Archivio mensile:novembre 2015

Aggiornamenti su Orari di Lavoro. Post di Gaetano Lanza

Aggiornamenti su Orari di Lavoro.

“Stiamo prevedendo una procedura concorsuale straordinaria per l’assunzione di personale medico ed infermieristico con una quota dei posti riservati alla stabilizzazione del personale precario, e stiamo proprio in questi giorni lavorando ad un tavolo congiunto, durante appunto questa fase di dibattito per la Legge di Stabilità, per arrivare ad una soluzione condivisa e che permetta il proseguimento in modo ordinario del lavoro nelle nostre strutture sanitarie”. Con queste parole il ministro Lorenzin è intervenuta due giorni fa alla Camera per rispondere all’interrogazione di alcuni parlamentari. Ha aggiunto: “Chiarisco però, da subito, che tale soluzione non prevede ulteriori deroghe alla disciplina europea in materia di orario di lavoro. È appena il caso di ricordare, infatti, che proprio l’intervento normativo del 2014 ha consentito la chiusura di una procedura di infrazione comunitaria aperta in ragione delle deroghe introdotte a livello nazionale e che era pervenuta alla fase del ricorso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Aggiungo, inoltre, che risultano avviati diversi contenziosi giudiziari da parte del personale sanitario volti ad ottenere dallo Stato il risarcimento dei danni subiti proprio a causa della vigenza delle predette deroghe”.

Quindi niente Deroghe come aveva chiesto al Governo ad esempio la regione Lombardia. La giunta lombarda ha approvato quindi pochi giorni fa una Delibera (clicca su Delibera Regione Lombardia ) che prevede un piano 2015/16 con la copertura dell’85% delle cessioni di personale a tempo determinato e indeterminato nell’anno 2015. Sono previste 6.317 assunzioni per Asl, Aziende ospedaliere e Fondazioni Irccs. “Come Regione Lombardia sono state messe a disposizione risorse complessive pari a oltre 5 miliardi di euro per tutto il personale – ha spiegato il governatore Maroni – Uno sforzo enorme, visti anche i pesanti tagli lineari imposti da Roma nel comparto sanitario”.

La Delibera ha innescato un acceso dibattito nel mondo della sanità lombarda. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, ha lanciato l’allarme: “Si tapperanno i buchi con i medici precari, non dipendenti e sottopagati, che hanno contratti brevi”. E le conseguenze si tradurranno pesantemente sui pazienti “considerando che addirittura in certe realtà si sta pensando di utilizzare gli specializzandi”.

Sul fronte infermieristico “La Lombardia attende oltre 4mila infermieri da assumere – ha spiegato il presidente del Collegio Ipasvi di Lodi, Monza e Brianza.

Grido d’allarme anche dall’Assemblea Nazionale dei Direttori Generali di Asl e ospedali: “in un periodo in cui le risorse per il personale sono al minimo, con una spesa in costante riduzione negli ultimi anni in conseguenza di misure come il blocco del turnover e della contrattazione”. Condizioni – è scritto nella mozione – che impongono ai “dirigenti sanitari di scegliere tra la garanzia dei servizi e il rispetto della legalità. Infatti, l’alternativa è rischiare di incorrere, insieme ai responsabili di Dipartimento e di Unità complessa, nelle pesanti sanzioni previste dalla legge stessa”. “Pur ritenendo condivisibile il ventilato sblocco delle assunzioni, senza deroghe alla normativa comunitaria sull’orario di lavoro “risulta impossibile garantire con il solo personale in servizio tutte le prestazioni erogate fino a oggi”. Una situazione che potrebbe portare “a forme di autodenuncia” del management sanitario qualora fosse “obiettivamente impossibile qualsiasi soluzione che garantisca qualità delle cure, sicurezza ed erogabilità dei servizi”.

Fermo restando che il positivo sblocco delle assunzioni “potrà realizzarsi solo tra alcuni mesi, dopo la conclusione dell’iter normativo e i necessari passaggi amministrativi, rendendo così assolutamente imprescindibile una sospensione degli effetti della norma”.
Da qui le due richieste avanzate dall’Assemblea Nazionale dei Direttori Generali di Asl e ospedali:
– inserire, nei preannunciati emendamenti alla Legge di Stabilità, lo specifico finanziamento delle nuove assunzioni;
– nell’immediato prevedere un meccanismo di deroghe, parziali e temporanee, alla normativa comunitaria che consenta alle Aziende sanitarie di non essere costrette a interrompere o limitare i servizi nei settori segnati da carenze di organico.

Nuovo Aggiornamento sui Nuovi Orari di Lavoro. Post di Gaetano Lanza

Alleghiamo per chi non l’avesse letto altrove il Vademecum dell’ANAAO in merito alla Legge 161 sui Nuovi Orari di Lavoro.

