Archivio mensile:novembre 2014

Sostenibilità delle cure. Parola chiave per il futuro. Post di Gaetano Lanza

 Sostenibilità delle cure. Parola chiave per il futuro. Post di Gaetano Lanza

Non so quanti di Voi lo sanno. E’ stato istituito da poco l’European Steering Group che produrrà un Libro Bianco sulla sostenibilità del sistema sanitario in Europa. Nei giorni scorsi, l’European Steering Group – sotto il patronato del Ministero della Salute italiano – ha tenuto un Convegno dal titolo “Citizen Empowerment in Healthcare”.

Una sola cifra per capire il razionale. Nel 2030 il numero degli over 85 nel mondo sarà il doppio rispetto all’attuale. Bisogna quindi ripensare a sistemi di erogazione e accesso alle cure più sostenibili.
Il concetto di sostenibilità del sistema sanitario passa anche attraverso un altro concetto: quello della cittadinanza sanitaria. Tutti gli attori del mondo della salute – pazienti/cittadini, professionisti ed economisti sanitari, pubblici decisori e stakeholder come le Aziende di settore – con pari dignità di voce debbono offrire il proprio contributo in termini di indirizzamento delle risorse, proposte e capacità gestionali.

Il professor Atella, Direttore del Centro di Studi Economici Internazionali (CEIS) dell’Università di Roma Tor Vergata, ha riferito di aver messo a punto un modello di micro-simulazione della richiesta sanitaria dinamica in Italia, basato su strumenti econometrici, che permette di delineare scenari affidabili dei trend di spesa sanitaria e di anticipare gli effetti dell’introduzione delle policy ad essi relativi.
“In Europa abbiamo modelli di sistemi sanitari diversi tra loro, con organizzazioni molto eterogenee” ha detto Mary Harney, Chair dell’European Steering Group. “Le tre grandi direttrici saranno la prevenzione delle malattie, l’empowerment dei pazienti, un controllo di gestione mirato a ridurre il numero delle ospedalizzazioni”. “Bisogna puntare sulla gestione in rete delle patologie (noi chirurghi vascolari abbiamo appena iniziato a lavorarci, aggiungiamo noi, con criteri basati sull’evidenza. Il Libro Bianco, nel promuovere la cultura della sostenibilità, dovrà lavorare su quattro concetti-chiave: la partecipazione attiva di tutti gli attori del sistema salute, la coerenza, l’efficacia delle proposte, con obiettivi misurabili per singoli target e infine la responsabilizzazione”.
Quanto ancora potrà essere sostenibile l’attuale sistema sanitario?

Lidia di Minco, Direttore Health Information del Ministero della Salute italiano, ha voluto invece mettere a fuoco nel Convegno il tema della gestione delle comorbidità legate all’aumentata aspettativa di vita. “L’implementazione delle tecnologie informatiche permetterà – dice- di ottimizzare i flussi di informazione, migliorando per ogni profilo e ogni patologia l’accesso ai servizi sanitari. Le Linee Guida ministeriali prevedono l’istituzione di un comitato che si occupi di standardizzare i servizi sanitari delle Regioni. Le performance delle Regioni sono misurate annualmente sui parametri delle Linee Guida. Se vengono rispettate, le Regioni hanno accesso completo al Fondo Sanitario Nazionale, altrimenti subiscono una decurtazione del 3%. Dal punto di vista della gestibilità delle cure del paziente, giocherà un ruolo fondamentale la messa a regime del Fascicolo Sanitario Elettronico, che dovrà avvenire entro il 30 giugno 2015. La piena realizzazione della Sanità Elettronica è un fattore strategico per la semplificazione e l’accessibilità dei servizi sanitari pubblici”. Auguri, diciamo noi.

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La tutela offerta dal lavoro in Rete. Post di Gaetano Lanza.

