Archivio mensile:aprile 2016

La denuncia di Cittadinanza Attiva. Post di Gaetano Lanza.

La denuncia di Cittadinanza Attiva. Post di Gaetano Lanza.

Abbiamo più volte scritto, come in uno dei post più recenti, “ma i cittadini lo sanno?”, conoscono i mille problemi, burocratici, aministrativi, ma soprattutto di riduzione delle risorse che incontrano i medici nella loro quotidianità?
Con piacere constatiamo l’iniziativa di Cittadinanzaattiva e in particolare la mobilitazione nazionale promossa prevista per il 4 maggio, alla base della quale potrebbe stare questa “denuncia” che riportiamo qui di seguito.
Il 4 maggio si celebra la giornata europea dei diritti del malato con a Bruxelles un evento istituzionale e in contemporanea in Italia una mobilitazione nazionale quindi una manifestazione simbolica a Piazza delle Cinque Lune, Roma dalle 10.30 alle 12.00 e 90 iniziative in tutta in Italia realizzate da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.
Ovunque noi siamo, ricordiamolo.

Salute e Def 2016. Tutto quello che non hanno detto ai cittadini.
di Tonino Aceti (Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva)
«Basta tagli al Servizio sanitario nazionale… la Sanità ha già dato…» questo è quello che leggiamo ogni giorno sui giornali. Quello che invece accade nella realtà, cioè quello che si decide con leggi dello Stato, Intese e Accordi Stato Regioni, e che si nasconde ai cittadini, va proprio nella direzione opposta. Il Servizio sanitario pubblico continua costantemente a dare e ad essere sacrificato da Governo e Regioni per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica con il risultato di un aumento costante della rinuncia alle cure, riduzione dei servizi, aumento dei costi per i cittadini, compressione delle tutele e del perimetro dei diritti del malato, aumento delle disuguaglianze.
È purtroppo quanto previsto anche nel Documento di Economia e Finanza 2016 passato al vaglio del Parlamento.
Il Def ci dice chiaramente che i cittadini avrebbero potuto contare su 8,5 miliardi in più per il finanziamento del Ssn per gli anni 2017-2018 e invece niente. La causa? Tutte le Regioni, con il consenso del Governo, in tempi record (circa 40 giorni) con Intesa Stato-Regioni 11 febbraio 2016, hanno deciso di far pagare ancora una volta e solamente al Ssn il conto salato del loro “contributo alla finanza pubblica” previsto nell’ultima Legge di Stabilità. Auspicavamo che quanto già accaduto nel 2015 non si reiterasse e invece ci risiamo. Eppure con 3,5 mld di euro in più nel 2017 e 5 mld in più nel 2018 avremmo potuto rispondere ad alcuni importanti bisogni dei cittadini, ad oggi insoddisfatti, come migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari e ridurre il tasso di rinuncia alle cure attraverso l’abrogazione del super ticket per il quale servirebbero poco più di 800 milioni di euro l’anno. E ancora: rifinanziare per il 2017 e 2018 il fondo per i farmaci innovativi nella misura di almeno 1 miliardo, ad oggi ancora senza uno stanziamento. Per non parlare del fatto che con solo 1 mld in più avremmo potuto raddoppiare l’attuale livello di investimento nazionale nella prevenzione rivolta alle persone e sbloccare anche il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale, visto che il precedente è fermo al 2014. Invece con solo 21 milioni di euro all’anno potremmo garantire su tutto il territorio nazionale l’erogazione gratuita degli alimenti aproteici (oggi a carico dei pazienti) per ritardare il più possibile l’ingresso in dialisi. Altri importanti interventi, inoltre, si sarebbero potuti fare sul personale sanitario, sull’edilizia sanitaria, sull’ammodernamento del Ssn e per il rilancio dell’assistenza sanitaria territoriale.
