Archivio mensile:ottobre 2015

Un pallone può salvare la vita! Post di Gaetano Lanza.

Un pallone può salvare la vita! Post di Gaetano Lanza.

Saranno contenti i tifosi di calcio, ma di calcio qui non si parla, anche se magari col calcio potrebbe avere a che fare, come slogan in un’ipotetica futura campagna pubblicitaria. Questo infatti lo slogan che abbiamo subito d’istinto lanciato sabato 24 ottobre mattina, al 117° Congresso della SIC – Società Italiana di Chirurgia – in seno alla Sessione Congiunta SICVE- SICUT – Società Italiana Chirurgia di Chirurgia d’urgenza e del Trauma. Ma cosa c’entra il pallone?

Partiamo dall’auspicio di una Collaborazione ed eventuale Protocollo d’Intesa, tutto da proporre ancora e da costruire, tra la SICVE e la SICUT/SIC, collaborazione auspicata il 24 scorso. I presupposti: la collaborazione di fatto esistente da decenni in varie realtà e che le due Società di fatto non hanno mai formalizzato. Ricordiamo anche l’origine storica della chirurgia vascolare dalla chirurgia generale. Ricordiamo tuttora le unità di chirurgia vascolare semplici o dipartimentali operanti in seno alle chirurgie generali. Ricordiamo i temi e gli ambiti procedurali affrontati in comune da chirurghi vascolari e chirurghi generali, come sottolineato anche di recente a Milano al Congresso SICVE nella Sessione Congiunta SICVE-SIC, dal titolo che cos’altro non è se non un programma “Chirurgia Vascolare e Chirurgia Generale: quando la collaborazione?”

Di collaborazione si è parlato il 24 quando Roberto Caronno, invitato a tenere una relazione, ha esposto il modello proposto già qualche anno fa nel Documento in Commissione CardioCerebroVascolare Regione Lombardia per la Messa in Rete delle chirurgie vascolari con particolare riferimento alla Rete Hub e Spoke nelle Emergenze –Urgenze, Documento in linea con quello pubblicato dalla SICVE con Agenas sotto la Presidenza Peinetti. Da un censimento in Lombardia sono ben 42 i centri di chirurgia vascolare che, seguendo i criteri di appropriatezza espressi nel Documento sarebbero (e crediamo saranno con la nuova Riforma) da mettere in Rete come Spoke di primo-secondo livello e Hub. Ciò consentirebbe la copertura del territorio e del fabbisogno regionale ma anche l’appropriatezza del percorso del paziente, riservando al centro Hub l’Emergenza-Urgenza maggiore (tipo il politrauma), o se volete la patologia a più alta complessità assistenziale.

Ed é a questo punto che parlando di collaborazione nei centri e nei PS o DEA i colleghi della SICUT, con Pietro Padalino, hanno riportato l’esperienza negli USA del pallone aortico in emergenza in caso di trauma grave. Esperienza tutta americana che non sappiamo e abbiamo seri dubbi su quanto e come sia possibile traslare in Italia. La tecnica (REBOA- resuscitative-endovascular-balloon-occlusion-aorta ) risale a più di mezzo secolo fa quando fu sperimentata dagli americani nella guerra in Corea e poi pubblicata (Hughes CW, et al. Use of an intra-aortic balloon catheter tamponade for controlling intra-abdominal hemorrhage in man. Surgery 1954; 36(1):65-8). Sembra tornata in auge in USA e vi sono anche recenti pubblicazioni (Scott et al. A Novel Fluoroscopy-Free, Resuscitative Endovascular Aortic Balloon Occlusion System in a Model of Hemorrhagic Shock. J Trauma Acute Care Surg 2013; 75(1):122–8). Fioccano qui i pareri e le considerazioni. E’ più utile e opportuno usare il pallone in emergenza in uno spoke, dove il paziente magari è già arrivato, prima di inviarlo poi in un Hub o inviare prima possibile direttamente il paziente in un Hub? Non abbiamo avuto il 24 una risposta precisa. Penso sia difficile averla. Certo un’idea ci è venuta. Prendere il mondo del pallone come testimonial e iniziare una giusta e proficua collaborazione, quella tra la SICVE e la SICUT/SIC. In fondo dovremmo essere grati al pallone. Con un pallone Andreas Roland Grüntzig nel 1977 cambiò la storia della chirurgia vascolare e non solo.  Da allora quanti palloni salvano vite umane?

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Incontro AGENAS- FISM-Ministero. Post di Maurizio Taurino e Gaetano Lanza.