La tutela offerta dal lavoro in Rete. Post di Gaetano Lanza.
Molti di Voi avranno senz’altro letto la sentenza della IV Sezione della Corte di Cassazione del 12 novembre scorso relativa a un paziente morto per emorragia dopo essersi recato in un PS ortopedico per una frattura con codice verde e aver accusato poi dolori addominali. Inviato al PS generale, il paziente non aveva trovato immediata assistenza ed era quindi deceduto. In sede di contenzioso la Suprema Corte aveva poi confermato la sentenza d’appello e ribaltando il 1° grado (dov’erano stati condannati anche i medici) aveva affermato che il torto è della struttura e della scelta direzionale di tenere distanti i PS ortopedico e il PS generale. Insomma parrebbe che secondo la Suprema Corte a rispondere debbano essere in tal caso non i sanitari ma l’organo deputato a organizzare e controllare: l’Azienda e per estensione la Regione che dovrebbe provvedere alla rete assistenziale dell’Emergenza-Urgenza. Una sentenza questa che deve far riflettere.
La posizione di SIMEU (Soc.It.Medicina Emergenza-Urgenza) e FIMEUC (Federazione It. Medicina d’Emergenza Urgenza) è condivisibile : «Il fenomeno più legato a carenze assistenziali in emergenza è il sovraffollamento dei PS in parte arginabile con un’organizzazione territoriale ben coordinata, e con standard strutturali ed organizzativi, linee guida utili a collocare attrezzature e personale là dove più servono. Questi standard già ci sono. Per i Pronti Soccorso SIMEU e FIMEUC li hanno emanati nel 2011, facendo riferimento al concetto di rete regionale, e rapportando i servizi al fabbisogno di prestazioni, al bacino d’utenza, alla disponibilità di letti attrezzati; altri SIMEU ne ha emanati nel 2010 per l’Osservazione breve intensiva. E sulla base di un altro lavoro condotto con i cardiologi di ANMCO, a Roma è stata ridisegnata la rete delle Unità di terapia intensiva con un modello hub-spoke.”.
L’attuale Presidenza e Consiglio Direttivo SICVE hanno intrapreso una strada più che giusta e opportuna. Hanno prodotto dei Documenti sulla Rete Emergenza Urgenza in Chirurgia Vascolare e sui criteri per la messa in Rete in generale dei Centri di Chirurgia Vascolare. Li hanno pubblicati nel sito web www.sicve.it e sono a disposizione di tutti. Sono una base di lavoro per il prossimo Consiglio Direttivo e per i nostri Referenti Regionali affinchè per lo meno si possano questi Documenti proporre (anche sulla base di questa Sentenza) alle Aziende e alle Regioni. In alcune Regioni e Aziende è stato fatto su iniziative personali.
Serve una politica sanitaria più concertata in questo settore. Serve andare avanti su questa strada anche in modo più incisivo e determinato, anche a costo di “rompere le balle”. Serve non coltivare solo il proprio orticello.
Lavorare e far lavorare in Rete vuol dire tutelare i pazienti e noi stessi. Ma lungi dal concetto che l’hub sia di serie A e lo spoke di serie B. Non sarebbe questo il modello vincente.

La “telenovela” del “concorsone” per l’accesso alle scuole di specializzazione. Post di Gaetano Lanza.

La telenovela del “concorsone” per l’accesso alle scuole di specializzazione. Post di Gaetano Lanza.

