La donazione di SICVE ai terremotati. Un gesto, una testimonianza. Post di Gaetano Lanza.

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L’aveva promesso il nostro Presidente. Sabato 8 ottobre, a poco più di un mese dal tragico sisma, mentre la terra non si è ancora stancata di tremare, a nome di tutta la SICVE, a nome di tutta la chirurgia vascolare italiana, di buon mattino si è recato ad Amatrice e ha consegnato tra le macerie, tra le speranze, tra gli abbracci come mostra la foto, nelle mani delle autorità locali un ecodoppler.

La donazione di 25.000 euro della SICVE , promossa e sostenuta anche dal Collegio dei Primari Ospedalieri di Chirurgia Vascolare e dal Collegio dei Professori Universitari Ordinari, ha trovato sensibile la Samsung che ci ha messo il resto per offrire l’apparecchio ecodoppler del valore complessivo di 78.500 euro.

Un gesto concreto, una donazione, a conferma della concretezza e generosità di una Società, che non fa solo parole, ma anche fatti, in situazioni come questa in cui servono fatti e non parole.

Altre volte, poche per la verità, ci siamo permessi di apprezzare la SICVE, qualche volta ci siamo permessi anche di criticarla, per stimolarla, non per altro, ma questa volta giù il cappello. Siamo fieri di esserne Soci.

Noi della SICVE non navighiamo certo nell’oro, ma abbiamo un cuore grande e generoso e anche quel poco, risparmiando da qualche altra parte, perché la coperta si restringe sempre di più, sappiamo donarlo.

Un gesto anche simbolico. Un gesto che testimonia la vicinanza alla gente che soffre. Il chirurgo vascolare non vuole essere il superspecialista bunkerato nella sua torre d’avorio ospedaliera che riceve con i guanti i pazienti, ma è pronto ad andare tra la gente che soffre e a rimboccarsi le maniche se necessario. Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un post sul nuovo modello che viene da UK di alleanza e concordanza tra medico e paziente. I chirurghi vascolari italiani questa alleanza con questo gesto la confermano, così come l’hanno sempre confermata e lo confermeranno ogni volta che oltre a fare il proprio dovere hanno fatto e faranno un gesto di pietà e solidarietà verso il paziente.

Ci viene in mente una frase. Preferisco fare errori nella gentilezza e compassione che miracoli nella cattiveria e durezza. La regalò chi di miracoli se ne intendeva perché ora è Santa. E’ Santa Maria Teresa di Calcutta.

 

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