Archivio mensile:aprile 2015

L’Expo di Milano. Evento storico. Occasione unica. Post di Roberto Chiesa e Gaetano Lanza.

Pianta dell’EXPO

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Palazzo Lombardia
Palazzo Lombardia

Piazza Lombardia
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Il primo maggio è la festa dei lavoratori, ma quest’anno è anche la data di apertura dell’Expo di Milano. Dal primo maggio infatti al 31 ottobre si terrà a Rho-Fiera quella che per Milano e per l’Italia è la seconda Esposizione Universale. La prima si teneva sempre a Milano nel 1906, più di un secolo fa, ed era dedicata ai trasporti. L’area alle spalle del Castello Sforzesco ospitava oltre 200 padiglioni. L’interesse verso i progressi nel campo dei trasporti terrestri e marittimi era altissimo. In giro si vedevano ancora cavalli, carrozze e biciclette, ma anche le prime automobili. Si attendeva la fine dei lavori del Traforo del Sempione. Milano diventava protagonista sulla scena internazionale.

Questa seconda Expo di Milano 2015 sarà il più grande evento mai realizzato al mondo sull’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi la città ambrosiana farà da vetrina internazionale in cui più di 140 Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie e dei propri prodotti per dare risposte e fornire soluzioni concrete a uno dei problemi più importanti per l’umanità: garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli del nostro pianeta, rispettando l’ambiente e preservando la salute della nostra e delle future generazioni, promuovendo il progresso che così definiamo sostenibile. Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, oltre 20 milioni di visitatori attesi. Sono questi i numeri più importanti. La piantina dell’area è impressionante. I padiglioni sono opere d’arte. Lo scenario e l’atmosfera sono d’incanto. Da non perdere.
Per tutti i sei mesi la città di Milano e il Sito Espositivo saranno animati e coronati da eventi artistici e musicali, spettacoli, laboratori e mostre. Si terranno anche incontri, convegni dedicati alla salvaguardia e promozione della salute e quindi anche alla prevenzione delle malattie ad alto impatto socio-sanitario e legate ai problemi della nutrizione e dei disequilibri alimentari.

In linea con tutto ciò e in questa stupenda cornice, dal 2 al 10 ottobre si terrà a Milano un evento globale di più Società Scientifiche, tutte interessate alle malattie Cardio Cerebro Vascolari, considerate queste tra le nuove epidemie del nuovo millennio. La sede sarà prestigiosa, strategica e istituzionale: il Palazzo della Giunta Regionale, sito a due passi dalla Stazione Centrale, collegato facilmente con il Centro cittadino e soprattutto con l’Expo. La Regione, partner di Expo, offre e mette a disposizione le aule del proprio Palazzo. L’evento avrà quindi oltre all’endorsement della Regione Lombardia anche il Patrocinio di Expo oltre a numerosi altri patrocini istituzionali. Sono previste conferenze stampe e promozioni dell’evento.  In seno a questo la SICVE terrà il proprio Congresso Nazionale, che per l’occasione avrà il tocco internazionale, dal 4 al 6 ottobre. Avrà a disposizione le due grandi aule del Palazzo, la Biagi e la Testori, il Belvedere dell’ultimo piano, con panorama mozzafiato sulla città e sull’Expo, altre aule minori al Palazzo grattacielo Pirelli a poche decine di metri e inoltre la grande piazza interna del Palazzo, che si snoda su una superficie di 3800 mq, che sarà interamente allestita per l’occasione con progetto ad hoc per offrire ampi spazi espositivi. E’ prevista un’inaugurazione comune dell’evento globale la prima serata del Congresso SICVE, domenica 4 ottobre. Sarà un’inaugurazione particolare alla presenza delle Istituzioni, che si svolgerà in parte in aula grande e in parte in Piazza. Sarà spettacolare.
L’intero evento congressuale sarà l’occasione per visitare i padiglioni dell’Expo. La speranza e l’impegno è di mettere a disposizione per gli iscritti al Congresso biglietti Expo a tariffa agevolata.

