Archivio mensile:febbraio 2017

Furbetti del cartellino. E se fosse colpa del cartellino? Post di Gaetano Lanza.

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Rimborsi a ex specializzandi. Nuvole all’orizzonte. Post di Gaetano Lanza

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Il famoso Ddl 2400 che prevede l’accordo tra lo Stato e gli specialisti ’78-2006 rischierebbe seriamente uno stop. Molti, compresa Consulcesi, avevano espresso pareri favorevoli all’indennizzo “governativo” transattivo proposto nel testo, ma adesso esprimono diverse perplessità sulle ultime modifiche proposte e soprattutto sull fatto che si preannunciano tempi lunghi di discussione  e quindi minaccia dei termini di prescrizione. Non abbiamo la percezione che vi sia una forte volontà ad approvare questo provvedimento in tempi rapidi ma stiamo facendo di tutto per offrire soluzioni alla vertenza” – così si è recentemente espressa la senatrice della Commissione Sanità Nerina Dirindin.

I nuovi indirizzi della Commissione Sanità tendono a restringere la platea dei beneficiari ai soli immatricolati  ‘83-‘91, per i quali la direttiva UE impone l’adeguamento, e non al gruppo ‘93-‘06 e nemmeno agli immatricolati ante-‘83 che, per gli anni dall’83 in poi, potrebbero anch’essi essere rimborsati, secondo una sentenza della Cassazione .
In merito alle categorie quindi “escludibili” (per le quali però ci sono anche emendamenti che aprono alcune speranze) -prosegue la senatrice – “ci siamo attenuti alle indicazioni della direttiva UE, sottolineando l’urgenza di chiudere il capitolo degli ex specializzandi del periodo ‘83-‘91. In particolare, il gruppo ‘93-‘06 è tutelato da leggi e sentenze specifiche….. vorremmo offrire una soluzione rapida, capace di tutelare tutti gli ex-specializzandi interessati dalla direttiva UE, indipendentemente che abbiano fatto ricorso o meno alla Magistratura”
Un ultimo emendamento a firma Dirindin- Granaiola propone gli indennizzi a 7 mila euro annui per tutti gli aventi diritto.

Ma iI vero timore, il nuvolone minaccioso all’orizzonte, sarebbe relativo proprio ai lunghi tempi di approvazione della legge per cui potrebbero subentrare i termini di prescrizione. Cosa vuol dire?

Nello specifico, la prescrizione del diritto è iniziata a decorrere dal 20 ottobre 2007, data in cui l’obbligo di attuare la direttiva UE è cessato. Pertanto, il termine decennale di prescrizione scadrebbe il prossimo 20 ottobre 2017, che è già domani. E’ bene però precisare che per il gruppo ‘93-‘06, per il quale manca ad oggi una norma attuativa che regolarizzi la loro situazione, è probabile che la prescrizione non sia ancora iniziata a decorrere.

Intanto sappiamo, ed a tutti noto, che alcuni ex specializzandi immatricolati nel periodo ’83-’91 che hanno fatto ricorso hanno ottenuto il rimborso. Siamo contenti per loro.

Nel frattempo con un comunicato all’AdnKronos Salute dell’ 8 febbraio il Codacons, Associazione Consumatori, che ha avviato una serie di ricorsi collettivi, ottenendo finora (pare) oltre 100 milioni di euro di indennizzi complessivi per circa 3.000 camici bianchi ha diramato un annuncio secondo il quale ” i medici italiani che hanno frequentato i corsi di specializzazione tra gli anni 1991/92 e 2005/06 devono attivarsi entro il 7 marzo per recuperare le retribuzioni non corrisposte dallo Stato; dopo questa data scatterà infatti la prescrizione. ” Ciò sembrerebbe in contrasto con quanto abbiamo scritto sopra.

Insomma ancora grande è purtroppo l’incertezza, la confusione sotto il cielo, dove si affacciano nuvole nere all’orizzonte, quelle solite della politica del nostro Bel Paese.

 

La bufala (sanitaria) corre in rete. Post di Katrin Bove.

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La falsa informazione non è nata con internet. Ma non c’è dubbio che mai nella storia era stato così facilmente a disposizione di tanti un mezzo di informazione e quindi, giocoforza di dis-informazione, quale la rete.

La disponibilità di software di semplice utilizzo che consentono l’attivazione e la gestione di siti permette a chiunque di improvvisarsi autore. La distribuzione planetaria di internet è l’ulteriore elemento che da un lato rende complicata la sorveglianza dei testi, dall’altro ne accelera la diffusione in maniera incontrollata. E’ proprio la salute uno degli argomenti maggiormente ricercati in rete: indagini di fonte Usa sostengono che perlomeno otto utenti su dieci vanno on line per lo scouting di notizie medico-veterinarie.