Incontro AGENAS- FISM-Ministero. Post di Maurizio Taurino e Gaetano Lanza.

Post di Maurizio Taurino.
Si è tenuto martedì 20 ottobre un incontro promosso da AGENAS con le Società Scientifiche italiane rappresentate dalla FISM, presso l’Auditorium dell’AGENAS in Roma.
L’incontro è stato promosso da tempo e organizzato dal Direttore di Agenas, Bevere, in collaborazione con il Presidente FISM, Vimercati.
L’ordine del Giorno era:
• Coinvolgimento delle Società Scientifiche nella predisposizione degli indicatori di monitoraggio delle attività cliniche, diagnostiche ed assistenziali, già avviata dalle strutture interne dell’Agenzia.
• Coinvolgimento delle Società Scientifiche nella realizzazione di progetti formativi relativi agli audit clinici ed ai sistemi di valutazione delle attività clinico assistenziali.
Sono intervenuti sia il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sia il Presidente della FNOMCeO Roberta Chersevani.
Dopo i rituali saluti di Bevere, ha preso la parola il Ministro Lorenzin, che ha esaminato a lungo molti temi che attualmente attengono alle preoccupazioni del Ministero della Salute.
Ha parlato delle criticità del momento politico dal punto di vista dell’impatto sulla Sanità italiana, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con le Regioni, alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione, in discussione in Parlamento.
Le preoccupazioni attuali del Ministro attengono a una serie di problematiche di cui si ha ovviamente notizia dai normali canali di informazione, ma quanto ha raccontato la Lorenzin, assicurandosi ironicamente di essere in una riunione riservata non aperta alla stampa, ha mostrato un quadro generale dalle difficoltà organizzative enormi.
Forse ognuno dei rappresentanti delle varie Società Scientifiche si aspettava uno sviluppo della riunione diverso, molto più tecnico, forse impossibile in presenza di competenze scientifiche e interesse troppo diversi per una riunione sola.
Perciò, il Ministro ha svolto il suo reale compito politico, con una molto lunga e articolata disamina politica delle criticità, con sporadici richiami, ovviamente dovuti vista la sede in cui ci si trovava, al ruolo attivo delle Società Scientifiche, che ha ringraziato per nutritissima partecipazione.
Ha lungamente parlato dell’aviaria in Emilia, del problema delle vaccinazioni, di Stamina e finalmente anche di Appropriatezza e di Responsabilità medica.
Sostanzialmente, il ruolo che ci viene riconosciuto come FISM è quello indispensabile di interfaccia con il Ministro dal punto di vista dell’introduzione di nuove terapie, metodiche, percorsi ecc. con l’ambito delle decisioni (Ministero).
Su questo piano è sua intenzione promuovere una sorta di conferenza che coinvolga il Ministero, le Società Scientifiche e le Regioni per la definizione di appropriatezza, appropriatezza e LEA, quasi fosse un organo di consulenza del Ministro, per rimarcare la “saldatura tra decisione e operatività”.
Addirittura auspicando la formazione di una Lobby della Scienza, che abbia una interlocuzione stretta, fino ad esercitare pressione, con Camera, Senato e Parlamento Europeo.
Non vi è stata la possibilità di discussione ampia, perché erano rappresentate circa 100 Società Scientifiche e quindi il Ministro ha chiesto solo 5 domande, ma si è resa immediatamente disponibile per un nuovo incontro nella stessa sede a brevissimo termine (3 novembre).
In quella occasione risponderà anche con l’aiuto dei suoi Dirigenti ai quesiti che le varie Società Scientifiche le invieranno tramite Vimercati.
In tal senso, credo sarà opportuno che ognuno di noi elabori un quesito che il Presidente invierà a Vimercati.

