Archivio mensile:gennaio 2016

Le nuove Disposizioni in materia di responsabilità professionale. Post di Gaetano Lanza.

Le nuove Disposizioni in materia di responsabilità professionale. Post di Gaetano Lanza.

Testo approvato alla Camera

La Camera dei Deputati ha approvato il 27 gennaio, gli emendamenti e il nuovo testo del ddl Gelli in materia di responsabilità professionale. Il provvedimento è passato all’esame del Senato per l’approvazione finale.  L’iter é tracciato e non si torna indietro.
“Le linee guida – ha spiegato Gelli, deputato del PD – saranno inserite nel sistema nazionale linee guida e pubblicate sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità che ricoprirà così un ruolo centrale.”

Per fortuna abbiamo fresche le nostre per la chirurgia vascolare – aggiungiamo noi. Bisognerà segnalarle e metterle a disposizione del Ministero e dell’ISS – aggiungiamo ancora. Buon lavoro, SICVE!

“E’ un risultato storico, una svolta nella lotta alla medicina difensiva perché assicura l’equilibrio tra la tutela dei medici, che hanno bisogno di svolgere il loro delicato compito in serenità, e il diritto dei cittadini dinanzi ai casi di malasanità” – ha commentato la ministra Lorenzin. “Il testo approvato dai parlamentari, – ha aggiunto la ministra – che si è giovato del prezioso contributo della Commissione ministeriale, cambia la responsabilità del medico sia da un punto di vista penale, poiché il medico non sarà più responsabile neppure per colpa grave se rispetta le linee guida, che civile, prevedendosi la natura extracontrattuale della responsabilità dei medici non liberi professionisti con conseguente inversione dell’onere della prova e dimezzamento del termine di prescrizione; viene, inoltre, introdotta l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione; il tentativo obbligatorio di conciliazione pone un freno al proliferare dei contenziosi giudiziari; viene limitata, da un punto di vista della quantificazione, l’azione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti del medico; viene creato un fondo di garanzia per le vittime di malasanità”.
Riportiamo in sottotitolo il Testo approvato alla Camera.
Dal testo estraiamo alcuni articoli e commi, che riteniamo più interessanti.
ART. 5. (Buone pratiche clinico-assistenziali e raccomandazioni previste dalle linee guida). 1. Gli esercenti le professioni sanitarie, nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative e riabilitative, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle buone pratiche clinico-assistenziali e alle raccomandazioni previste dalle linee guida elaborate dalle società scientifiche iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Ai fini della presente legge, le linee guida sono inserite nel Sistema nazionale per le linee guida (SNLG) e pubblicate nel sito internet dell’Istituto superiore di sanità.
ART. 6. (Responsabilità penale dell’esercente la professione sanitaria). 1. Dopo l’articolo 590-bis del codice penale è inserito il seguente: « ART. 590-ter. – (Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario). – L’esercente la professione sanitaria che, nello svolgimento della propria attività, cagiona a causa di imperizia la morte o la lesione personale della persona assistita risponde dei reati di cui agli articoli 589 e 590 solo in caso di colpa grave. Agli effetti di quanto previsto dal primo comma, è esclusa la colpa grave quando, salve le rilevanti specificità del caso concreto, sono rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ».
ART. 10. (Obbligo di assicurazione).
Comma 3. Al fine di garantire efficacia all’azione di rivalsa di cui all’articolo 9, ciascun esercente la professione sanitaria operante a qualunque titolo in aziende del Servizio sanitario nazionale, in strutture o in enti privati provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un’adeguata polizza di assicurazione.
Comma 4. Le aziende, le strutture e gli enti di cui al comma 1 rendono nota, mediante pubblicazione nel proprio sito internet, la denominazione dell’impresa che presta la copertura assicurativa, indicando per esteso i contratti, le clausole assicurative ovvero le altre analoghe misure che determinano la copertura assicurativa.
Comma 5. Con decreto da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute, definisce i criteri e le modalità per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo esercitate dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) sulle imprese di assicurazione…..
Comma 6…………sono determinati i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e per gli esercenti le professioni sanitarie………
ART. 14. (Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria).
Comma 2. Il Fondo di garanzia di cui al comma 1, istituito presso la Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP) Spa, risarcisce i danni cagionati da responsabilità sanitaria nei seguenti casi: a) qualora il danno sia di importo eccedente rispetto ai massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria; b) qualora la struttura sanitaria ovvero l’esercente la professione sanitaria risultino assicurati presso un’impresa che al momento del sinistro si trovi in stato di insolvenza o di liquidazione coatta…….Comma 3. Il Fondo di garanzia di cui al comma 1 provvede al risarcimento del danno nei limiti delle effettive disponibilità finanziarie del Fondo stesso.

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La siringa nazionale e la protesi nazionale. Post di Gaetano Lanza.

La siringa nazionale e la protesi nazionale. Post di Gaetano Lanza.