E invece niente. Il Def decide di fissare il finanziamento del Ssn nel 2018 (114.998 milioni euro) persino ad un livello più basso di quanto il Patto per la Salute aveva previsto per il 2016 (115.444 milioni euro), in un contesto economico-finanziario più difficile di quello attuale.
Insomma, se si fosse voluto, si sarebbe potuto contare su più risorse per il Ssn. Come? Le Regioni, in accordo con il Governo, avrebbero potuto scegliere di far pagare il conto del loro contributo alla finanza pubblica, almeno per una parte, ad altre voci di spesa pubblica diverse da quella sanitaria e sulle quali ad oggi non possiamo certamente dire di aver raggiunto lo stesso livello di efficienza, controllo e trasparenza. Basti pensare che il Rapporto CREA Sanità 2015 ci dice che ad esempio i 2,3 mld di tagli lineari apportati al Fondo sanitario 2015 sarebbero equivalsi al 5,7% delle spese correnti non sanitarie delle Regioni. Un’altra strada quindi era ed è possibile, bisogna avere il coraggio di intraprenderla, anche gradualmente e questa è una scelta innanzitutto politica. La «spending» non si può fare solo sul Ssn!
Finalmente però l’opacità con la quale si sta gestendo la partita della determinazione delle risorse per il Ssn, è stata affrontata anche dal Parlamento in occasione della discussione del Def. La Commissione Affari Sociali, nel suo parere al Documento, segnala giustamente «l’esigenza di sottoporre al vaglio del Parlamento la determinazione dell’entità delle risorse da erogare al Ssn in sede di approvazione della legge di stabilità, senza rinviarla alle intese in sede di Conferenza Stato-Regioni….». Chiediamo che questo monito della Commissione sia implementato da subito.
Anche sul fronte della spesa il Def 2016 sceglie una strada chiara, purtroppo molto preoccupante, e cioè quella di un decrescente livello di investimento nel Ssn per i prossimi anni. Non solo è programmata per il triennio 2017-2019 una minor spesa rispetto a quanto previsto con il Def 2015, ma anche un rapporto spesa sanitaria/Pil che passa dal 6,8% del 2016 al 6,5% del 2019, valore quest’ultimo indicato dall’Oms come valore limite al di sotto del quale si intacca la salute dei cittadini e la loro aspettativa di vita.
Ma non basta. Alle preoccupanti scelte sul fronte del finanziamento e della spesa per il Ssn se ne aggiunge un’altra. Il Def, nella sezione “Programma nazionale delle riforme”, considera attuato e persino “rafforzato” già a dicembre 2015 il Patto per la Salute, e cioè quel programma di riforma e di innovazione del Ssn che avrebbe dovuto (se attuato) almeno in parte controbilanciare gli effetti negativi legati al suo definanziamento costante.
Per quanto ci risulta ad oggi il Patto è ben lontano dall’essere stato attuato e il considerarlo invece come tale ci preoccupa molto.
Siamo quindi arrivati al limite. È ora che il Governo e le Regioni dimostrino nei fatti, e non solo con le parole, di voler proteggere la salute di tutti noi, attraverso una sanità pubblica in grado di farsi carico dei nostri bisogni di salute. Proprio per questo il 4 maggio tutto il nostro Movimento sarà impegnato in una mobilitazione nazionale “Io rispetto il Patto” a tutela dei diritti del malato e del Ssn.

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Dimmi cosa mangi, e ti dirò…..Post di Gaetano Lanza.

nutrigenomica
Dimmi cosa mangi, e ti dirò…..Post di Gaetano Lanza.