La “telenovela” era già nell’aria quest’estate dopo la pubblicazione del decreto Giannini.
Pubblicammo infatti un post. In un altro post più recente abbiamo espresso a caldo dopo il “concorsone” alcune perplessità sul MIUR e dintorni.
Il caos adesso è totale. A meno che non si ascolti nessuno e si vada avanti sulla strada tracciata dal Ministro e rispondendo ai ricorsi. Pare che alcune centinaia siano già stati depositati e si prevede che circa seimila siano in arrivo in questi giorni.
Facciamo intanto quattro conti. Stando ad alcuni numeri pubblicati e facendo una previsione, su 25.000 iscritti a Medicina e Chirurgia nei soli anni accademici 2013-2014 e 2014-2015 dovrebbero arrivare alla laurea in 17.500 e di questi solo poco più di 5.000 potrebbero poi entrare nelle Scuole di Specializzaione. E si sa che oggi non basta la laurea e l’abilitazione, come un tempo, per fare il Medico e curare i malati, ma occorre un titolo dopo la laurea. Quindi la specializzazione. Il rischio di fabbricare laureati in Medicina disoccupati è reale.
Tra le soluzioni proposte che ho letto in questi giorni in risposta ai ricorsi ne riporto qui due. A Voi i commenti, anche se non arrivano nel blog.
La prima è la seguente.
Anaao Giovani proporrebbe o comunque non sarebbe contraria a un doppio canale formativo. L’ipotesi sarebbe cioè quella di “conseguire la specialità sia con la modalità del concorso unico nazionale e contratti finanziati dal Miur, mantenendo standard formativi che prevedano come da legge la rotazione in strutture del Ssn, sia iscrivendo in soprannumero tutti i colleghi che accedono al lavoro con la sola laurea con un contratto a tempo determinato formazione-lavoro finanziato dalle Regioni e da fondi europei, mantenendo gli stessi standard formativi, da conseguire interamente nelle strutture ospedaliere e con titolo congiunto”. “Non è accettabile – secondo loro – comunque definire per legge livelli retributivi pari a quelli degli infermieri, visti i diversi profili giuridici e professionali del giovane medico”.
A supporto di questa ipotesi verrebbe anche una recentissima Bozza di DDL delega del Governo sulla distinzione da introdurre nella carriera del medico ospedaliero che si differenzierebbe tra professionale e manageriale, con possibilità quindi di essere assunti negli ospedali con lo stipendio della caposala (DSuper) senza avere il titolo di specialista. Sarebbe questa una novità del disegno di legge che riformerebbe l’accesso dei sanitari al Ssn, presentato dal Ministero della Salute e pronto per essere girato all’Istruzione. Se il Parlamento approverà la bozza, entro il 2015, potremmo avere insieme la revisione dei titoli di formazione per l’accesso al Ssn e quella della durata delle scuole di specializzazione.
L’Associazione Italiana Giovani Medici-Sigm rileva come si creerebbero però in tal caso due tipologie di specialisti: quelli che entrano nel Ssn già specializzati e i neoassunti da specializzare. “Si prefigurerebbe – asseriscono i Giovani Medici – l’impiego di personale non specializzato a basso costo, sottopagato a rapido turn-over, malformato presso strutture periferiche dei vari servizi sanitari regionali, e con problemi logistici a seguire le scuole di specialità universitarie in centri lontani dagli ospedali periferici”.
La seconda soluzione ai ricorsi proposta è quella del capogruppo di Forza Italia in Commissione Sanità del Senato, il Senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri. Una sorta di sanatoria che consentirebbe l’ammissione di tutti i 12mila medici concorrenti nel “concorsone”, “inserendo in bilancio le risorse per l’aumento delle borse di studio al fine anche di dare una risposta organica alla richiesta di potenziamento e sostegno del sistema sanitario nazionale”.
Mi sembra che entrambe le soluzioni proposte abbiano un denominatore comune. I soldi. La “telenovela ” ha ancora diverse puntate che seguiremo.

Il “Laboratorio della Sanità” della Leopolda. Post di Gaetano Lanza.