Post di Gaetano Lanza
Qui di seguito alcuni estratti della Lettera di invito del Presidente FISM, Vimercati, al nostro Presidente.
Caro Presidente,
Come concordato nella riunione del giorno 20 ottobre in sede AGENAS e vista la richiesta del Ministro Beatrice Lorenzin, ti confermo che il giorno 3 Novembre p.v. è riconvocata la riunione delle società scientifiche FISM, presso la sala riunioni di AGENAS ……..Si tratta di una concreta opportunità, fornita dal Ministro, per continuare ad approfondire i temi caldi di questo ultimo periodo e condividere soluzioni percorribili nei passaggi normativi o legislativi che influiscono e influiranno anche sulle attività delle nostre associazioni……..Come già richiesto in sede di incontro, è opportuno che le domande da portare all’attenzione del Ministro e del suo Staff vengano veicolate per tempo. In calce al presente documento trovate due format studiati per raccogliere i vostri contributi in forma sintetica e circostanziata.
Nel primo format andranno specificate le domande che la Società Scientifica vuol porre al Ministro in riferimento ad argomenti da approfondire e riferiti, ad esempio, al decreto “Appropriatezza”, alla responsabilità professionale, al tema vaccinazioni, alle problematiche legate alla modifica del titolo V per quanto concerne la sanità.
Il secondo format, invece, serve per proporre al tavolo tecnico Agenas soluzioni percorribili per le seguenti problematiche:
§ proposte di modifica/integrazione di norme o nomenclatori superati, linee guida, raccomandazioni, sperimentazioni in corso e proponibili al SSN
§ definizione di standard qualitativi e quantitativi per la valutazione delle soglie di volume e di esito;
§ individuazione dei fattori che determinano gli esiti dei processi assistenziali;
§ valutazione dell’efficacia e della sicurezza di nuove tecnologie;
§ sistemi di monitoraggio delle attività clinico-diagnostiche;
§ attività di formazione.
Per quanto concerne i due format è indispensabile che giungano in sede FISM entro e non oltre il giorno 28 ottobre per consentire a FISM la trasmissione dei medesimi in forma aggregata ad Agenas e Ministero e allo Staff del Ministro di rispondere in sede di riunione alle domande formulate.
I format dovranno essere inviati e sottoscritti dal Presidente della Società Scientifica.
La Segreteria FISM unitamente al sottoscritto rimane a Vostra disposizione per tutti i chiarimenti del caso. “Per essere protagonisti del cambiamento dobbiamo essere presenti”
Franco Vimercati

Il Rinascimento della Evidence Based Medicine. Post di Gaetano Lanza.

Il Rinascimento della Evidence Based Medicine. Post di Gaetano Lanza.

Programma Advisory Board

La Biblioteca del Gabinetto Vieusseux - Presentazione intermezzo musicale - sullo sfondo Gian Franco Gensini

La Biblioteca del Gabinetto Vieusseux – Presentazione intermezzo musicale – sullo sfondo Gian Franco Gensini

Particolare Biblioteca Gabinetto Vieusseux

Particolare Biblioteca Gabinetto Vieusseux

Il Rinascimento della Evidence Based Medicine. Questo il titolo di un Primo Advisory Board Meeting (vedi sopra Programma allegato) organizzato a Firenze, venerdì e sabato scorso, presso il prestigioso e storico Gabinetto Vieusseux, da Gian Franco Gensini, Presidente dell’Advisory Board, che tra le numerosisime e prestigiose qualifiche ha anche quella di Padre e Coordinatore delle Linee Guida Italiane ISO-SPREAD sull’ictus. Perché a Firenze ? Perché parliamo di Rinascimento. Perché Gensini ? Perché, senza esagerazione o adulazione, è la persona, o meglio personalità, che in Italia è tra le più esperte in materia e guarda caso è Figlio di Firenze. Ma oltre che un esperto di fama internazionale è un leader indiscusso a 360°. Mi piace qui definirlo oltre che illustre clinico, scienziato e accademico, filosofo, epistemologo, storico, futurologo, ingegnere (erano presenti al Meeting personaggi di tale estrazione) della scienza medica. E’ già nella storia della Medicina. Perché questa è la portata. Perché di questa portata è stato il Meeting, ma soprattutto di questa portata é (definiamolo per ora) il movimento culturale e scientifico del Gruppo di Studio che questo Meeting ha quindi tenuto a battesimo.

Due parole sulla sede. La cornice non poteva essere più adatta ed emozionante: la storica biblioteca del Gabinetto Vieusseux di Palazzo Strozzi che custodisce gelosamente testi antichi di valore inestimabile. Erano quei testi preziosi testimoni dell’evento. E non poteva mancare un tocco di musica del Rinascimento Fiorentino. In un breve intermezzo dei lavori un saggio di musica del cinquecento eseguito da un maestro di viola d’amore.