Normativa Acquisti Trasparenti

20 gennaio 2016. “Giorno importante per la revisione degli acquisti della Pa – ha detto Luigi Marroni, Amministratore Delegato di Consip- da oggi si agisce con coordinamento, programmazione e regole”. Marroni ha ricordato l’attività della Consip, acronimo di Concessionaria Servizi Informativi Pubblici, istituita nel 2000, come centrale di committenza nazionale che realizza il programma di razionalizzazione degli acquisti nella PA. “Negli ultimi 3 anni abbiamo bandito gare per 25 mld di cui 5 mld in Sanità”. Marroni ha poi dichiarato che Consip si pone “anche come riferimento di prezzo”. “Nelle ultime gare abbiamo risparmiato in media il 40-50% sugli acquisti rispetto alla media. Tutti risultati che noi poniamo al servizio del sistema sanitario e delle nuove centrali di aggregazione”, ha aggiunto.
Rispetto poi al nuovo sistema di acquisto attraverso le centrali uniche di acquisto l’AD Consip ha precisato che “il Decreto Ministeriale parla di 14 merceologie sanitarie che copriranno tutte le categorie individuate. Usciremo anche con una gara sulle siringhe e avremo finalmente la siringa nazionale. Ma non faremo solo gare su prezzo ma anche su qualità con l’idea di farne un riferimento a livello internazionale”.
Bravo Marroni.
Ricordiamo che tra queste 14 merceologie sanitarie ce n’è una che ci riguarda più direttamente, e riguarda i nostri stent/device.
Stiamo parlando del Convegno del 20 gennaio, “Acquisti trasparenti: la PA semplifica e spende meglio – I soggetti aggregatori degli acquisti e la spending review nella Sanità“, al quale hanno partecipato i vertici, dal Ministro Lorenzin, al Ministro Padoan, al Commissario della Spending Review, Yoram Gutgeld, a molti Assessori Regionali della Sanità e così via.
Alleghiamo nel sottotitolo la Normativa pubblicata dal Ministero delle Finanze.  I beni saranno acquistati attraverso le centrali uniche d’acquisto che sono state ridotte da ben 35mila a 33, definite Soggetti Aggregatori, (21 centri regionali, 1 centrale nazionale, 9 città metropolitane e 2 province- vedi cartina nella Normativa).

“Oggi facciamo il punto sulle riforme che diventano operative”, ha detto il Ministro Lorenzin che ha specificato : “Interveniamo non più con i tagli ma con il bisturi. Abbiamo fatto le centrali uniche d’acquisto ma penso anche ai piani di rientro per gli ospedali. Stanno arrivando i nuovi Drg, la nuova governance farmaceutica. E poi c’è il patto sulla sanità digitale che è alla Stato-Regioni”. “La liberazione di risorse per rimetterle nel sistema, questa la filosofia del Patto per la Salute. Più regioni risparmiano più si finanziano altre cose”. “La siringa con le centrali uniche d’acquisto è evidente che costerà uguale in tutta Italia e che avrà una riduzione del prezzo molto forte. Ma non ci sono solo le siringhe, ci sono gli stent, ci sono i servizi, le protesi. Sulle centrali uniche d’acquisto per quanto riguarda i device c’è tutto un lavoro che viene fatto perché a differenza di altri beni e servizi in sanità essi sono beni con un alto tasso d’innovazione tecnologica in cui c’è anche un rapporto tra il professionista medico e il paziente e l’innovazione che si vuole applicare. Tant’è vero che sono state definite delle categorie merceologiche al cui interno si faranno le gare centralizzate. L’obbiettivo di risparmio è tra il 15 e il 20%”.
Brava Lorenzin.
“La sanità può essere un metodo di riferimento per la razionalizzazione della spesa in altri campi”. Ha detto il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che ha ricordato come “questa operazione di oggi s’interseca da un lato con il processo di revisione della spesa e dall’altro al processo di riforma strutturale del Paese”.
Bravo Padoan.

In rappresentanza delle Regioni Sergio Venturi, assessore sanità Emilia Romagna ha aggiunto:“È un momento comune di lavoro che abbiamo con il Governo e in cui viene riconosciuto il lavoro svolto dalle Regioni. In Emilia abbiamo iniziato 10 anni fa con la centralizzazione degli acquisti e abbiamo ottenuto su 6 mld di bandito circa 800 mln di risparmio. Ma occorre stare tutti vicini, perché se vogliamo fare la siringa nazionale bisognerà stare vicino ai tecnici che prenderanno le decisioni.”.
Bravo Venturi.

Yoram Gutgeld, commissario Spending review, ha replicato: “La revisione spesa è pilastro fondamentale dell’azione del Governo e serve per ridurre le tasse. Occorre comprare meglio e con processi più efficienti (si passa da 35 mila soggetti appaltanti a 33) attraverso programmazione integrata, Know how, accordi tra enti, coinvolgimento fornitori e utenti, monitoraggio e controllo.”
Bravo Gudgeld.

Nella Normativa, ricordiamolo, è specificato: “ Definizione di modalità di coinvolgimento del mondo clinico-scientifico e del mondo dei produttori-fornitori su obiettivi, indirizzi e scelte.”
Bravi tutti i nostri politici.