Vademecum ANAAO sui Nuovi Orari di Lavoro

Segnaliamo dal Vademecum: Le eventuali deroghe alla durata minima del riposo continuativo giornaliero, alla durata delle pause, al periodo temporale di calcolo dell’orario di lavoro medio settimanale e al lavoro notturno possono essere introdotte solamente dal contratto collettivo nazionale o da accordi nazionali. Sono da considerare, quindi, nulli gli eventuali accordi sottoscritti a livello regionale o aziendale.

Dalle Regioni:

Sappiamo oggi che la Regione Lombardia ha chiesto al Governo una Proroga. “Rimaniamo dell’idea che questa sia la cosa più sensata da fare, per fare un buon lavoro nella legge di Stabilità” , ha riferito l’Assessore Garavaglia. ” Il punto è che questo tema deve essere oggetto di contrattazione . E’ in ballo il contratto. Il lavoro saggio da fare è occuparsene in quell’ambito” ha aggiunto Garavaglia.

Approvato il provvedimento sulla medicina difensiva. Post di Gaetano Lanza

Approvato il provvedimento sulla medicina difensiva. Post di Gaetano Lanza

Qui di seguito riportiamo il commento del Ministro Lorenzin.

Un lavoro lungo, un percorso che ha incontrato non poche difficoltà ma ce l’abbiamo fatta, grazie all’impegno di tutti. E’ un risultato storico, una svolta nella lotta alla medicina difensiva perché riesce a trovare un punto di equilibrio tra le tutele dei medici, che hanno bisogno di svolgere il loro delicato compito in serenità, e il diritto dei cittadini dinanzi ai casi di malasanità. Il testo redatto dalla Commissione ministeriale Alpa, di cui ringrazio tutti gli autorevoli componenti, il relatore, il presidente, è stata una base preziosa di discussione in Parlamento. L’elaborazione prodotta dai parlamentari impegnati alla Camera ha permesso di cogliere tutti gli obiettivi: cambia la responsabilità del medico sia da un punto di vista penale, poiché il medico non sarà più responsabile neppure per colpa grave se rispetta le linee guide (bene ha fatto la SICVE ad avere aggiornato le sue , clicca anche in fondo per il link con articolo su Repubblica, nota del Post) che civile, prevedendosi la natura extracontrattuale della  responsabilità dei medici non liberi professionisti con conseguente inversione dell’onere della prova e dimezzamento del termine di prescrizione; viene introdotta l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione; la conciliazione obbligatoria pone un freno al proliferare dei contenzioni giudiziari; viene limitata, da un punto di vista della quantificazione, l’azione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti del medico; viene creato un fondo di garanzia per le vittime di malasanità. E’ stato così mantenuto l’impegno assunto nei confronti dei medici, grazie a un provvedimento equilibrato che consentirà loro di lavorare con maggiore serenità e ai pazienti, che vedono comunque tutelati in modo chiaro e diretto i loro diritti.

Beatrice Lorenzin

http://www.repubblica.it/salute/2015/11/19/news/_il_medico_che_rispetta_le_linee_guida_non_risponde_del_danno_al_paziente_-127737847/?ref=fbhttp://www.repubblica.it/salute/2015/11/19/news/_il_medico_che_rispetta_le_linee_guida_non_risponde_del_danno_al_paziente_-127737847/?ref=fb

 

Aggiornamenti sull’applicazione della Legge 161 (dal 25 nov). Post di Gaetano Lanza.

11-2015 chiarinenti orario dilavoro Regione Veneto

Stamattina ho sentito alla radio che il Ministero avrebbe concesso l’assunzione di nuovi 3000 medici. Stando ai calcoli dei Sindacati ne servirebbero 15.000.
Quanto alle firme degli orari di servizio, problema sollevato da Intrieri, personalmente credo che bisognerà firmarli come Responsabili di Struttura, assumendoci la responsabilità di ciò che si firma.
Gli orari di servizio andranno però rivisti e concordati con la Direzione Sanitaria in quanto alcuni servizi saranno penalizzati di conseguenza. Si tratta di scegliere quali. Penso anche che quelli da tagliare (perché di tagli si tratterà) possano essere maggiormente i servizi ambulatoriali, con forti ripercussioni sull’allungamento delle liste d’attesa e malcontento dei cittadini. Pensiamo anche ai turni delle reperibilità, dei PS, ecc. Ci saranno ovviamente forti penalizzazioni. Inilotre la legge interessa anche il personale infermieristico , che però a quanto pare in gran parte finora ha rispettato la Legge. Insomma i più esposti siamo noi medici e ne rispondiamo in prima battuta noi responsabili di struttura. Ognuno quindi deve adeguarsi a seconda della propria realtà.
Allego sopra la Direttiva inviatami da Antonio Jannello della DG Sanità Regione Veneto della quale segnalo i seguenti passaggi, interessanti a mio avviso: si possono prevedere nuove assunzioni ?
Gaetano Lanza

…….Premesso quanto sopra, in considerazione delle difficoltà che le disposizioni introdotte dall’articolo 14 della L. 161/2014 determinano, soprattutto ai fini del rispetto della durata del riposo giornaliero, si autorizzano fin d’ora le aziende in indirizzo ad assumere autonomamente, a tempo indeterminato, nei limiti del turn over riferito alle cessazioni intervenute dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016, senza necessità di ulteriori richieste, il personale di tutti i profili del Comparto del ruolo sanitario e tutti gli operatori socio sanitari e gli operatori tecnici autisti di ambulanze. Le assunzioni potranno essere disposte anche a tempo determinato sino alla definitiva copertura dei posti.