Questa Expo sarà un evento storico, sotto i riflettori di tutto il mondo. L’Italia sarà per sei mesi, e anche dopo, al centro dell’interesse dell’intero pianeta, che in alcune aree è ricco mentre in altre é ancora strapovero. A ottobre sarà consegnata all’ONU la Carta o Dichiarazione di Milano sui bisogni dei popoli e le promesse per nutrire meglio l’umanità. A ottobre faremo anche noi la nostra parte e accenderemo un riflettore sul ruolo della chirurgia vascolare endovascolare in Italia e nel mondo e sugli aspetti che la collegano a questa magnifica, incredibile, affascinante, storica, unica Expo universale.

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Nuova proposta d’Intesa Stato – Regioni sui tagli alla Sanità. Post di Gaetano Lanza.

Nuova proposta d’Intesa Stato – Regioni sui tagli alla Sanità. Post di Gaetano Lanza.
Dopo i rimbalzi di palla tra Governo e Regioni sull’Intesa sui tagli alla spesa pubblica in Sanità, una nuova proposta sembra pronta per essere accettata da entrambi le parti. Mercoledì prossimo 29 aprile dovrebbe tenersi la nuova riunione della Conferenza Stato Regioni per discutere e approvare questa nuova proposta presentata dal Ministero della Salute che ha accolto gli emendamenti delle Regioni.
Vediamo di commentare solo alcuni punti su cui ci siamo più volte espressi e che ci riguardano più direttamente come chirurghi vascolari-endovascolari.
1. Dispositivi medici. L’ammontare del risparmio associabile a tale misura sarà di 845 milioni di euro (prima voce di risparmio come si vede nella tabella), quale differenziale tra l’attuale valore di spesa e il valore del tetto che resta fissato comunque al 4,4%. Viene anche previsto che le aziende produttrici di dispositivi medici dovranno concorrere, fin dal 2015, in proporzione all’incidenza del proprio fatturato sul totale della spesa, al ripiano dell’eventuale sfondamento del tetto programmato in misura del 30% dal 2015, del 40% dal 2016 e del 50% dal 2017. Le fatture elettroniche consentiranno di rilevare il codice ed il prezzo dei dispositivi medici venduti agli enti del SSN. Dovrebbe diventerà operativo presso il Ministero della Salute l’osservatorio prezzi dei dispositivi medici per il supporto ed il monitoraggio delle stazioni appaltanti, con il compito di controllare la coerenza dei prezzi rispetto ai prezzi di riferimento definiti da ANAC /Agenas o ai prezzi unitari disponibili nel flusso consumi del Sistema informativo e statistico. Due anni fa Peinetti come allora Presidente SICVE aveva partecipato ad alcune riunioni con Agenas per cercare di stabilire dei prezzi standard di riferimento (endoprotesi ecc.). Il nostro auspicio che il tavolo tecnico continui a coinvolgerci. Siamo, credo, d’accordo in linea di massima con questo capitolo di revisione di spesa, con una riflessione a nostro avviso: il risparmio sul dispositivo non è detto che coincida con un effettivo risparmio. Se impianto un’endoprotesi che vale meno è più probabile che ci debba rimettere mano. Spesso l’evoluzione tecnologica costa di più, ma ci si guadagna in qualità e quantità di vita. Non dimentichiamocelo. Allargando il discorso, non siamo solo voce di spesa, perdindirindina.
2. Appropriatezza. Prestazioni specialistiche inappropriate a carico del cittadino e penalizzazioni per medici che le prescrivono.
Sarà un decreto ministeriale ad individuare successivamente le condizioni di erogabilità e le indicazioni prioritarie per “la prescrizione appropriata delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale ad alto rischio di in appropriatezza”, si legge. Al di fuori di queste condizioni le prestazioni saranno a totale carico dell’assistito. All’atto della prescrizione, il medico però dovrà riportare al lato della prestazione prescritta l’indicazione della condizione di erogabilità o indicazione prioritaria e ovviamente informare il paziente. Saranno anche attivati controlli e qualora risulti che un medico abbia prescritto una prestazione senza osservare le condizioni e le limitazioni citate, l’azienda sanitaria locale o l’azienda ospedaliera, dopo aver richiesto al medico stesso le ragioni della mancata osservanza, ove ritenga insoddisfacente le motivazioni addotte, potrà adottare i provvedimenti applicando nei confronti del medico dipendente una riduzione del trattamento economico accessorio nel rispetto delle procedure previste dal contratto nazionale e nei confronti del medico convenzionato con il SSN una riduzione della quota variabile mediante le procedure previste dall’accordo collettivo nazionale di riferimento. Sono previste anche sanzioni per il DG di Asl o ospedale che non abbia applicato le misure penalizzanti. Su questo punto le Regioni (vedi post precedente) avevano proposto misure più penalizzanti per i medici andando a incidere persino sul loro patrimonio, ma la misura (per fortuna aggiungiamo noi)non è stata accolta dal Governo.
3. Risparmio sul personale. Si risparmierà per la riduzione di 2.069 strutture complesse ospedaliere e di 8.718 strutture semplici (condizionate dal numero di strutture complesse) nelle Regioni tenute a ridurre il numero di strutture semplici e complesse rispetto allo standard calcolato. Qui la palla sarà in mano alla singola Regione. Anche su questo punto se ci è consentito esprimiamo qualche riserva. Possiamo essere d’accordo sulla ridondanza dei doppi, tripli, quadrupli ecc. primariati nella stessa Azienda, la qual cosa riguarda crediamo più che la nostra altre branche specialistiche (vedi medicina, chirurgia generale ecc). Ma attenzione a non estendere il concetto e abolire “il primariato” o “la dirigenza” o qualsivoglia comunque e ovunque. Cambiamogli pure il nome, ammoderniamogli pure la mansione. Chiamiamolo padre e non padrone, manager e non capo, coordinatore e non dirigente, ma la figura di qualcuno che consiglia, coordina, comunque opera in prima linea assieme ad altri, sempre per dindirindina ci vuole. Perché il caos e l’improvvisazione costano di più, e molto di più in sanità.