Il “Laboratorio della Sanità” della Leopolda. Post di Gaetano Lanza.
Sono ancora caldi i riflettori spenti sulla Leopolda, considerata ormai la fucina delle idee del nostro Premier e dei suoi collaboratori. Alla Leopolda anche questa volta si è parlato e discusso di Sanità e più in particolare di futuro nella Formazione e Programmazione. Il documento prodotto sulla Sanità è stato riassunto nei seguenti 12 punti che tracciano alcune linee di sviluppo. Mi sono permesso di mettere alcuni punti in grassetto. A Voi i commenti.
1. Insegnamento e formazione non solo accademica ma anche ospedaliera, calata sul territorio così da dare ai futuri professionisti sanitari una preparazione completa.
2. Selezione per l’entrata nelle facoltà basata su un metodo oggettivo.
3. Aggiunta di una valutazione motivazionale a intraprendere il corso di studi in medicina, da inserirsi nel percorso scolastico delle superiori, attraverso un colloquio. La valutazione non inciderà sul punteggio d’ammissione alla facoltà.
4. Definizione precisa degli ambiti professionali anche attraverso una riforma degli Ordini.
5. Dare maggiori responsabilità e ambiti di competenza, legalmente definiti, alle professioni sanitarie (infermieri, logopedisti, tecnici radiologi, ostetrici e fisioterapisti) così da creare il vero team-working che permetta di migliorare l’assistenza al paziente.
6. Introdurre un meccanismo concorsuale più oggettivo e meritocratico con valutazione anche a posteriori del personale neoassunto.
7. Minor influenza della politica regionale nelle scelte sanitarie: concorsi pubblici per la selezione dei direttori generali e bandi di gara regionali o nazionali per cartelle cliniche informatizzate e forniture ospedaliere.
8. Aumentare l’efficienza del sistema pubblico per poter ridurre l’utilizzo dei fondi regionali verso il privato convenzionato.
9. Rivalutazione del sistema di bilancio delle società pubbliche perché non corrispondente al bilancio regionale, questo impedisce la valutazione di previsione di uscite ed entrate.
10. Inserire un percorso di dottorato e alta formazione scientifica che possa essere frequentabile insieme alle specializzazioni mediche.
11. Spostamento delle cure da una visione ospedalocentrica ad una assistenza sul territorio, improntata alla semplicità di accesso ed alla cura delle patologie croniche.
12. Finanziare la frequenza ai corsi di specializzazione di ambito sanitario non medico come già per legge disposto anche per prevenire contestazioni e ricorsi.

Poche idee e confuse al MIUR? Post di Gaetano Lanza.

Poche idee e confuse al MIUR? Post di Gaetano Lanza.