Si ricorda che per favorire le assunzioni di personale, codeste amministrazioni, come già stabilito dalla D.G.R. n. 2846 del 29 dicembre 2014 e ribadito dalla nota dello scrivente prot. n. 180580 del 29 aprile 2015, sono tenute a favorire le istanze di utilizzo delle graduatorie concorsuali da parte di
altri enti del SSR,……………

Tutte le assunzioni di cui sopra dovranno, comunque, essere disposte nei limiti dei tetti di spesa per il personale stabiliti dall’amministrazione regionale.

Le assunzioni del personale dirigenziale medico, veterinario e sanitario, in considerazione della sua specificità, dovranno invece, continuare ad essere inserite all’interno dei piani assunzioni trimestrali e saranno subordinate all’autorizzazione della scrivente Area.

In particolare dovrà essere rappresentata e dimostrata in un’apposita relazione del Direttore Sanitario l’impossibilità di ovviare alle rappresentate criticità operando:
a) procedure di mobilità interna;
b) l’adeguamento dei turni e dei piani di lavoro sia in funzione dell’applicazione delle schede di dotazione ospedaliera di cui alla DGRV n. 2122/2013 sia avvalendosi della possibilità di operare razionalizzazioni, anche consistenti nella riduzione della presenza
del personale medico al mattino, ferma restando la garanzia dell’assistenza all’utenza;
c) l’attivazione della guardia interdivisionale o per area omogenea, laddove non è prescritta la guardia medica di unità operativa ai sensi dell’allegato 2 al CCNL del 3 .11.2005;
d) laddove l’azienda disponga di due o più presidi ospedalieri, la concentrazione di determinate attività presso un’unica sede.

Qualora nelle more dell’autorizzazione regionale, accertata l’impossibilità di operare qualsivoglia misura organizzativa alternativa, si rendesse comunque indispensabile l’acquisizione di ulteriori risorse umane in relazione al concreto rischio di interruzione di pubblico servizio ai sensi delle previsioni degli artt. 331 e 340 Codice Penale, le SS.LL., nell’ambito della propria esclusiva competenza amministrativa e contabile, potranno esercitare il loro diritto/dovere di assumere dirigenti medici e sanitari, nonchè personale del Comparto del ruolo sanitario (oltre ad O.S.S e ad autisti di ambulanze). Tali assunzioni dovranno essere disposte a tempo determinato, per un massimo di mesi
6, con rapporto di dipendenza ove siano utilizzabili valide graduatorie di concorso e/o avviso e con recupero del maggior costo che si prevede di sostenere entro i termini temporali richiamati dalla DGRV….

Studio italiano, plauso internazionale. Post di Gaetano Lanza.

Studio italiano, plauso internazionale. Post di Gaetano Lanza.

Che fosse uno studio importante, lo si intuiva, ma che avesse un riconoscimento e apprezzamento così sentito ed entusiasmante, questo probabilmente non lo prevedano neanche gli stessi autori. Parliamo di un lavoro tutto italiano, frutto della collaborazione tra i gruppi coordinati da Piergiorgio Cao e da Roberto Chiesa sul confronto tra procedure endovascolari e chirurgiche tradizionali negli aneurismi toraco addominali. Argomento non facile, che solo pochi centri al mondo possono permettersi di affrontare in modo completo, approfondito e competente e che per questo ha ricevuto gli elogi che merita. Elogi che si raddoppiano in quanto a presentare lo studio sono stati due nostri giovani in due vetrine internazionali di grande prestigio. La scorsa estate, Ciro Ferrer (Chirurgia Vascolare, Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini, Roma) al Congresso americano di Chirurgia Vascolare (SVS). Solo pochi giorni fa Yamume Tshomba (Chirurgia Vascolare, IRCCS San Raffaele, Milano) al Vieth di New York, di fronte a big quali Michael Dake, Frank Veith, Joseph Bavaria, Eric Verhoven, Gustavo Oderich, J Elefteriades, J Panneton, Dittmar Boeckler e Joseph Coselli, che hanno applaudito complimentadosi.
In poche parole si tratta di un confronto delle due metodiche su una popolazione globale di oltre 340 pazienti consecutivi trattati per patologia dell’aorta toraco addominale tra il 2007 ed il 2014 tra Milano, Perugia e Roma.
Dall’analisi comparativa mediante “propensity score matching” di due gruppi omogenei di pazienti sovrapponibili per fattori di rischio e caratteristiche anatomiche trattati con metodiche endovascolari (endoprotesi ramificate e/o fenestrate) o con chirurgia tradizionale è emerso che nonostante la minore invasività del trattamento endovascolare i tassi di mortalità, di complicanze midollari e renali a 30 giorni sono sostanzialmente sovrapponibili. La maggiore percentuale di pazienti poi che ha sviluppato insufficienza respiratoria nel gruppo dei pazienti chirurgici non si è correlata ad un’aumentata mortalità nei pazienti a medio rischio.             Alleghiamo qui in fondo per gentile concessione le slide presentate a New York pochi giorni fa.
Entrambe le metodiche rappresentano un approccio flessibile e adattabile alle necessità del paziente al quale è possibile quindi offrire oggi un’opzione personalizzata e ponderata sulle sue caratteristiche cliniche e sulle caratteristiche morfologiche della lesione aortica. Ribadiamo per l’ennesima volta, se ce ne fosse ancora bisogno, che solo la chirurgia vascolare è in grado di offrire oggi al paziente entrambe le soluzioni per scegliere quella più, come si suol dire, tailored, cioè più adatta a lui.
Lo studio é “in press” su Journal of Vascular Surgery è ed destinato ad aprire, come ha già fatto, un ampio dibattito internazionale che ci piace vedere colorato di bianco rosso e verde e portato avanti dai nostri giovani!

