidato agli estensori delle nostre linee guida, e dico nostre. Ma neanche un compito impossibile. Su un aspetto vorrei focalizzare l’attenzione. Per essere affidabili le linee guida devono poter essere autorevoli e costruite a casa propria, con una comune e valida metodologia, condivisa da tutti gli autori, perchè altrimenti é una Babele. Non serve, anzi è controproducente, copiare o mutuare da altre linee guida anche se autorevoli e pubblicate (americane, europee ecc.). Né serve adottarle. Possono sì servire come base costruttiva, ma fino ad un certo punto. Per un motivo essenziale. Il mondo reale, quello per il quale le linee guida vanno costruite e nel quale vanno poi calate, è unico e originale, poco sovrapponibile a quello di altri paesi. Quindi devono essere linee guida genuinamente italiane e costruite da noi italiani per noi italiani. Non si esclude, anzi si auspica, che vengano prese in considerazione quelle straniere, che possono servire come traccia e per confronto, ma guai a fare un copia-incolla. Le nostre linee guida dovranno essere nostre a tutti gli effetti, dall’impianto alla costruzione, alla produzione di raccomandazioni, alle revisioni interne ed esterne, periodiche. Solo così potranno essere affidabili e potranno rendere affidabile la nostra SICVE.

Già, perché di trustworthiness – affidabilità ne ha e ne avrà sempre più bisogno la SICVE. Ce la richiedono tutti: i pazienti, i familiari, i medici di medicina generale, gli altri specialisti, gli amministrativi, le istituzioni, persino i giudici, insomma il mondo in cui lavoriamo e viviamo. E gran parte di questa trustworthiness, se non tutta, parte da quella che riusciranno ad ottenere le nostre linee guida.

Pertanto, anche se perdiamo un pò di tempo adesso, che poi non è mai tempo perso, cerchiamo di fare un bel lavoro ! ma facciamolo prima possibile !