Merita tutto il nostro rispetto già solo la sigla. Parliamo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ma merita in questi giorni anche qualche critica, se ci é consentito.Intanto viene spontaneo chiedersi se al MIUR ci sia gente competente in alcune materie e all’altezza di alcune situazioni. Partiamo dal dietrofront sui test per l’accesso alle Scuole di Specializzazione. Dopo il “pasticciaccio” dei quiz invertiti, che ha portato in prima battuta all’annullamento del concorso, si è cercata una soluzione tesa a calmare le acque. Dopo immagino quali mal di pancia il Miur ha stabilito che la prova non dovrà più essere ripetuta, col sollievo, si fà per dire, di migliaia di ragazzi, ma il malcontento é generale per come si é svolta la vicenda e Consulcesi si é dichiarata già pronta a sostenere i ricorsi al fianco dei giovani, e annuncia un “monitoraggio costante sugli sviluppi della vicenda”. Il ministro Giannini dopo il pasticcio ha riunito d’urgenza a Roma la Commissione nazionale incaricata mesi fa di validare le domande e, dopo aver valutato i quesiti invertiti, ha stabilito di procedere al ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le domande sulle quali si era creato il caos. Ma intanto é battaglia alle Camere dove il Ministro é preso di mira dalle opposizioni fino a far chiedere ad alcuni le dimissioni. Il Presidente del CINECA, Emilio Ferrari, nel frattempo toglie il disturbo e si dimette in quanto si ritiene responsabile del pasticcio. Ci chiediamo: nessuno se ne era accorto prima al MIUR? Pare che al MIUR si dica già che il sistema dei test di accesso alle specializzazioni ha bisogno di una rivisitazione.
Intanto pare che sia stato dichiarato da molti ambienti che il numero delle borse di studio sia assolutamente insufficiente. Che dire poi, per inciso, del numero delle borse per chirurgia vascolare? Se non erro sono meno di 50 su un totale che dovrebbe essere (uso il condizonale) 5.000, ma pare che non sia 5.000. In ogni caso, meno dell’1%? Pesa così poco la chirurgia vascolare come Alta Specialità? Vorrei tanto che qualcuno mi smentisse.
Intanto è stata scongiurata, pare, con questo dietrofront un’ondata di ricorsi. Ma pare che ce ne sia una comunque in arrivo.
Nel frattempo, come se non bastasse, il ministro Giannini si ritrova tra le mani un altro problema non facile da gestire e che non è stata risolto: quello del numero chiuso per l’accesso alla Facoltà di Medicina. Il Ministro della Salute Lorenzin ha sottolineato l’esigenza di rendere “normali i test di accesso a Medicina, evitando che ogni volta succedano cose straordinarie”, parole sue. Ma cosa vuol dire ?
Ieri e oggi manifestazioni di proteste sotto la sede del MIUR dove il SIGM (Sindacato Italiano Giovani Medici) chiederà al Ministro Giannini “senso di responsabilità per trovare una soluzione prima delle sue dimissioni”.
FNOMCeO ha dichiarato: “è difficile individuare quali interventi possano restituire dignità e affidabilità alla prova nel suo complesso”, ma intanto è certo “che tutte le responsabilità coinvolte debbano assumere gli atti conseguenti, essendo in gioco la credibilità e la serietà delle Istituzioni”. Aggiungerei che la credibilità e la serietà delle Istituzioni l’abbiamo forse persa da anni e questa prima prova di ammissione alla Specializazione ne é un esempio amaro.
Per ACOI è necessario “un cambiamento radicale, non solo sui test, ma sull’intero sistema formativo”, e viene proposto da ACOI “il passaggio della formazione post laurea dal Miur al Ministero della Salute”.
Per Federspecializzandi le “problematiche logistiche ed organizzative non devono però mettere in discussione il concorso nazionale”. Intanto vedremo cosa succederà e vedremo se questo test d’ingresso per la specialità non farà la fine del test di ingresso per medicina.
Per tornare al MIUR. Sappiamo che in questo periodo fervono gli incontri, anche con il Ministero della Salute, e si intrecciano i pareri per il riordino delle Scuole di Specializzazione, per il numero di Borse da assegnare, per la durata e gli anni di alcune Scuole, forse per l’accorpamento o meno di alcune Scuole e altro che non sappiamo. Speriamo che la chirurgia vascolare riesca a mantenere l’autonomia conquistata dopo tanti anni, ormai anni fa, e riconosciuta in sede europea.
Speriamo solo, insomma, questo ci sia consentito dirlo, che la nostra Specializzazione non ne esca con le ossa rotte, anzi sepolte.
Mao Tse Tung, un leader di cui non ho mai condiviso le idee, diceva: “grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”. Per noi, caro Mao, la situazione ottima certo non é.

“Highlights and Headlights” dal Congresso di Torino. Post di Gaetano Lanza.

“Highlights and Headlights” dal Congresso di Torino. Post di Gaetano Lanza.

Spenti i riflettori sul Lingotto si sono accesi dei fari per SICVE.