TSHOMBA al Veith

Il 25 novembre è sempre più vicino. Post di Gaetano Lanza.

Il 25 novembre è sempre più vicino. Post di Gaetano Lanza.

Fallito (l’ultimo?) tentativo all’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) per trovare un accordo o una posizione comune nel confronto svoltosi ieri, a meno di una settimana dalla scadenza del 25 novembre, giorno in cui sarà applicata la Direttiva europea sull’orario di lavoro in sanità.
Questo è in parte quanto afferma il Comunicato delle organizzazioni sindacali: «a fronte della necessità che abbiamo più volte evidenziato, di garantire la qualità delle prestazioni ai cittadini da parte di medici che abbiano rispettato il giusto orario di lavoro europeo, l’Agenzia ha avuto mandato di chiedere la condivisione di deroghe che avrebbero, però, come unico risultato quello di danneggiare i cittadini oltre che gli stessi medici. L’osservanza della normativa europea è una questione di politica sanitaria che ha visto sino ad oggi assenti Governo e Regioni. Si tratta di organizzare i servizi in modo appropriato e di garantire le risorse umane necessarie per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Siamo disponibili a mantenere il tavolo tecnico aperto, ma riteniamo imprescindibile il confronto politico che porti a una ridefinizione complessiva delle tematiche dell’orario di lavoro nell’ambito del nuovo contratto e uno stanziamento di fondi necessari nell’ambito della Legge di Stabilità, a partire dal superamento del precariato. L’orario di lavoro europeo – concludono i sindacati – sarà tra le ragioni della Manifestazione che unitariamente abbiamo organizzato con la Fnomceo il pomeriggio di sabato 28 novembre a Roma in Piazza SS Apostoli e dello sciopero nazionale del 16 dicembre».

Nota personale: il nostro è e sarà sempre il Paese dei ritardi, delle deroghe, degli scioperi, delle diverse opinioni, dei tentativi di accordi, dei tavoli che saltano,  anche degli accessi dibattiti, delle distanze tra cittadino e politica, dei bravi a mettersi in mostra e basta, persino della Nazionale di Calcio che riesce a perdere con le squadrette pur essendo tra le più blasonate al mondo (scusate lo sfogo). Ma anche dei tanti (e sono i più) seri che lavorano con serietà in silenzio e fanno il vero PIL, mentre gli altri (sono sempre di più) parlano, discutono, manifestano e riempiono le nostre serate televisive.
Non ci resta che applicare la legge senza danneggiare troppo i servizi. Rifare gli ordini di servizio (molti lo hanno fatto e lo stanno facendo) privilegiando le priorità (urgenze, assistenza di reparto ecc.). Finiremo per penalizzare gli ambulatori e i controlli. I cittadini dovranno essere informati di ciò, anche attraverso i media. Come non lo so. Si allungheranno le liste d’attesa ambulatoriali. Si lamenteranno, pazienza. Potranno sempre andare a manifestare (loro, più che noi) davanti ai Palazzi.
Noi ci “metteremo in regola” senza cadere nel torto (anche per le Compagnie di Assicurazione) e passare per “stanchi o assonati” quando si è a lavoro, facendo capire però all’opinione pubblica che finora abbiamo perso ore di sonno non certo per andare a divertirci e comunque non eravamo affatto assonnati perchè in sala operatoria sale l’adrenalina, che non ti fa dormire neanche dopo e che distrugge le coronarie del chirurgo. Per questa Legge dobbiamo ringraziare quindi l’Europa perchè cerca di proteggere le nostre coronarie.
Forse, possiamo suggerire alle nostre Direzioni di offrire dei contratti part time, a tempo definito o a rimborso parziale a prestazione a specialisti (chirurghi vascolari o affini) ambulatoriali che lavorano già sul territorio e questi le ASL li conoscono. Leggo proprio oggi un report sugli abbattimenti delle liste ambulatoriali, specie in Veneto e Emilia Romagna, grazie agli ambulatori aperti di sera e nei festivi (clicca su allegato in fondo).
Ma non facciamo, per carità, accordi con altri colleghi in Ospedale all’insegna del Dipartimento, perché questo penalizzerebbe noi, loro e i cittadini stessi.
E poi, per il Ministero, non siamo Alta Specialità?