Tab. COMPARTI  e  STIMA TAGLI IN MLN DI EURO

BENI E SERVIZI   652,5

DISPOSITIVI MEDICI 845

APPROPRIATEZZA PRESCRIZIONI 106

RIDUZIONE RICOVERI INAPPROPRIATI 89

CHIUSURA CLINICHE CONVENZIONATE CON MENO DI 40 LETTI 10

RIDUZIONE PRIMARIATI 68

REVISIONE PRONTUARIO FARMACI 200

SCONTO SU FARMACI BIOTECNOLOGICI 35

RIDUZIONE FINANZIAMENTOFARMACEUTICA 310

EDILIZIA SANITARIA 285

TOTALE 2.600,5

 

Responsabilità patrimoniale per prestazioni inappropriate. Nuovo incubo all’orizzonte. Post di Gaetano Lanza.

Responsabilità patrimoniale per prestazioni inappropriate. Nuovo incubo all’orizzonte. Post di Gaetano Lanza.

Coro di proteste e levata di scudi generale di diverse associazioni contro l’emendamento presentato il 16 aprile scorso dalla Conferenza delle Regioni sull’intesa sui tagli alla Sanità col quale le Regioni propongono l’introduzione della “responsabilità patrimoniale per i medici (dipendenti e convenzionati) colpevoli di prescrivere prestazioni inappropriate”. La FIMG é insorta a difesa della medicina generale, denunciando il clima di sfiducia e di terrore che la normativa comporterebbe nel quotidiano del medico di famiglia e nei suoi rapporti con l’assistito. D’accordo con la necessità di adottare maggiore appropriatezza operativa e prescrittiva, sostiene la FIMG, ma non certo facendola pagare di tasca al medico che dovrebbe comunque avere di mira il meglio per il paziente e non solo ed esclusivamente l’applicazione del protocollo o della linea guida nuda e cruda. Il pericolo sarebbe quello di lavorare dando priorità assoluta al conto in tasca, alla burocrazia, alla mera stima economica, lasciando in seconda ( o terza) linea il bene del paziente. La norma “comporterà effetti devastanti sul diritto alla salute dei cittadini, fino anche a vanificare il dettato dell’art. 32 della Costituzione”, si legge in una nota della Fimmg. Si denuncia giustamente il pericolo di un’assistenza “spersonalizzata”, quando in letteratura e nelle scuole di medicina viene proposta, aggiungiamo noi, la nuova Medicina delle 4P del XXI secolo: partecipata (il paziente è informato e partecipa al programma terapeutico), preventiva (prevenire è meglio che curare), predittiva (si considera la previsione di outcome e la prognosi) e personalizzata (tailored sul paziente). Potremmo andare avanti con le conseguenze negative alle quali le Regioni sembrano essere sorde o insensibili. Alla FIMG si sono aggiunte la FNOM-CEO, il Sindacato Medici Italiani, il SUMAI (Sindacato Unico di Medicina Ambulatoriale Italiana).
Il precedente. “Al di fuori delle condizioni di erogabilità le prestazioni sono a totale carico del cittadino” recitava il paragrafo relativo alle misure sulla riduzione delle prestazioni inappropriate di assistenza specialistica ambulatoriale contenute nella proposta d’Intesa sui tagli alla sanità. Una sanzione questa ritenuta pesante per il cittadino, che le Regioni hanno voluto quindi cancellare con una proposta emendativa: se qualcuno deve pagare, paga chi ha prescritto la prestazione inappropriata e in tal caso la  responsabilità é “patrimoniale”. La proposta pare abbia ricevuto il placet del Governo. Questo é in sintesi l’annuncio di Lucia Borsellino, assessore alla Sanità della Sicilia, a nome delle Regioni.