Dimmi cosa mangi e ti dirò……chi sei, o per lo meno come diventerai, o per lo meno se avrai un infarto miocardico o il diabete o un ictus o una gangrena al piede. E’ una frase effetto che ora ha un fondamento scientifico. Il fondamento ha diversi nomi, che indicano una stessa direzione; si chiama nutrigenomica, metabolomica, microbiomica, transcriptomica, proteomica, lipidomica e tutte le “omica” che si interessano di dieta, assorbimento intestinale, epigenetica, dismetabolismi, malattie cardiovascolari e quant’altro. Aspetti questi che solo qualche anno fa non si prevedevano. Tutto questo grazie ai progressi enormi che ogni settore in questa area ha potuto registrare per cui integrando le varie ricerche si è giunti o si giungerà presto a relazionare per ognuno di noi il materiale e la sua espressione genetica con le variabili dietetiche e digestive con la microbiotica intestinale con l’equilibrio/disequilibrio metabolico con la Precision Medicine o Medicina Personalizzata con processi oncogenetici con infine anche la salute/malattia delle nostre arterie e così via. Universi in apparenza paralleli che sono in fondo uno stesso universo. Linkiamo, per chi ne avesse voglia e soprattutto pazienza, un articolo comparso tre giorni fa sulla prestigiosa Rivista Circulation dell’AHA e un manifesto relativo di AHA e ASA.
Anche il nostro universo, quello del chirurgo vascolare, chissà che un giorno non si congiunga con quelli paralleli del nutrizionista, genetista, microbiologo, bioingegnere, oncologo ecc. Un sogno? Forse una necessità. Se vogliamo davvero capire. Se vogliamo davvero curare. Se vogliamo davvero prevenire le malattie vascolari. Probabilmente l’Età Moderna per combatterle radicalmente non è ancora iniziata.

Centrali d’Acquisto. Vogliamo esserci. Post di Gaetano Lanza.

Centrali d’Acquisto. Vogliamo esserci. Post di Gaetano Lanza.

Lettera Assobiomedica per ARCA Lombardia 230316

PROGRAMMA PRELIMINARE GISE ACTIVITY DATA

normativa-acquisti-trasparenti

Ci risiamo. L’argomento, che sta a cuore ai nostri amministratori e “fornitori”, ma soprattutto ai politici, economisti e cosiddetti specialisti dei conti pubblici, ogni tanto torna alla ribalta (ma non troppo). Questa volta è l’ARCA, la Centrale d’Acquisto Regionale Lombarda, che, quasi in una sorta di gara tra Centrali a chi fa prima e a chi fa meglio ( o peggio, dipende dal punto di vista), si porta avanti sui bandi di gara per “stent coronarici, periferici e uretrali”.  Giovedì us 14 aprile presso Palazzo Pirelli ARCA ha presentato “le evidenze emerse dal dialogo tecnico relativo all’iniziativa”. Cercheremo di saperne di più.  Anche perchè finora la nostra Società Scientifica è stata “risparmiata”, almeno ufficialmente. Perché lo sappiamo? Perché l’avviso era pubblico sul sito di ARCA e perché Assobiomedica ci ha invece informati. Assobiomedica, con cui il rapporto di collaborazione da parte di SICVE non è certo recente, ha inviato una Lettera per conoscenza al nostro Presidente, che si allega.  Se ricordate con Assobiomedica e con molte Società Scientifiche e Associazioni Pazienti si era pubblicato persino un Manifesto.

Di tutto questo ci siamo già occupati. Vedi ultimo post “La siringa nazionale e la protesi nazionale” pubblicato il 24 gennaio u.s. Ma certo non ci siamo occupati abbastanza. Bisognerà fare qualcosa di più. Anche perché come avevamo scritto nel Post di gennaio “per la siringa famosa o il servizio mensa è un conto, per la protesi aortica ( o lo stent) è un altro conto. E non crediamo che la siringa nazionale sia equiparabile come concetto alla protesi aortica nazionale. Questo è bene che i nostri Soggetti Aggregatori lo sappiano bene. Altrimenti è nostro compito informali bene.”

Il nostro Presidente e il Consiglio Direttivo sono fortemente decisi. Comunicheranno ufficialmente alle famose Centrali e famosi Soggetti Aggregatori (con delibera ANAC n.58 del 22/07/2015 sono stati accreditati 33 Soggetti Aggregatori di cui:  Consip, 19 Centrali di Committenza Regionali, 2 Province Autonome, 2 Province, 9 Citta metropolitane) che la SICVE è pronta, anzi ansiosa, di fare la sua parte.  Nella Normativa, ricordiamolo, è specificato: “ Definizione di modalità di coinvolgimento del mondo clinico-scientifico e del mondo dei produttori-fornitori su obiettivi, indirizzi e scelte.