http://www.doctor33.it/liste-dattesa-veneto-ed-emilia-romagna-vincono-intasamenti-con-esami-by-night/politica-e-sanita/news–32507.html?xrtd=SSSRVSYRPYARACCPVRRVLRS

 

 

 

Message du Président SICVE au Secrétaire de la Société de Chirurgie Vasculaire de Langue Française.

lettera in originale a Prof Sabatier

Cher Jean,

au nom de toute la Chirurgie Vasculaire Italienne, je voudrais offrir mes condoléances pour la profonde douleur qui a frappé le peuple français.

Je t’exprime la solidarité de tous les confrères italiens: l’atroce souffrance de la France, causée par les terribles évènements de Paris, est la souffrance de l’humanité entière.

Nous dévons rester unis, afin que la peur ne prévale pas.

Les Chirurgiens Vasculaires d’Italie, de tout leur cœur, sont avec Vous pour représenter une importante communion d’idées et de sentiments dans ce triste et difficile moment.

Avec amitié sincère,

Roberto

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Roberto Chiesa

Président

Société Italienne de Chirurgie Vasculaire et Endovasculaire

Orario di lavoro, riposi e lavoro notturno. Cosa cambia per medici e dirigenti sanitari? Post di Flavio Peinetti.

Legge_30_ottobre_2014_n.161

Attuazione dell’art.14 L. 161

Articolo del Corriere della Sera, segnalato dal Presidente Chiesa.http://www.corriere.it/salute/15_novembre_01/medici-nuovi-orari-servono-20mila-assunzioni-piu-d7886e42-8069-11e5-aac9-59b4cd97071f.shtml

Orario di lavoro, riposi e lavoro notturno.
Cosa cambia per medici e dirigenti sanitari? Post di Flavio Peinetti.

Come noto l’UE ha definito dal 1993 (Direttiva 104/1993/CE) standard comuni che disciplinano l’orario di lavoro, applicati dal 2000 (Direttiva 34/2000 CE) a tutti i settori dell’economia, garantendo ai lavoratori orari di lavoro equi e periodi minimi di riposo. A novembre 2003 la Direttiva 88/2003 CE definisce i criteri “minimi” relativi a riposi,pause,ferie,orario massimo di lavoro, lavoro notturno. Il riposo giornaliero “minimo” è stabilito pari a 11 ore consecutive nelle 24 ore, mentre il tempo di lavoro massimo settimanale è fissato a 48 ore (compreso lo straordinario).

A seguito di ripetute sollecitazioni da parte dell’UE anche l’Italia infine ha recepito integralmente le direttive europee,con l’abrogazione di precedenti leggi italiane non conformi alle norme UE, con la Legge161/2014, art.14, esecutiva a partire da 12 mesi dalla pubblicazione, ossia dal 24 novembre 2015.

In sintesi sarà necessario garantire alla Dirigenza sanitaria quanto segue(vincolante da 24-11-2015):

1- riposo giornaliero minimo pari a 11 ore consecutive nell’arco di 24 ore;
2- Il tempo di lavoro massimo settimanale non deve essere superiore a 48 ore, compresi anche le quote di lavoro straordinario
3- Per ogni periodo di sette giorni il lavoratore deve beneficiare di un periodo minimo di riposo ininterrotto di 24 ore,di regola la domenica, a cui si sommano le 11 di riposo giornaliero del giorno lavorativo precedente; è consentito differire il riposo settimanale al massimo su di un periodo di 14 giorni

Questa legge avrà, come è facile intuire, pesanti ricadute sull’organizzazione del lavoro e soluzioni dell’ultima ora sono difficilmente prevedibili sia perché tutti i sindacati medici sono favorevoli all’applicazione integrale della legge, sia a causa della presa di posizione del mondo politico, Ministro della Salute in testa, che invita le Regioni e le Aziende ad attenersi scrupolosamente alla legge 161.

In questi giorni si sono succeduti incontri a livello delle diverse Regioni e, a livello nazionale,tra ARAN e sindacati medici, a cui è stato sottoposto un Atto di indirizzo della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome con lo scopo in prima istanza di prorogare di alcuni mesi l’entrata in vigore della legge e secondariamente di concordare delle deroghe sui punti sopra menzionati.( Atto di indirizzo attuazione legge 161/2014,scaricabile da internet e datato 5 novembre 2015).

La risposta dei sindacati è stata negativa sia per quanto riguarda eventuali proroghe, sia in merito alle deroghe contenute nel documento, manifestando esclusivamente una disponibilità ad un approfondimento a valenza contrattuale che ovviamente richiederebbe tempi molto più lunghi.