Il discorso quindi parrebbe interessare per ora i colleghi della medicina generale e specialistica ambulatoriale. Da qui però alla specialistica in regime di ricovero, pensiamo che il passo sia breve. Quindi all’erta.
Questa la conclusione per ora della FIMG oltre alla denuncia piuttosto serrata: “Il problema dell’appropriatezza e in genere degli sprechi in sanità esiste, non ci chiamiamo fuori, anzi confermiamo la nostra disponibilità ad un confronto serio e approfondito con tutti gli attori del servizio sanitario.”

Considerazioni personali. Tra questi attori ci siamo anche noi e la generica e specialistica ambulatoriale ci riguarda. Siamo chiamati in causa anche noi di riflesso se non direttamente dall’emendamento di cui sopra. Allineiamoci al coro di protesta! Partecipiamo e diamo anche noi la nostra disponibilità al confronto serio! Recitiamo la nostra parte da attori ! Da tempo sosteniamo la necessità di lavorare secondo appropriatezza. Questa parola è madre e figlia delle linee guida. E’ importante quindi che siamo noi a fornire le nostre (non di altri) ai nostri politici, governanti e amministratori. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. L’attuale nostro Direttivo sta portando avanti il lavoro del precedente e del precedente ancora: le linee guida del chirurgo vascolare endovascolare italiano. Quest’anno dovrebbero, devono essere completate e redatte (in parte lo sono già). Sono molto più importanti e strategiche di quanto possiamo immaginare e sono la nostra arma migliore se associata ad un lavoro di messa in rete dei centri e di “registrazione” del quotidiano, meglio se con indicatori appunto di “appropriatezza”. La strada è difficile ma è questa, sia che si voglia o che non si voglia.
Ma due considerazioni finali mi siano concesse.
La prima. L’estensione delle linee guida non è così semplice e soprattutto non può essere un copia-incolla di altre. Deve considerare l’evidence based medicine ma anche il giudizio ponderato e contestualizzato degli autori per fornire in modo più chiaro e intelligente possibile i criteri di appropriatezza, ragionando in Italia e per l’Italia.
La seconda. L’inappropriatezza è dannosa e costosa. E’ un cancro da estirpare. Ma attenzione! Va punita se costituisce reato, non va punita se è applicata a fin di bene o con l’intento motivato di fare del bene. La prima endoprotesi aortica e la prima endoarteriectomia carotidea furono inappropriate. In ogni caso, se non costituisce reato, non va punita, specie per via legale o economica. Disincentivata e demotivata questo sì, ma solo se ritenuta inutile o non a fin di bene. Altrimenti scordiamoci il progresso. Il mestiere del medico è per questo il più difficile ma più affascinante che possa esserci.

Il DEF, i programmi del Governo e nostri. Post di Gaetano Lanza.

