Il DEF, i programmi del Governo e nostri. Post di Gaetano Lanza.

Il DEF, i programmi del Governo e nostri. Post di Gaetano Lanza.
Appena varato il DEF 2015 da parte del Governo, le Regioni già chiedono un confronto per condividere un percorso comune, come sostiene Chiamparino, Presidente della Conferenza delle Regioni. Sul tavolo del confronto e nodo da sciogliere: come affrontare il taglio di 2,352 miliardi di euro in sanità, che era previsto dall’intesa Stato- Regioni, ma anche come affrontare le azioni programmatiche che l’Esecutivo intende promuovere nel triennio 2015-2018 per migliorare l’assistenza in Italia.
Su alcune (tre) di queste azioni programmatiche vale la pena soffermarci perché riguardano, a nostro avviso, più direttamente anche la nostra Società.
1. Sostenibilità ed efficacia del SSN
E’ necessario conciliare il mantenimento degli standard e dei risultati fin qui raggiunti con le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica. Secondo il DEF ci sono spazi per ridurre gli sprechi e per l’allineamento delle spese ai costi standard. La sostenibilità del SSN nel medio-lungo termine ha come punto di partenza lo sviluppo del modello di governance con l’obiettivo di garantire prestazioni appropriate e rivolte a chi ne ha bisogno effettivo.
Le azioni. Prestare attenzione alla prevenzione di tutti i comportamenti a rischio, alle tossicodipendenze, al piano nazionale e agli interventi per la sicurezza sul lavoro. E’ poi necessario sistematizzare la raccolta di dati in modo da rendere operativo il fascicolo sanitario elettronico. In generale va dato impulso all’informatizzazione dei processi di assistenza, allo sviluppo e alla diffusione della sanità elettronica in modo che la sanità in rete diventi una componente strutturale del SSN come indicato anche nel Patto per la sanità digitale, introdotto sempre con il Patto sulla salute.

2. Patto per la salute per il triennio 2014-2016
Perfezionare il nuovo Patto per la salute per il triennio 2014-2016, definendo gli aspetti finanziari e programmatici tra Governo e Regioni. Monitorare la sostenibilità economica per assicurare l’equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti, raggiungendo l’equilibrio tra efficacia ed efficienza attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell’ambito dei rapporti di Stato-Regioni. Sarà necessario proseguire il percorso di individuazione dei costi e dei fabbisogni standard e rilanciare il sistema nazionale delle Linee-guida per favorire l’appropriatezza nella prescrizione ed erogazione delle prestazioni e introdurre strumenti di verifica del loro rispetto, promuovendo la trasparenza funzionale alla comunicazione con il cittadino e al controllo di legalità.
Le azioni. Avviare il riordino della rete ospedaliera nel rispetto dei nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e qualitativi e consolidare in tutte le Regioni le forme organizzative innovative della medicina territoriale fondate sulle aggregazioni dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per consentire l’ulteriore trasferimento di attività a livello territoriale e favorire l‘appropriatezza dei ricoveri ospedalieri. Individuazione dei costi e dei fabbisogni standard. Aggiornare i livelli essenziali di assistenza.

3. Ridisegnare il perimetro dei Lea e adottare l’approccio del Health Technology Assessment.
Nell’aggiornamento dei Lea si dovrà anche adeguare l’attività assistenziale alle innovazioni cliniche e tecnologiche verificatesi negli ultimi anni, soprattutto nelle aree dell’assistenza specialistica e dell’assistenza protesica ai disabili e potenziare le attività socio-sanitarie per la popolazione non-autosufficiente e con condizioni di fragilità.

Commento personale. La nostra Società, che poi siamo noi, è chiamata a fare la sua parte, prima che altri la facciano per Essa. Dai Documenti Ufficiali sappiamo come la pensano i nostri politici e a cascata i nostri amministratori. Il nostro SSN che rimane comunque uno dei più performanti al mondo ha tracciato la rotta per i prossimi anni. Sta a noi condividerla e seguirla. Le parole sopra segnate in grassetto devono far parte quindi del nostro programma di lavoro nei prossimi giorni, mesi e anni. Non sono un optional ma un must. Non ci stancheremo di ricordarlo. Nello scorso biennio abbiamo prodotto un Documento di Messa in Rete, più Documenti, un altro sulle Emergenze-Urgenze, in parte condivisi, anche con Agenas e alcune Regioni. Per carità sono perfettibili, da rivedere senz’altro, ma per favore, andiamo avanti, con strategie nuove e incisive. Abbiamo in cantiere le nostre Linee Guida. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo. Diamo l’immagine di una Società in linea con i tempi e operativa, che sa dare e darsi delle Regole, sa essere in Rete, sa essere moderna e perché no? i tempi li sa anticipare.  Diciamo allora Grazie a chi lavora per noi tutti. Grazie ai Presidenti. Grazie ai  Direttivi. Grazie ai Referenti Regionali. Grazie agli Autori delle Linee Guida. Grazie a chi partecipa al Registro. Grazie a chi lavora per i Congressi. Grazie a chi pubblica e a chi porta il nome della chirurgia vascolare italiana in Italia e nel mondo. Forse dimentico qualcuno? Grazie allora a chiunque muova anche un solo dito per la chirurgia vascolare italiana. Purchè lo muova nella stessa direzione di chi in questi anni ha lavorato e di chi continuerà a farlo nei prossimi nella stessa direzione per il bene comune.

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