Alcune Regioni (Veneto e Piemonte ) stanno provvedendo in queste ore a deliberare in merito, considerando l’Atto di Indirizzo della Conferenza delle Regioni valido a tutti gli effetti, anche se le organizzazioni sindacali già minacciano di impugnare tali delibere in quanto ritengono che la legge possa subire delle modificazioni solo a livello nazionale e non decentrato (Regionale o Aziendale).

Tale Atto peraltro attenuerebbe solo gli effetti della legge intervenendo sulla durata del riposo prima di un turno di guardia, giustificando riposi inferiori alle 11 ore in presenza di eventi eccezionali, definendo le modalità di computo del riposo dopo le ore lavorate in pronta disponibilità tenendo presente che tali attività sospendono e non interrompono il riposo, elevando da quattro a sei mesi-un anno il limite previsto come periodo di riferimento per il calcolo della durata media di 48 ore settimanali massime dell’orario di lavoro, per citare solo gli aspetti più significativi.

In ogni caso dal 25 novembre 2015 le Aziende dovranno adeguarsi alla normativa ed il mancato rispetto della legge ricadrà oltre che sulle Direzioni Aziendali, direttamente sui Direttori di Struttura che non avranno provveduto a uniformare i turni di lavoro alla legge vigente e sono previste sanzioni economiche che possono variare da 100 a 3000 euro in base al numero dei lavoratori coinvolti e dei periodi in cui la violazione è avvenuta.

Inoltre occorre valutare le possibili conseguenze assicurative, in quanto le assicurazioni che coprono il rischio professionale per le Aziende, in caso di incidente medico con evento avverso potrebbero non garantire la copertura di tale evento se perpetrato in condizioni di franca violazione della legge 161, con ulteriore possibile rivalsa della Corte dei Conti su coloro che abbiano disposto direttamente o indirettamente la suddetta violazione di legge ( leggasi i Direttori di Struttura!).

E’ del tutto evidente che siamo di fronte ad una situazione che definire difficile è riduttivo soprattutto per Specialità Chirurgiche come la nostra che non ha organici corposi, che come tutti risente di anni di blocco del turn-over e che ha raggiunto livelli di specificità tali,soprattutto nella gestione dell’emergenza-urgenza vascolare, da rendere estremamente complessa qualsiasi ipotesi, che già sta circolando nelle diverse realtà, di sinergia o peggio di fusione con la chirurgia generale, cardiaca o toracica .

Ci chiediamo tutti come abbiamo fatto ad arrivare ad una situazione come questa senza aver messo in atto per tempo i dovuti correttivi e le spiegazioni potrebbero essere tante a partire da una nostra colpevole sottovalutazione della legge, ma credo , e questa è la mia personale opinione, che la 161/2014 faccia gioco a molti consentendo di mettere mano, in maniera più o meno indiscriminata, ad accorpamenti di strutture, chiusure di ospedali o altri provvedimenti strutturali ed organizzativi che nessuno aveva avuto la forza di fare fino ad oggi.

Approfitto di questa occasione per invitare tutti Voi a portare il proprio contributo, anche rispondendo in questo Blog, sull’argomento anche riferendo di quali provvedimenti si stiano adottando nelle diverse realtà del Paese per far fronte alla scadenza del 24 novembre 2015. 

Flavio Peinetti

Quella “testa” di Scarpa. Post di Gaetano Lanza ad Angelo Argenteri.

testa di Scarpa - Museo Università Pavia Museo Università Pavia – Testa di Scarpa

   Aula-Scarpa Università Pavia Aula Scarpa – Università di Pavia

Lettera Einstein - Museo Pavia Lettera di Einstein – Museo Università di Pavia

Pubblicazione Scarpa su Aneurismi,1804

Quella “testa” di Scarpa. Post di Gaetano Lanza ad Angelo Argenteri.

Caro Angelo,

non so da quanto tempo tu abbia preparato il bel Convegno a Pavia (eccezionalmente dolce per l’occasione) venerdì e sabato scorso sulle Fenestrate, organizzato in modo eccellente con Serom, come sempre pronta se la chirurgia vascolare chiama (ringraziamo in particolare Moresco padre e figlia).

E’ stato un utile confronto a 360° su un tema ancora molto dibattuto.

In realtà (non volermene, ma ce l’hai fatto intuire) lo preparò non proprio ieri un illustre della città, Antonio Scarpa, quando nel 1804 pubblicò il suo trattato “Sull’Aneurisma”, tipografia Bolzani, Pavia. Grazie per avercene dato una copia in pdf che allegho. Giustamente hai scelto la Sua Aula nella storica Università dove anche i muri insegnano. L’aula del Convegno era non a caso la Sua. Saranno pur famose e prestigiose le altre aule all’estero. Ma le nostre in Italia, come questa, sono patrimonio dell’umanità e per favore, Voi Professori, insegnate pure nelle aule moderne e con i PC ma qualche lezione tenetela ancora in queste, anche se il legno è troppo duro e il collo troppo delicato. Perché in aule come queste il silenzio è religioso e biblica la parola.