Il DEF, i programmi del Governo e nostri. Post di Gaetano Lanza.
Appena varato il DEF 2015 da parte del Governo, le Regioni già chiedono un confronto per condividere un percorso comune, come sostiene Chiamparino, Presidente della Conferenza delle Regioni. Sul tavolo del confronto e nodo da sciogliere: come affrontare il taglio di 2,352 miliardi di euro in sanità, che era previsto dall’intesa Stato- Regioni, ma anche come affrontare le azioni programmatiche che l’Esecutivo intende promuovere nel triennio 2015-2018 per migliorare l’assistenza in Italia.
Su alcune (tre) di queste azioni programmatiche vale la pena soffermarci perché riguardano, a nostro avviso, più direttamente anche la nostra Società.
1. Sostenibilità ed efficacia del SSN
E’ necessario conciliare il mantenimento degli standard e dei risultati fin qui raggiunti con le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica. Secondo il DEF ci sono spazi per ridurre gli sprechi e per l’allineamento delle spese ai costi standard. La sostenibilità del SSN nel medio-lungo termine ha come punto di partenza lo sviluppo del modello di governance con l’obiettivo di garantire prestazioni appropriate e rivolte a chi ne ha bisogno effettivo.
Le azioni. Prestare attenzione alla prevenzione di tutti i comportamenti a rischio, alle tossicodipendenze, al piano nazionale e agli interventi per la sicurezza sul lavoro. E’ poi necessario sistematizzare la raccolta di dati in modo da rendere operativo il fascicolo sanitario elettronico. In generale va dato impulso all’informatizzazione dei processi di assistenza, allo sviluppo e alla diffusione della sanità elettronica in modo che la sanità in rete diventi una componente strutturale del SSN come indicato anche nel Patto per la sanità digitale, introdotto sempre con il Patto sulla salute.

2. Patto per la salute per il triennio 2014-2016
Perfezionare il nuovo Patto per la salute per il triennio 2014-2016, definendo gli aspetti finanziari e programmatici tra Governo e Regioni. Monitorare la sostenibilità economica per assicurare l’equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti, raggiungendo l’equilibrio tra efficacia ed efficienza attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell’ambito dei rapporti di Stato-Regioni. Sarà necessario proseguire il percorso di individuazione dei costi e dei fabbisogni standard e rilanciare il sistema nazionale delle Linee-guida per favorire l’appropriatezza nella prescrizione ed erogazione delle prestazioni e introdurre strumenti di verifica del loro rispetto, promuovendo la trasparenza funzionale alla comunicazione con il cittadino e al controllo di legalità.
Le azioni. Avviare il riordino della rete ospedaliera nel rispetto dei nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e qualitativi e consolidare in tutte le Regioni le forme organizzative innovative della medicina territoriale fondate sulle aggregazioni dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per consentire l’ulteriore trasferimento di attività a livello territoriale e favorire l‘appropriatezza dei ricoveri ospedalieri. Individuazione dei costi e dei fabbisogni standard. Aggiornare i livelli essenziali di assistenza.

3. Ridisegnare il perimetro dei Lea e adottare l’approccio del Health Technology Assessment.
Nell’aggiornamento dei Lea si dovrà anche adeguare l’attività assistenziale alle innovazioni cliniche e tecnologiche verificatesi negli ultimi anni, soprattutto nelle aree dell’assistenza specialistica e dell’assistenza protesica ai disabili e potenziare le attività socio-sanitarie per la popolazione non-autosufficiente e con condizioni di fragilità.

