Il Decreto Appropriatezza. Da che parte stiamo noi ? Post di Gaetano Lanza.

Il Decreto Appropriatezza. Da che parte stiamo noi ? Post di Gaetano Lanza.

Decreto Appropriatezza 9.12.15

Apprendiamo che si è concluso venerdi scorso la vertenza al Ministero della Salute sul DM Appropriatezza 9 dicembre 2015 (che alleghiamo in sottotitolo per comodità) dopo il caos dei primi giorni di applicazione. Presenti, oltre al ministro Lorenzin, l’assessore dell’Emilia Romagna Venturi in rappresentanza delle Regioni, la presidente della Fnomceo Roberta Chersevani e i presidenti degli Ordini dei Medici di Bari, Filippo Anelli e di Como Gianluigi Spada. Erano assenti i sindacati medici dopo le polemiche per non essere stati convocati direttamente che hanno portato alla decisione dei sindacati di disertare l’incontro. Ma il Ministro ha fatto sapere che li incontrerà questa settimana per “ascoltare e approfondire” le ragioni dello sciopero in programma a marzo.
In un nostro precedente Post di settembre scorso ci siamo già espressi su questo Decreto con parole di apprezzamento per molti versi.

Ecco i punti concordati venerdì:

– Confermare l’obiettivo etico di perseguire con determinazione la massima appropriatezza di tutte le prestazioni sanitarie erogate dal Ssn, sia in regime di ricovero, sia in regime ambulatoriale, sia (soprattutto, aggiungiamo noi) nelle cure primarie, comprese le indagini diagnostiche.

– Attivare un Tavolo congiunto di confronto, con la partecipazione del Ministero della Salute, delle Regioni, della Fnomceo, la quale (attenzione!) potrà avvalersi anche dell’apporto delle Società Scientifiche, al fine di semplificare dal punto di vista organizzativo e prescrittivo ed eventualmente riformulare i criteri di appropriatezza e di erogabilità previsti dal Decreto.

– Coinvolgere i medici nella governance del sistema e delle eventuali criticità nella fase attuativa e applicativa del Decreto.

– Condividere e predisporre una circolare esplicativa con l’obiettivo di garantire l’applicazione omogenea delle disposizioni del Decreto.

– Fare un’adeguata informazione presso i pazienti, anche attraverso specifiche campagne di comunicazione, con l’obiettivo di facilitare la comprensione del contenuto del Decreto e di garantire che i pazienti cronici rimangono salvaguardati dalle vigenti disposizioni.

– Le risorse risparmiate saranno reinvestite nel Ssn, nella direzione dell’appropriatezza clinica e organizzativa.

– Le sanzioni previste dalla legge sono al momento sospese e saranno oggetto di un nuovo Accordo in Stato Regioni, come previsto dall’Intesa del 26 novembre scorso.

Lorenzin ha precisato: “Rimuoveremo tutti gli ostacoli. Per ora niente sanzioni ai medici e non ci sarà nessun superticket per i cittadini. Il decreto mira a realizzare una riforma dell’appropriatezza e non ha finalità economico-contabili, Ma questa riforma va fatta insieme ai medici. Non ci saranno sanzioni per i medici fino a che il Decreto non si svilupperà. E in ogni caso ci sarà un monitoraggio. Se i medici pensano che bisogna fare delle modifiche ce lo devono dire e insieme cambieremo i punti critici. L’importante è avere tutti lo stesso obiettivo: curare i pazienti senza fare sprechi. Daremo noi una mano. Non dev’essere il medico a spiegare il Decreto Appropriatezza. Non ci sarà nessun limite di accesso alle prestazioni. Le patologie croniche non rientrano in questo contesto”.

Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti il Ministro ha chiarito : “Ci siamo dati una serie di appuntamenti tecnici tra Ministero, Regioni e Medici per analizzare tutti gli aspetti da migliorare. Mentre sul piano politico ora convocheremo tutte le organizzazioni sindacali. Chiameremo non solo i medici territoriali ma pure gli ospedalieri per ascoltare le problematiche dell’appropriatezza ma più in generale per confrontarci su come realizzare le riforme del sistema”.