Alcune (forse poche) Società Scientifiche si stanno muovendo. Il GISE ad esempio. Alleghiamo il Programma Preliminare di un Convegno GISE molto interessante. Prendiamone spunto. Facciamo anche noi qualcosa. Sui risultati è legittimo lo scetticismo. Ma una cosa è certa. Non possiamo stare a guardare mentre tutto passa quasi solo nel chiuso di poche stanze di pochi decisori economisti che decidono la “cosa pubblica” e soprattutto decidono quali anelli devono  essere non appesi alle orecchie, qualcuno direbbe ai nasi, bensì ficcati dentro nei cuori e nelle  arterie dei nostri (aggettivo sottolineato) pazienti.

Ma i nostri cittadini lo sanno? O sono stati troppo intenti finora a decidere sulle estrazioni di petrolio in mare ?

Nuove Linee Guida SICVE. Altri due capitoli. Post di Stefano Camparini, Antonio Freyrie e Gaetano Lanza.

Nuove Linee Guida SICVE. Altri due capitoli. Post di Stefano Camparini, Antonio Freyrie e Gaetano Lanza.

Appena licenziati dal CD SICVE altri due capitoli delle Linee Guida SICVE, quello su “Patologia aneurismatica dell’aorta infrarenale, aneurismi viscerali e aneurismi periferici” e quello su “Vasculiti sistemiche”, che completano e si aggiungono ai ben otto capitoli già editati a settembre u.s. e consegnati a ottobre u.s. al Congresso SICVE di Milano. A giorni questi nuovi due capitoli saranno disponibili sul sito della Società www.sicve.it e sulla Rivista della Società- Italian Journal of Vascular Endovascular Surgery- con edizione Marzo 2016. Ringraziamo i Coordinatori dei due Capitoli, Carlo Pratesi e Pietro Rispoli, i numerosi Autori (capitoli impegnativi) e le Società Scientifiche che hanno collaborato fornendo alcuni co-Autori, come la SIAARTI e la SIAPAV. Sottolineiamo questo valore aggiunto delle LG SICVE: la collaborazione e condivisione con altre figure professionali che hanno affiancato il chirurgo vascolare-endovascolare italiano e quindi collaborazione e condivisione di SICVE con altre Società Scientifiche. Ringraziamo anche il Consiglio Direttivo SICVE per la Revisione effettuata.

Riportiamo qui di seguito in anteprima la Presentazione a questa Edizione.

La SICVE conferma, con la edizione di questi due importanti capitoli, il suo impegno nel farsi guida della Chirurgia Vascolare Italiana, producendo Linee di comportamento specialistiche, adatte alla realtà del nostro Paese. 

I naturali fruitori di questa mastodontica opera, particolarmente voluta da questo Consiglio Direttivo, sono non solo i Soci, ma anche altre figure professionali di diversa competenza e, non da ultimi, i medici di medicina legale. È di recente approvazione, infatti, la nuova legge sulla responsabilità professionale che prevede una depenalizzazione di un atto medico contestato, se eseguito nel rispetto delle Linee Guida. Ricordiamo che la stesura di linee guida complete e dettagliate non vuole essere mai un atto conforme alla nuova e tanto contestata “medicina difensiva” ma una tutela del nostro comune fine ultimo che è la Salute del Malato, secondo un principio sempre più moderno che è quello che vede al centro delle nostre scelte il Paziente come Uomo e non solo la sua Malattia.

Siamo Lieti di condividere con Voi il risultato del nostro lavoro con questi due nuovi Importanti Capitoli sulla “Patologia aneurismatica dell’aorta infrarenale, aneurismi viscerali e aneurismi periferici” e quello sulle “Vasculiti sistemiche”.

La metodologia adottata dagli Autori è stata per il primo, come per gli otto precedenti capitoli, quella dell’ACC/AHA (American College of Cardiology/American Heart Association), mentre per il secondo quella dell’US Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ, già AHCPR).

Gruppi Ospedalieri e Universitari hanno parimenti contribuito all’opera seguendo criteri di multiprofessionalità, autorevolezza, innovazione e dinamicità.