Commento personale. La nostra Società, che poi siamo noi, è chiamata a fare la sua parte, prima che altri la facciano per Essa. Dai Documenti Ufficiali sappiamo come la pensano i nostri politici e a cascata i nostri amministratori. Il nostro SSN che rimane comunque uno dei più performanti al mondo ha tracciato la rotta per i prossimi anni. Sta a noi condividerla e seguirla. Le parole sopra segnate in grassetto devono far parte quindi del nostro programma di lavoro nei prossimi giorni, mesi e anni. Non sono un optional ma un must. Non ci stancheremo di ricordarlo. Nello scorso biennio abbiamo prodotto un Documento di Messa in Rete, più Documenti, un altro sulle Emergenze-Urgenze, in parte condivisi, anche con Agenas e alcune Regioni. Per carità sono perfettibili, da rivedere senz’altro, ma per favore, andiamo avanti, con strategie nuove e incisive. Abbiamo in cantiere le nostre Linee Guida. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo. Diamo l’immagine di una Società in linea con i tempi e operativa, che sa dare e darsi delle Regole, sa essere in Rete, sa essere moderna e perché no? i tempi li sa anticipare.  Diciamo allora Grazie a chi lavora per noi tutti. Grazie ai Presidenti. Grazie ai  Direttivi. Grazie ai Referenti Regionali. Grazie agli Autori delle Linee Guida. Grazie a chi partecipa al Registro. Grazie a chi lavora per i Congressi. Grazie a chi pubblica e a chi porta il nome della chirurgia vascolare italiana in Italia e nel mondo. Forse dimentico qualcuno? Grazie allora a chiunque muova anche un solo dito per la chirurgia vascolare italiana. Purchè lo muova nella stessa direzione di chi in questi anni ha lavorato e di chi continuerà a farlo nei prossimi nella stessa direzione per il bene comune.

Boom di richieste di Borse di Studio. SICVE sempre più giovane. Post di Gaetano Lanza.

Boom di richieste di Borse di Studio. SICVE sempre più giovane. Post di Gaetano Lanza.

Un dato che non può passare inosservato. Ben 15 le richieste di Borse di Studio quest’anno. Mai erano giunte tante domande.  Anzi, in passato erano abbastanza risicate.

Merito di chi e di cosa questo Boom? Segnale di cosa?
Merito certo di chi in passato ha insistito e oggi insiste sulla bontà dell’istituzione delle Borse. Il Past President aveva già allargato la rosa di offerte (quantità) e ben ha fatto l’attuale Presidenza e Direttivo a continuare su quest’onda e in questa edizione vengono ammessi anche gli specializzandi degli ultimi due anni in Chirurgia Vascolare.
Segnale certo di maggiore sensibilizzazione da parte del Direttivo ma anche di maggiore risposta e maggior avvicinamento dei giovani alla vita della nostra Società. Quello che da sempre si diceva, che bisogna facilitare e promuovere la presenza attiva dei giovani, eccetera, chissà che non si stia verificando con buona pace dei pessimisti? Perché, ricordiamolo, le Borse sono riservate agli under 35. Quindi complimenti ai Presidenti e ai Direttivi, del passato recente e del presente. Il segnale è positivo. La strada è giusta. Avanti tutta!

Altri segnali ancora sempre per la buona pace dei pessimisti? Quelli che ci vengono in mente adesso. La presenza sempre crescente e più attiva dei giovani al Congresso Nazionale, testimoniata dall’età media sempre minore delle iscrizioni nelle ultime edizioni, e gli spazi centrali che i giovani avranno anche al prossimo. La SICVE 2.0 che battezzammo a Bari e che vede come protagonisti più i giovani che i meno giovani. Con essa la SICVE ha inteso e intende abbattere il digital divide promuovendo sempre di più il digital che è il linguaggio tipico dei giovani. Già in passato ci siamo occupati di questo in altri post. Stiamo studiando e promuovendo per questo nuovi social network, twitter, facebook. Non siamo che all’inizio. E’ ciò è foriero di movimenti nuovi come il gruppo nascente di Medicina di Genere della SICVE, in cui le giovani chirurghe saranno promotrici. Ce lo auguriamo.

Ma poi questo stesso Blog ha avuto dalla sua nascita ad oggi, poco più di 1 anno di vita, 8.518 accessi e negli ultimi mesi anche dagli USA (saranno followers italiani di passaggio lì? se così è sono fedeli). E sappiamo da studi mediatici che gli accesi ai blog e al digitale sono più di giovani che di meno giovani.

Questo vuol dire che posiamo essere soddisfatti? No. Guai a esserlo! Dobbiamo fare di più e meglio. Speriamo, è il caso di dirlo, coi giovani sempre più attivi e numerosi. In fondo la SICVE è loro (nostra).
Una battuta però consentitemela.
Non c’è cut off per la gioventù. Si può essere giovani ancora a 80 e passa anni e vecchi già appena nati.
Gli auguri? Che la SICVE sia sempre giovane e fresca.