Non è semplice la soluzione a questo portato dell’oclocrazia dominante, il governo della moltitudine e dell’espressione diretta che è il principale nemico di un corretta forma di governo del popolo, che si affida alla intermediazione, in questo caso medici e giornalisti specializzati. Di sicuro, una eventuale soluzione passa per il controllo sui gestori del web, chiamati a collaborare e insieme a essere tenuti, anche coercitivamente, al rigore. Passa, inoltre, per la massima allerta da parte dei medici e dell’intero personale sanitario che dovrebbero essere preparati a rintuzzare gli “assalti” dei pazienti dis-informati dal web. E passa anche per un maggiore impegno sul fronte della qualità della catena informativa tradizionale: editori e giornalisti prima di tutto. Ma anche committenti pubblicitari, chiamati a sostenere i mezzi di comunicazione doc piuttosto che sovvenzionare a pioggia attività di varia natura.

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La Rete delle Chirurgie Vascolari del Nord Ovest. Post di Gaetano Lanza.

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E’ il 3 febbraio 2017. Siamo in una delle stupende sale nobili del Castello del Valentino, nel polmone verde del famoso Parco torinese, dove aleggia ancora lo sfarzo di Cristina di Francia, diventata nella prima metà del ‘600 a soli 13 anni moglie di Amedeo I di Savoia. Claudio Novali, chairman OGP (Organismo Geneticamente Predisposto), spiega ad un pubblico di colleghi chirurghi vascolari, radiologi, cardiologi, diabetologi, medici di medicina generale, e soprattutto giovani il perché.

Il perché di questa Rete, che per motivi di buon vicinato e tradizione è e dovrà essere oltre che del Piemonte (presenti tutti i Piemontesi, Presidente Eletto Nessi compreso) anche della Valle d’Aosta e della Liguria, quindi del Nord Ovest. Flavio Peinetti (ricordiamo che la Casa era quella di Savoia-Aosta) tiene subito a rimarcare (in un certo senso a rivendicare) che di Rete si tratta ma di Rete Nazionale, così come è stato ed è nell’intenzione di SICVE.

Sgombriamo quindi subito ogni ipotesi o idea di secessionismo. Anzi l’idea è quella insita nei famosi Documenti SICVE sulla proposta di Rete delle Emergenze-Urgenze già condivisa ma da riprendere con Agenas e di Messa in Rete dei Centri di Chirurgia Vascolare sul territorio nazionale, quindi Regione per Regione.

La Rete delle Chirurgie Vascolari in Italia sarà il prossimo futuro e uno dei principali obiettivi della SICVE. In Piemonte è già il presente. Anzi in Piemonte e Valle d’Aosta e d’ora in poi anche in Liguria (presenti anche Celoria, Colotto, Gori, Marabotto, Simoni,  e altri, mi scuso se non menziono altri). E come ogni Rete, anche la Rete Vascolare, farà parte di una Rete più ampia nella quale entrano le altre Reti di Patologie, alle quali si è fatto cenno a Torino, Rete Infarto, Rete Ictus, Rete diabete ecc. Ma perché il paziente è già in sè una Rete di queste patologie. Si chiama anche Medicina della Complessità.

Il Focus e l’obbiettivo più immediato e concreto, è stato dichiarato, e lo si legge dal Programma allegato, è la prevenzione dell’amputazione d’arto conseguente all’ischemia critica. Una stuola di giovani chirurghi vascolari hanno illustrato e condiviso con i meno giovani le tecniche chirurgiche tradizionali (TEA compresa) ed endovascolari, le novità, il potenziale a disposizione, compresa la ricerca sulle terapie rigenerative. E in un’aula accanto c’era una postazione dove ognuno poteva rilasciare uno spot televisivo con una sua idea innovativa. Un vero e proprio corner dell’Officina delle Idee.

Si fa sul serio. Lo dimostra il fatto che ad un certo punto è giunto l’Assessore Regionale alla Sanità Saitta, che i nostri amici della Rete del Piemonte andranno a “rompere” perché, in fondo, come ha detto Saitta, si sta facendo un piacere al sistema e soprattutto ai pazienti. Si metterà mano ad un Documento di PDTA che era già stato preparato, come ha illustrato brevemente Ferruccio Ferrero e che la Regione Piemonte e poi anche Valle d’Aosta e Liguria condivideranno in un Tavolo Tecnico allargato e multi rappresentativo (di Rete appunto), adatteranno e adotteranno nel prossimo Piano Sanitario Regionale ( ci si augura).

Che dire?

Diciamo solo che la SICVE ringrazia perchè in quel nord ovest si sta facendo sul serio quello che la nostra Società vorrebbe e vuole che si faccia sul serio nel resto della penisola e delle isole.

Tentativi simili sono stati fatti anche in qualche altra Regione (Lombardia, Emillia Romagna, Toscana ecc.). Occorre un coordinamento nazionale e questo sarà tra i compiti dell’attuale Presidenza e Direttivo. Che i nostri nuovi Referenti Regionali, tutti, prendano esempio, ma soprattutto appunti e impegni sulle proprie agende di lavoro. Ma che si vada tutti in una sola e unica direzione. Per favore.