Responsabilità patrimoniale per prestazioni inappropriate. Nuovo incubo all’orizzonte. Post di Gaetano Lanza.

Responsabilità patrimoniale per prestazioni inappropriate. Nuovo incubo all’orizzonte. Post di Gaetano Lanza.

Coro di proteste e levata di scudi generale di diverse associazioni contro l’emendamento presentato il 16 aprile scorso dalla Conferenza delle Regioni sull’intesa sui tagli alla Sanità col quale le Regioni propongono l’introduzione della “responsabilità patrimoniale per i medici (dipendenti e convenzionati) colpevoli di prescrivere prestazioni inappropriate”. La FIMG é insorta a difesa della medicina generale, denunciando il clima di sfiducia e di terrore che la normativa comporterebbe nel quotidiano del medico di famiglia e nei suoi rapporti con l’assistito. D’accordo con la necessità di adottare maggiore appropriatezza operativa e prescrittiva, sostiene la FIMG, ma non certo facendola pagare di tasca al medico che dovrebbe comunque avere di mira il meglio per il paziente e non solo ed esclusivamente l’applicazione del protocollo o della linea guida nuda e cruda. Il pericolo sarebbe quello di lavorare dando priorità assoluta al conto in tasca, alla burocrazia, alla mera stima economica, lasciando in seconda ( o terza) linea il bene del paziente. La norma “comporterà effetti devastanti sul diritto alla salute dei cittadini, fino anche a vanificare il dettato dell’art. 32 della Costituzione”, si legge in una nota della Fimmg. Si denuncia giustamente il pericolo di un’assistenza “spersonalizzata”, quando in letteratura e nelle scuole di medicina viene proposta, aggiungiamo noi, la nuova Medicina delle 4P del XXI secolo: partecipata (il paziente è informato e partecipa al programma terapeutico), preventiva (prevenire è meglio che curare), predittiva (si considera la previsione di outcome e la prognosi) e personalizzata (tailored sul paziente). Potremmo andare avanti con le conseguenze negative alle quali le Regioni sembrano essere sorde o insensibili. Alla FIMG si sono aggiunte la FNOM-CEO, il Sindacato Medici Italiani, il SUMAI (Sindacato Unico di Medicina Ambulatoriale Italiana).
Il precedente. “Al di fuori delle condizioni di erogabilità le prestazioni sono a totale carico del cittadino” recitava il paragrafo relativo alle misure sulla riduzione delle prestazioni inappropriate di assistenza specialistica ambulatoriale contenute nella proposta d’Intesa sui tagli alla sanità. Una sanzione questa ritenuta pesante per il cittadino, che le Regioni hanno voluto quindi cancellare con una proposta emendativa: se qualcuno deve pagare, paga chi ha prescritto la prestazione inappropriata e in tal caso la  responsabilità é “patrimoniale”. La proposta pare abbia ricevuto il placet del Governo. Questo é in sintesi l’annuncio di Lucia Borsellino, assessore alla Sanità della Sicilia, a nome delle Regioni.
Il discorso quindi parrebbe interessare per ora i colleghi della medicina generale e specialistica ambulatoriale. Da qui però alla specialistica in regime di ricovero, pensiamo che il passo sia breve. Quindi all’erta.
Questa la conclusione per ora della FIMG oltre alla denuncia piuttosto serrata: “Il problema dell’appropriatezza e in genere degli sprechi in sanità esiste, non ci chiamiamo fuori, anzi confermiamo la nostra disponibilità ad un confronto serio e approfondito con tutti gli attori del servizio sanitario.”

Considerazioni personali. Tra questi attori ci siamo anche noi e la generica e specialistica ambulatoriale ci riguarda. Siamo chiamati in causa anche noi di riflesso se non direttamente dall’emendamento di cui sopra. Allineiamoci al coro di protesta! Partecipiamo e diamo anche noi la nostra disponibilità al confronto serio! Recitiamo la nostra parte da attori ! Da tempo sosteniamo la necessità di lavorare secondo appropriatezza. Questa parola è madre e figlia delle linee guida. E’ importante quindi che siamo noi a fornire le nostre (non di altri) ai nostri politici, governanti e amministratori. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. L’attuale nostro Direttivo sta portando avanti il lavoro del precedente e del precedente ancora: le linee guida del chirurgo vascolare endovascolare italiano. Quest’anno dovrebbero, devono essere completate e redatte (in parte lo sono già). Sono molto più importanti e strategiche di quanto possiamo immaginare e sono la nostra arma migliore se associata ad un lavoro di messa in rete dei centri e di “registrazione” del quotidiano, meglio se con indicatori appunto di “appropriatezza”. La strada è difficile ma è questa, sia che si voglia o che non si voglia.
Ma due considerazioni finali mi siano concesse.
La prima. L’estensione delle linee guida non è così semplice e soprattutto non può essere un copia-incolla di altre. Deve considerare l’evidence based medicine ma anche il giudizio ponderato e contestualizzato degli autori per fornire in modo più chiaro e intelligente possibile i criteri di appropriatezza, ragionando in Italia e per l’Italia.
La seconda. L’inappropriatezza è dannosa e costosa. E’ un cancro da estirpare. Ma attenzione! Va punita se costituisce reato, non va punita se è applicata a fin di bene o con l’intento motivato di fare del bene. La prima endoprotesi aortica e la prima endoarteriectomia carotidea furono inappropriate. In ogni caso, se non costituisce reato, non va punita, specie per via legale o economica. Disincentivata e demotivata questo sì, ma solo se ritenuta inutile o non a fin di bene. Altrimenti scordiamoci il progresso. Il mestiere del medico è per questo il più difficile ma più affascinante che possa esserci.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...