Due parole sul perché il Rinascimento dell’EBM. Potremmo rimandare all’articolo di Trisha Greenhalgh (con cui Gensini collabora) su BMJ intitolato EBM: a movement in crisis? che ben ne espone il razionale. Dopo più di vent’anni l’EBM ha bisogno di una riconsiderazione, quindi rinnovamento, quindi rinascita, quindi Rinascimento o Renaissance. Lo dimostrano alcune Metodologie di Linee Guida, che si sa sono basate sull’EBM. Come quella del SIGN (adottata da ISO-SPREAD) che si é rinnovata introducendo e dando più spessore sia al giudizio “ponderato” degli esperti che alla valutazione dell’utilità per il paziente nella produzione di una Raccomandazione, aspetti questi che vanno soppesati e confrontati con i risultati dei trials in letteratura. L’EBM è in crisi ? Allora come Thomas Kuhn insegna (il suo nome echeggiava diverse volte nella biblioteca del Vieusseux), quando un paradigma scientifico va in crisi ne subentra un altro che lo rimpiazza, ampliando le conoscenze e com-prendendo il precedente o rigettandolo. Come la relatività di Einstein ha rimpiazzato, ampliato e com-preso la teoria di Newton. Quindi serve un nuovo paradigma per l’EBM. Di questo si è parlato e discusso a Firenze. Quale paradigma? Lo vedremo con i prossimi lavori del Gruppo. Un impegno che abbiamo preso a Firenze. Qualcuno ha fatto notare che il Rinascimento di Firenze ha compreso l’Umanesimo. Anche di questo si è parlato. Di una Medicina più Umanistica nell’era sempre più tecnologica. Di un’EBM più “bilanciata”. EBM come Evidence Balanced Medicine? Più orientata alla Persona? Medicina Personalizzata? Medicina di Precisione o Precision Medicine?  Medicina Sistemica? Anche su queste nuove definizioni il Gruppo lavorerà. D’altra parte la Medicina oggi invocata e auspicata da più parti è quella delle famose 4P, Predittiva, Partecipativa, Preventiva, Personalizzata. Tutti questi gli interrogativi e le speculazioni scientifico-filosofiche che il Gruppo di Studio ha discusso a Firenze.

E’ ora che i tre cerchi o i tre mondi separati e in parallelo, quello più che ventennale dell’EBM, basata sulla piramide delle evidenze (che abbiamo proposto a Firenze di trasformare in un altro poliedro più adatto) con in cima le metanalisi degli RCT e alla base gli studi osservazionali, quello ultracentenario dell’arte e professione medica e quello ultramillenario dei bisogni e delle speranze del paziente, si ricongiungano come nelle famose “convergenze parallele”. Si è parlato anche di Medicina di Convergenza o di Medicina Sistemica. E’ iniziata una nuova Era della Medicina?

Qualche sociologo sostiene che la vera Era Moderna non è ancora iniziata e che siamo ancora in pieno Medioevo e non ce ne rendiamo conto. Non so se è vero. In ogni caso che ben venga l’Umanesimo e il Rinascimento. Almeno per l’EBM.

Grazie Professor Gensini, a nome della Chirurgia Vascolare Italiana, e della Medicina e Chirurgia Italiana.

 

Parlare fa bene. Post di Gaetano Lanza.

Parlare fa bene. Post di Gaetano Lanza.

Questa la conclusione di un’indagine condotta e riportata in ambito SIMI (Società Italiana di Medicina Interna) in occasione del proprio 116° Congresso nazionale in corso a Roma fino al 12 ottobre. Ovviamente ci si riferisce al dialogo tra medico e paziente. Le parole del medico curano come i farmaci, forse più dei farmaci. Nel rapporto presentato al Congresso “solo il 22% dei camici bianchi instaura un rapporto empatico con gli assistiti, il tempo medio di una visita non supera i 9 minuti (ben poco per un internista) e già dopo 20 secondi il racconto del paziente viene interrotto dalle domande del dottore, che per due terzi del colloquio tiene gli occhi incollati al PC”. Eppure pare che un buon rapporto medico-paziente riduca di quattro volte il rischio di ricoveri e aumenti del 40% la probabilità di tenere sotto controllo ad esempio i fattori di rischio cardiovascolari. Ed è ormai risaputo che un buon rapporto medico-paziente-familiare riduce di molto il rischio di denunce per malpractice, che sono, anche questo è risaputo, in costante aumento. La SIMI ha persino proposto di inserire nel corso di laurea in medicina e chirurgia un modulo di insegnamento di scienze umanistiche. Il tempo a disposizione del medico, generico o specialista, è sempre meno. Bisognerebbe recuperarlo. Senza parlare poi del consenso informato, che viene troppo spesso liquidato in due parole, consegnando un foglio informativo al paziente, perché c’è poco tempo per illustrarlo. Eppure sappiamo di giudici che hanno chiesto quanti erano stati più o meno i minuti di colloquio. Ma ancor più di quantità bisognerebbe parlare di qualità di colloquio, qualità di rapporto, qualità empatica. Molto spesso si dimentica che il paziente è una persona bisognosa, che ha bisogno di sentirsi accolto, capito, seguito e persino accontentato se possibile. Migliorerebbe anche la cosiddetta aderenza terapeutica, che da un recente report di AIFA è ben al disotto del 50-40% ad esempio per farmaci cronici, come gli antiipertensivi o le statine. In questi ultimi decenni la supertecnologia e superspecializzazione ha comportato purtroppo una de-umanizzazione delle cure. La nuova Riforma Sanitaria lombarda esordisce con lo shift del paradigma da “curare” a “prendersi cura” del malato. C’è bisogno di un nuovo Umanesimo e Rinascimento in Medicina? E’ molto probabile. C’è bisogno di fermarsi a parlare di più coi pazienti? Questo è sicuro. Il mestiere del medico, che non è un mestiere, ma una missione, è il più bello perché plasma la scienza per regalare salute all’umanità. Allora regaliamo qualche parola in più ai nostri pazienti, perché parlare fa bene al paziente…..e al medico.