Il Decreto interessa in primo luogo i medici di medicina generale (MMG), che non amano definirsi di base, come mi fece una volta notare un loro Presidente, perché la base prevede l’altezza. E questi nostri colleghi ai quali va tutta la nostra stima sono ancora ben lontani dall’essere d’accordo con il Decreto, ma soprattutto sono ben lontani i loro sindacati. Intanto sono previste manifestazioni di sciopero questo mese e il mese prossimo per questo Decreto.
Aggiunge il Segretario della FIMG Milillo: “Siamo già passati per esperienze simili durante la discussione del Patto della Salute e per altri provvedimenti che riguardavano la professione medica e il SSN, ed è apparsa sempre più netta la prevalenza delle Regioni a far apparire predominanti gli interessi economicisti e locali piuttosto che quelli di sintesi di un comune interesse nazionale.Verificheremo la prossima settimana quanto il Ministro saprà comprendere le richieste dei medici e farle proprie nei confronti del Governo e delle Regioni”.

Ci permettiamo qui pochi commenti, del tutto discutibili.

Il Decreto, essendo noi specialisti di settore, ci interessa molto meno rispetto ai colleghi MMG, e non saremo certo convocati noi al famoso Tavolo nazionale. E poi noi non abbiamo sindacati che ci rappresentano (ahimé) come quelli che rappresentano i MMG. Ma il Decreto ci interessa comunque, perché anche noi prescriviamo, sempre di più, sia perché gli MMG prescrivono sempre meno, sia perché noi stessi come specialisti possiamo e dobbiamo prescrivere negli ospedali. Allora perché non veniamo anche noi convocati? La risposta è semplice. Perché ai famosi Tavoli contiamo poco o comunque molto meno, almeno a quelli nazionali. A quelli regionali, perché poi nel nostro Bel Paese, i Tavoli si aprono o si chiudono a cascata, possiamo contare un po’ di più, come dimostra una personale esperienza in Lombardia, in un Tavolo per l’Appropriatezza diagnostica per le malattie vascolari, in cui però, guarda caso, il target principale era ed è il MMG. Altri esempi non mancano in altre Regioni (Toscana, Emilia, Lazio, Veneto ecc.).

Ma cari colleghi MMG, questo DM sull’ Appropriatezza sarebbe normale, in un Paese normale. Le Linee Guida, le Regole, i Protocolli in Sanità sono indice di progresso, di performance, gli anglosassoni parlano di cost-effectiveness, in un Paese normale. La specie umana lo sa da millenni. Una Società senza regole, che essa stessa si dà con democrazia, scienza e umanesimo, non va da nessuna parte, anzi va da un parte sola, verso il caos. Noi, specialisti di settore, ma di un settore che conta e come, andiamo verso la parte giusta, quella delle Linee Guida e delle Regole, nel rispetto della democrazia intesa come ampia condivisione, della scienza e dell’umanesimo. Perché le regole, alle quali anche Voi non potete e non dovete sottrarvi, hanno come obiettivo principale e irrinunciabile la risoluzione dei problemi, anche dei vostri problemi. Possiamo essere d’accordo sul metodo sanzionatorio che va evitato, ma le regole non vanno evitate. E le vostre regole devono (o dovrebbero) essere anche le nostre regole. In ogni caso, leggendo il Decreto, ci sembra alquanto ragionevole. Su alcuni punti si potrà discutere, per carità, tutto si può migliorare, ma il principio di per sè é più che giusto.

Cara Ministra, la FNOMCEO non ci inviterà a questi Tavoli Ministeriali, anche perché saremmo poi in tanti e troppi. Di sicuro (vogliamo essere ottimisti) parteciperemo a Tavoli regionali. Ai Tavoli Ministeriali però siamo pronti a partecipare, se qualcuno ci convoca, stando dalla parte delle Regole condivise e da condividere, e possiamo portare il nostro contributo e la nostra esperienza che non è poca. Non saremo accanto alla FNOMCEO? Non importa. Avremo altri compagni di viaggio, magari saremo da soli, per parlare con Lei. Deve soltanto darci un po’ di ascolto, anche se non abbiamo sindacati come ce l’hanno i nostri colleghi MMG. Ma come sindacati abbiamo i nostri pazienti. E su molte di queste cose Le siamo vicini.

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