Come in tutte le Linee Guida ritenute valide, la “evidence based Medicine” anche in questo caso si è coniugata con l’esperienza e la competenza degli Autori, al fine di poter fornire testi e raccomandazioni ritenute utili a suggerire, mai a vincolare, le indicazioni per la buona pratica clinica, con un occhio rivolto soprattutto al concetto sempre più attuale della personalizzazione della scelta clinica e con una attenzione particolare alla continua innovazione tecnologica della nostra specialità.

La SICVE sarà particolarmente attenta e si adopererà dai livelli istituzionali al pocket per garantirne la diffusione più ampia, l’aggiornamento, il rispetto e l’applicazione.

Un particolare ringraziamento va ai Coordinatori, Autori, Revisori ed all’Editore per il prezioso e proficuo lavoro.

Il Presidente SICVE

Nicola Mangialardi

Il Comitato per le Linee Guida SICVE

Stefano Camparini, Antonio Freyrie, Gaetano Lanza

Roma, aprile 2016”

 

Nuove assunzioni per i Nuovi Orari ? Post di Gaetano Lanza.

Nuove assunzioni per i Nuovi Orari ? Post di Gaetano Lanza.

Circolare del Ministero

Il punto interrogativo è d’obbligo dopo la Circolare che il Ministero della Salute ha inviato alle Regioni e Province Autonome nelle persone dei DG Sanità e che alleghiamo.
Qui di seguito alcuni punti della Circolare che più interessano:

Le Regioni e le Province Autonome, nel rispetto della cornice finanziaria programmata e delle disposizioni vigenti in materia del costo del personale sopra riportate, trasmettono il piano di definizione del fabbisogno del personale di cui al citato comma 541, lettera b), entro il 29 febbraio 2016, dando evidenza alle seguenti informazioni:
1) fabbisogno di personale necessario all’applicazione della legge n. 161/2014, con particolare riferimento alle aree dell’emergenza urgenza e della terapia intensiva;
2) fabbisogno di personale correlato alla riorganizzazione della rete ospedaliera e di emergenza urgenza effettuata ai sensi del DM n. 70/2015.

…..adottano il provvedimento generale di programmazione di riduzione della dotazione dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del Servizio sanitario regionale nonché i relativi provvedimenti attuativi. Le regioni sottoposte ai piani di rientro, in coerenza con quanto definito dall’articolo 1, comma 4, del medesimo decreto, adottano i relativi provvedimenti nei tempi e con le modalità definiti nei programmi operativi di prosecuzione dei piani di rientro

…..predispongono un piano concernente il fabbisogno di personale, contenente l’esposizione delle modalità organizzative del personale, tale da garantire il rispetto delle disposizioni dell’Unione europea in materia di articolazione dell’orario di lavoro

……qualora si evidenzino criticità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, possono ricorrere…. a forme di lavoro flessibile

…..gli enti del Servizio sanitario nazionale possono indire, entro il 31 dicembre 2016, e concludere, entro il 31 dicembre 2017, procedure concorsuali straordinarie per l’assunzione di personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, necessario a far fronte alle eventuali esigenze assunzionali emerse in relazione alle valutazioni operate nel piano di fabbisogno del personale secondo quanto previsto

…….gli enti del Servizio sanitario nazionale, oltre alla prosecuzione dei rapporti di cui al precedente periodo, sono autorizzati a stipulare nuovi contratti di lavoro flessibile esclusivamente ai sensi del comma 542 fino al termine massimo del 31 ottobre 2016….

Altri punti interrogativi.
Che cosa hanno fatto o stanno facendo i nostri DG nelle varie Regioni?
Che cosa possiamo fare noi professionisti sanitari, o noi come Società Scientifica dopo questa Circolare?
Perché queste cose le sanno in pochi, o solo i nostri manager?
Cosa è successo dopo il clamore iniziale dell’entrata in vigore della famosa Normativa?
Dimentichiamo così facilmente e ci adattiamo e la nostra passività non ha davvero limiti?
Oppure, che è ancora peggio, e questo é il nostro timore, non sappiamo o non possiamo far niente?