E’ una bella Società. Post di Gaetano Lanza.

E’ una bella Società. Post di Gaetano Lanza.

Milano, Piazza Città di Lombardia. 6 ottobre 2015. Ore 14.
E’ appena terminata l’Assemblea dei Soci.
“E’una bella Società!”. Questa è la frase di qualcuno che alle mie spalle sta bevendo un caffè tra gli stand. Mi giro. E’ un giovane specializzando che ha presentato un Poster. “Cosa ti è piaciuto”, gli chiedo. “La Società che ci ha appena presentato il Presidente Chiesa”, mi risponde. “Mi piace e mi piace essere qui”, aggiunge.
Caro Presidente. Non so se quel giovane è venuto a stringerti la mano, come gli ho suggerito. Forse l’ha fatto. Forse no. Poco importa. Con quella semplice frase te l’ha stretta e ha stretto la mano a tutti i chirurgi vascolari endovascolari italiani. Mi piace sognarlo come un Tuo successore un domani.
Caro Presidente. E’ una bella Società. Anche un altro nostro collega, meno giovane, me l’ha detto di persona, stringendomi la mano. Sono sicuro che sta leggendo questo Post, perché gli ho promesso che lo scrivevo. Preferisco non fare il suo nome, anche se mi ha autorizzato a farlo.
Caro Presidente. E’ una bella Società, dico io. Perché piace. Perché è piaciuta, sì, proprio come l’hai descritta in Assemblea. Si percepiva in aula. Credo sia stato il momento più alto e nobile del Congresso. Come deve essere. La Tua Relazione Morale, di nome e di fatto, l’avevi preparata nei minimi particolari. Come un regista, un artista, uno stilista, che cura ogni particolare. Come sei abituato a fare non solo quando presenti, ma soprattutto quando fai. Lo sanno tutti e la mia non é adulazione ma constatazione. Perché questa Società piace. Piace come l’hanno costruita i Tuoi predecessori con i Direttivi precedenti. E l’hai ben detto. Come stai facendo e costruendo Tu con il Past President, l’Eletto, il Segretario e il Tuo Direttivo, tutti compatti. Come l’hanno costruita, tutti in silenzio, tutti con i fatti, tutti compatti, tutti i Soci in questi anni.
Caro Presidente. E’ una bella Società. Come l’hai disegnata in Assemblea. Adesso capisco perché all’Inaugurazione ci hai portato la stilista famosa che vive solo se disegna. Perché come uno stilista hai disegnato l’abito che ci ha colpito, quell’abito e il corpo di una bella donna. Di una bella Società. Perché la nostra Società è proprio una bella donna.
Che sa ripensare e fare tesoro del passato. Che sa prevedere e inventare il futuro. Il modo migliore di prevedere il futuro è inventarlo, ha scritto qualcuno. Come ha detto e come ha dimostrato questo Congresso, che alla sola parola magica di Expo e con un cavallo di razza come Te, non poteva non vincere il tempo (l’età di quei due colleghi lo testimoniano) e non poteva non conquistare lo spazio (come ha detto Franco Nessi “non siamo più noi ad andare all’estero, ma è l’estero che viene da noi”, ma Tu a questo ci avevi già abituato).
E di una bella donna, con un bel corpo e un bell’abito, come la stilista ci ha fatto vedere, come Tu ci hai fatto vedere, non ci si può che innamorare.