Lui, caro Angelo, era lì con noi. Testardo e scorbutico come era e come appare ancora oggi. La Sua testa, che, ci hai spiegato, fu mozzata dai detrattori (bel caratterino doveva avere) e abbandonata dopo la morte, quindi raccolta da qualcuno che ne riconosceva i meriti e imbalsamata, era dietro l’angolo, nel Museo, ad ascoltarci, interessata ancora a sapere come va a finire la storia degli aneurismi. Storia che non poteva immaginare potesse arrivare fin dove è arrivata e che non è affatto finita. Come Lui allora, noi oggi non abbiamo neanche idea di come evolverà. Questo percepivamo tutti, quando ci portasti a visitare il Museo venerdì sera, aperto solo a pochi privilegiati, e ci mostrasti la “testa” che troneggia e imperversa arcigna e quasi consapevole.

Apro la prima pagina del Suo trattato e leggo la dedica al Vice Presidente della Repubblica Italiana, Francesco Melzi D’Eril, scusate se è poco, con le parole d’apertura: “che rispettosamente Vi rassegno, per sì grandi titoli a Voi appartiene”. Mi vengono in mente le nostre Linee Guida (il parallelo non regge). Per favore, dì pure al Professor Scarpa che la storia degli aneurismi sembra essere infinita, che anche a noi piacerebbe “rassegnare” le nostre Linee Guida al Ministro o Vice Presidente del Consiglio. Se può, ci dia una mano, anche se ci ha già dato la testa.

Un solo appunto ti devo fare. Perdonami. Non ci avevi mostrato nel Museo le lettere originali di Einstein.  Testimoniano il Suo periodo italiano. Appassionato come sono mi ritengo strafortunato e strafelice di averle sbirciate e ammirate pur per brevi istanti. Mi sono soffermato su una lettera scritta in italiano. La riporto qui sopra in foto per gli appassionati come me. E’ del ’46.  Un particolare: si firma Alberto con la o finale. Un Genio universale non poteva non aggiungere quella vocale.

Grazie Angelo, per il Convegno, soprattutto per averci mostrato il Museo, e ringrazia a nostro nome il Professor Scarpa. Ma grazie soprattutto per la Storia che ci insegni sempre. Chi non conosce il passato, non sa da dove viene e quindi dove andrà.

Gaetano

Incontro FISM-Ministero-AGENAS. Post di Maurizio Taurino.

Incontro  FISM-Ministero-AGENAS. Post di Maurizio Taurino.

Si è tenuto martedì 3 novembre 2015 un incontro promosso da AGENAS con le Società Scientifiche italiane rappresentate dalla FISM, presso l’Auditorium dell’AGENAS in Roma.

L’incontro è stato promosso per impegno personale del Ministro Beatrice Lorenzin al termine della analoga riunione che ha avuto luogo il 20 ottobre scorso, nella medesima sede.

L’ordine del Giorno era sostanzialmente basato sulle risposte ai quesiti che tutte le Società Scientifiche che si riconoscono in FISM ha inviato al Ministro, come da Lei stessa sollecitato.

Dopo i rituali saluti del Direttore Generale di AGENAS, Dott. Francesco Bevere, ha preso la parola il Ministro Lorenzin, che si è dichiarata disponibile per circa 2 ore, si è ritagliata il ruolo di moderatore della sessione e ha invitato il Presidente FISM Vimercati  ad illustrare i quesiti che erano giunti.

Erano presenti i Direttori Generali Renato Botti (programmazione sanitaria), Raniero Guerra (prevenzione sanitaria) e Rossana Ugenti (professioni sanitarie e risorse umane)

Vimercati ha premesso che sono arrivati contributi al dibattito aperto due settimane fa in numero enorme, per cui avrebbe riferito solo su alcuni temi sui quali aveva potuto relazionarsi con i Dirigenti del Ministero, illustrando il punto di vista del Ministero, e, eventualmente sollecitati da interventi specifici, i Direttori Generali sarebbero intervenuti per chiarimenti.

Ha peraltro precisato che TUTTI i format inviati sono stati trasmessi al Ministero e ad AGENAS per successivi approfondimenti.

Sulla Responsabilità, come previsto, era giunto il maggior numero di quesiti. Il ministro Lorenzin stessa ha informato circa l’iter parlamentare del provvedimento legislativo specifico sulla responsabilità che sarà inserito nell’ambito della legge di stabilità. Ha accennato al merito del provvedimento, sommariamente illustrando l’introduzione di due diversi livelli di responsabilità, della struttura e del professionista, l’abolizione delle differenze tra l’ambito pubblico e quello privato, e il tema della rivalsa. Quando si è trattato di scendere in maggiori particolari sul tema delle Assicurazioni (che vuol dire diverse formule assicurative in funzione dei diversi livelli di rischio, nuova gestione delle polizze per quanto attiene alla quantizzazione delle lesioni e ai risarcimenti) il Ministro stessa ha bruscamente interrotto ogni informazione e ogni possibilità di discussione sul tema, sostenendo motivi, a mio avviso comprensibili, di opportunità e di riservatezza, essendo la discussione parlamentare sul tema alle battute finali, con l’apporto del Ministero della Giustizia e delle varie commissioni interessate. Certamente un gesto scaramantico ma tutti hanno colto l’impegno del Ministro nel voler portare a compimento un’operazione, certamente non facile, su un tema finora scabroso.