Intanto, primo bilancio nettamente positivo del Congresso. Più di 700 iscritti, più di 1000 partecipanti, più di 40 Aziende, aule piene e colleghi interessati, aree espositive affollate e per la prima volta gente comune in tuta nei corridoi come vascular runners , giornalisti e manifestazioni collaterali in Rinascente e Eataly per il Fuori Congresso, grande novità di questa edizione. Ancora una volta Torino non si è smentita. Come 10 anni fa (è stato ricordato dal nostro Presidente in Cerimonia Inaugurale) ha innovato.
Partiamo dalla novità di Torino 2004: le Comunicazioni. Si sono rivelate ancora una volta una formula vincente. Stimolano la Ricerca e la presenza dei Giovani che diventano sempre più protagonisti della scena principale, si mettono in discussione, discutono e fanno discutere. Bravi, anzi bravissimi, specie nell’esposizione e nel rispetto dei tempi. Siete pronti per una vetrina più ampia: Expo Milano 2015. Un messaggio per Voi: la prossima volta avrete affianco anche colleghi stranieri che presenteranno le loro Comunicazioni. Teniamo alto il prestigio italiano. Lo stesso discorso vale per i Poster, la cui arena la prossima volta sarà internazionale.
Specie nella Tavola Rotonda inaugurale si è parlato e discusso di organizzazione territorio ospedale e confronto tra modelli e processi, protocolli, linee guida di reti assistenziali, che coinvolgono la chirurgia vascolare come alta specialità. Sarà questo uno dei leitmotiv di Expo Salute di Milano 2015. Anche qui il confronto sarà interregionale e internazionale. In tal senso un banco di prova a Torino è stato il Simposio Congiunto con i colleghi francesi, con i quali ormai è consolidato un rapporto di collaborazione intercongressuale.
Interessante è stata la sperimentazione delle sessioni sulle Controversie che ha dato spazio a molti di dire la propria opinione in aula e innovativo è stato anche il collegamento Skype in aula per un’opinione esterna. Un passo avanti di SICVE 2.0 già sperimentata con successo a Bari l’anno scorso. Tutte piste da seguire e migliorare a Milano e in futuro con collegamenti interattivi con l’esterno.
Uno sguardo è stato gettato sul “cantiere ancora aperto” delle Linee Guida della Società. Che rimarrà aperto per dire che sarà costantemente da aggiornare. E’ la prima volta, credo, che la SICVE costruisce dalle fondamenta le proprie Linee Guida. Finora le aveva mutuate “a macchia di Arlecchino” (se me lo consentite) dalla letteratura. Grazie a tutti gli Autori che stano lavorando e continueranno a farlo. Molti si chiederanno: non era più semplice prendere quelle europee? Tra l’altro alcuni Autori nostri hanno partecipato a quelle europee. La risposta è ancora più semplice: per essere valide le linee guida devono essere fatte su misura per la realtà in cui devono essere calate. E noi in Italia abbiamo tutte le competenze per farlo. Speriamo che questo messaggio sia passato a Torino. A Milano l’anno prossimo le nostre linee guida potranno essere esposte al mondo.
I Simposi Congiunti sulla flebologia, sulla patologia vascolare, sulle malformazioni, sulle lesioni trofiche e le Sessioni delle Scienze Infermieristiche hanno promosso il confronto in aree e settori in cui il chirurgo vascolare endovascolare intreccia le sue competenze clinico-assistenziali e organizzative con quelle di altre figure professionali unite da un comune interesse. Anche questo terreno è fertile e quindi da coltivare in futuro.
Sul Fuori Congresso dico solo che è stata la vera novità di questa edizione. E’ stato il nuovo biglietto da visita “in azione” del chirurgo vascolare per far capire al mondo  chi è, cosa fa e quanto egli fa non solo in reparto o in sala operatoria ma anche col suo impegno sociale per combattere le malattie vascolari. Abbiamo già ringraziato Novali, Alice Italia, Casagit e i media, Rinascente, Eataly, ma ringraziamo soprattutto i giovani chirurghi vascolari piemontesi che hanno, sacrificando del loro tempo e alcuni la loro presenza al Congresso, sostenuto le iniziative e le campagne promozionali presso Rinascente, Eataly e altri posti. L’anno prossimo a Milano si chiamerà Fuori Expo Salute e coinvolgerà anche altre Società Scientifiche che convergeranno per organizzare l’evento globale di Expo Salute 2015. La vetrina di SICVE sarà questa volta internazionale. A proposito, nella serata “promozione salute” del Fuori Congresso si è parlato di importanza dello stile di vita e della corretta alimentazione ed è stata anche lanciata ai giornalisti RAI una proposta di programmi educazionali TV di “cucina buona”. Pensiamoci: il tema principale di Expo 2015 è “nutrire il pianeta”. Avete qualche idea?