Noi qui ci limitiamo a queste sole considerazioni, consci del fatto che i nostri politici non possono (o non vogliono?) sentirci.
Condividiamo in pieno le parti soopra in grassetto. Ma in che modo i Soggetti Aggregatori (SSAA) intendono coinvolgerci? Non ci risulta che abbiamo coinvolto finora le Società Scientifiche. Hanno però coinvolto, sicuro in alcune Regioni, dei clinici che bene o male fanno capo o possono far capo alle Società Scientifiche. Urge secondo noi un check regione per regione (sono utili i nostri Referenti regionali? Perché no?) per vedere cosa succede regione per regione e tentare una sintesi e una presa di posizione ufficiale come Società Scientifica, bussando anche alla porta delle altre Società (FISM ecc.) e a quella di Assobiomedica. Il tavolo c’è già. Le persone ci sono già. Proprio partendo dalle suddette dichiarazioni dei politici, che anche se non condividessimo dovremmo comunque accettare, dovremmo cercare di partecipare attivamente (o più attivamente, se volete) in questa fase delicata in cui le decisioni o le modalità per decidere vengono prese o sono state già prese.
Altra considerazione. Il risparmio non deve andare a scapito della qualità. Se utilizziamo oggi una protesi che costa meno ma vale anche meno, spenderemo di più domani perché valendo meno, durerà meno o si complicherà più facilmente. Se una protesi costa di più oggi è perché sarà tecnologicamente più avanzata, avrà materiale migliore, sarà quindi più affidabile, più durevole, in altre parole più performante. Andiamo poi a spiegare al paziente che per risparmiare dobbiamo usare la protesi “più economica” sul mercato o, se preferita, quella “che passa il convento”. Se invece a parità di qualità si può risparmiare, è giusto e doveroso che lo si faccia, ma a parità di qualità e soprattutto di risultato, il che non é proprio così semplice da definire e dubitiamo che che lo possano definire da soli i tecnici del Ministero.

La siringa famosa o il servizio mensa è un conto, la protesi aortica è un altro conto. E non crediamo che la siringa nazionale sia equiparabile come concetto alla protesi aortica nazionale. Questo è bene che i nostri Soggetti Aggregatori lo sappiano bene. Altrimenti è nostro compito informali bene.

Quelle mail o telefonate personali in orario di servizio. Post di Gaetano Lanza.

Quelle mail o telefonate personali in orario di servizio. Post di Gaetano Lanza.

Ne ha parlato anche il CORSERA del 13 gennaio con articolo in prima pagina. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sancito che l’Azienda può controllare le mail private del dipendente inviate da PC aziendali e si può arrivare alla giusta causa di licenziamento per aver dedicato tempo di lavoro ad interessi personali. La pronuncia potrebbe però contrastare, pare, con il rispetto del diritto alla privacy. Il caso fu sollevato da un ingegnere rumeno licenziato nel 2008 per questi motivi, con sentenza a sfavore dell’ingegnere da parte del Tribunale di Bucarest, sentenza riconosciuta dalla Corte di Strasburgo, con motivazioni rese note pochi giorni fa. Povero ingegnere! Si illudeva forse per un’altra sentenza della Corte che andava in direzione opposta a favore dell’illustre denunciata, Sua Maestà la Regina Elisabetta nel 2007 che usava e usa ancora il telefono aziendale per motivi personali. La Corte di Strasburgo ha rilevato anche che il diritto alla privacy dell’ingegnere non era stato leso in quanto i contenuti dei suoi messaggi né erano stati resi noti né erano di per sè del licenziamento (la vera causa, l’averlo fatto in orario di servizio). Come stanno le cose in Italia? Il recente Jobs Act ha introdotto in casi simili la possibilità non di licenziamento ma di applicazione di sanzioni e richiami. In Italia perché ci sia la giusta causa di licenziamento in tal caso bisogna che sia dimostrato “l’inadempimento del dipendente”.
Interessante il Commento di Beppe Severgnigni sulla stessa pagina del CORSERA, che “ha confessato subito”. Ha sempre utilizzato l’indirizzo di posta @corriere.it per amici, messaggi personali ecc.
Chi non l’ha fatto! Chi di noi è senza peccato, scagli la prima pietra! Ma non necessariamente per vacanze o simili. Anche ad esempio per inviare una mail ad una Segreteria…..Scientifica. Perché il problema vero è non perché si fa e cosa si fa, ma perché si fa in orario di servizio e non per servizio. Sottile il pensiero.
Altrettanto sottile però è quanto aggiunge Severgnini. E’ altrettanto vero che nella grande maggioranza dei casi il dipendente dedica tempo all’azienda anche quando non è in servizio. Quando si parla di lavoro in pausa-pranzo o alle cene tra colleghi. Quando si pensa al lavoro e addirittura si programma il lavoro prima, la mattina, o dopo, la sera, senza avere “timbrato il cartellino”. Aggiungiamo? Quando un paziente o un conoscente o un collega telefona, magari a casa o sul telefonino personale, e chiede notizie inerenti il nostro lavoro, Aggiungiamo? Quando di notte, nel proprio letto caldo, ci si sveglia e si pensa a quell’intervento o quel paziente…….
Ma tutte queste cose, i giudici del lavoro, le sanno?