Sull’appropriatezza sono emersi problemi riguardanti il Decreto, per quanto riguarda proprio errori di nomenclatura su alcune diagnostiche, errori che il Ministero affronterà per porre rimedio.

Il Ministero ha risposto a vari quesiti sull’appropriatezza organizzativa, in pratica, chi fa cosa e dove. Il Direttore Botti ha dato ampia disponibilità a rivedere i percorsi organizzativi (LEA ecc.) con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità e con la partecipazione delle Società Scientifiche alla luce dei progressi scientifici e innovativi. Allo stesso modo, le Società Scientifiche si esprimeranno sugli indicatori di esito.

Il Ministero ha assicurato che procederà  alla rimodulazione dell’Albo dei Consulenti Tecnici presso i Tribunali, e in tal senso saranno consultate le Società Scientifiche.

Per la Organizzazione Sanità a livello Nazionale sono ovviamente in attesa di vedere se arriverà in fondo al percorso di revisione costituzionale la Riforma del Titolo V. Nel frattempo hanno assicurato che stanno procedendo alla costituzione dell’Albo Nazionale dei Direttori Generali.

Un altro tema circa l’integrazione Ospedale-Territorio ha riguardato la presa in carico del paziente. Questo concerneva una domanda che la nostra Società aveva formalmente inoltrato, su suggerimento di Patrizio Castelli. Il Direttore Botti ha informato come sia in corso presso il Ministero la stesura del Piano Sanitario Nazionale Cronicità, di concerto con le Regioni in un tavolo tecnico. Non ha nascosto la difficoltà del tema e anzi ha chiesto calorosamente un contributo fattivo da parte delle Società Scientifiche per studiare nuovi criteri di remunerazione che incentivino la relazione tra medici e l’integrazione delle cure primarie.

Ruolo delle Società: E’ emersa la necessità di un riconoscimento formale. Quante sono le Società Scientifiche? Non è neppure certo questo numero. Sarebbe in corso la predisposizione di un Albo, ma non è affatto chiaro chi e come potrebbe accreditare una Società. Dovrebbe essere la Conferenza Stato-Regioni ad occuparsene.

Peraltro, il ruolo delle Società almeno nel contesto in cui ci trovavamo, è stato ribadito più volte su:

  • elaborazione delle Linee Guida, che andrebbero in un albo presso il Ministero, considerata la valenza che hanno raggiunto in tema di Responsabilità
  • ruolo nella elaborazione dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali PDTA

E’ emersa l’esigenza che le Linee Guida rappresentino anche la condivisione di più Società Scientifiche interessate per le loro competenze ad una stessa patologia. In questo senso credo sarà necessario da parte nostra ottenere una qualche forma di “endorsment” da altre Società, intanto quelle a noi più vicine, almeno su alcune patologie (stroke, urgenze, claudicatio, insuff. venosa ecc).

Altre notizie apprese nella giornata.

Il Ministro ha ribadito il suo impegno, ai sensi dell’art. 22 del Patto della Salute, affinché vengano individuati e messi in atto al più presto diversi percorsi di carriera all’interno delle stesse strutture complesse, con premialità anche economica per le professionalità operative, non organizzative che spettano al Primario, gradualmente raggiunte.

Contrasto alla in appropriatezza da ripetizione di indagini diagnostiche. Il Ministro ha in pratica fatto suo il Progetto ERMETE, messo a punto nel Triveneto per quanto riguarda la medicina di laboratorio. I Direttori Ugenti e Guerra hanno illustrato la messa a punto di una Anagrafica Nazionale degli Assistiti implementandola nel Sistema della Tessera Sanitaria, pur con enormi difficoltà legate ai rapporti con il Garante della Privacy.

Vaccinazioni, tema molto caro al Ministro. Alcune Società interessate hanno fatto presente che addirittura esistono dei calendari delle vaccinazioni diversi da Regione a Regione. Quello dei bambini e tutto ciò che è connesso alla Pediatria è all’attenzione primaria del Ministro che ovviamente ha promesso interventi immediati.

Dopo che il Ministro Lorenzin aveva lasciato la riunione, il Direttore Botti ha nuovamente segnalato l’esigenza, trasferita a Vimercati, di un modello di lavoro che permetta al Ministero di avere interlocutori credibili e autorevoli con cui confrontarsi, attraverso gruppi di studio strutturati, a tema.

Il prossimo incontro con questo stesso formato dovrebbe avvenire nel mese di Febbraio, ma nel frattempo si dovrebbero iniziare a riunire i primi gruppi su problemi specifici, con la partecipazione delle società interessate, ed in questo senso assume grande importanza la nostra interlocuzione con il Presidente Vimercati.