La nostra pagella OCSE. Post di Gaetano Lanza

Pagella Italia.

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, in inglese OECD  (Organisation for Economic Co-operation and Development, in francese OECD ( Organisation de Coopération et de Développement Economiques (OCDE), organizzazione internazionale di studi economici per Paesi sviluppati (35 attualmente), con governi democratici e con libero mercato, ha di recente consegnato le “Pagelle” a 29 di questi Paesi, compresa l’Italia (vedi sopra).

Il Regno Unito eccelle per l’accesso alle cure, ma è mediocre per qualità di servizi e nel settore della prevenzione. La Francia è buona per l’accesso alle cure, e la qualità dei servizi, ma deve fare di più in prevenzione e cure primarie. La Germania è più o meno come la Francia e deve investire meglio in risorse dedicate alle patologie croniche degli anziani. La Spagna è migliorata negli ultimi anni ed è salita molto in graduatoria, quindi bene. Ha però pochi infermieri. La Grecia è scesa in graduatoria all’ultimo posto, la spesa pubblica è diminuita del 32% in questi ultimi anni, la crisi economica ha avuto risvolti negativi sull’assistenza e la prevenzione. Il Giappone è ai primi posti, con aspettativa di vita più lunga nei Paesi dell’OCSE (l’Italia è al secondo posto per questo aspetto), la spesa sanitaria è aumentata più rapidamente che in altri paesi, il principale difetto: fa troppa leva sul settore ospedaliero, ha in percentuale il numero più alto di posti letto per abitante.

E l’Italia? Per l’Italia sono cinque le criticità secondo l’OCSE.

Prima tra tutte e la più grave è la discrepanza tra Regione e Regione nell’offerta dei servizi e nei parametri di efficienza sia in assistenza che in prevenzione. Secondo, prescriviamo troppi antibiotici. Terzo, invecchiamo troppo, aumentano di conseguenza le malattie croniche e non le curiamo a sufficienza. Anche i ricoveri per le malattie croniche sono inferiori alle reali necessità. Quarto, l’obesità infantile è in crescita pericolosa. Quinto, è vero che il consumo di alcool in media risulta ridotto, ma è aumentato significativamente tra i giovani.

Quali ricette indica l’OCSE per noi.

Bisognerebbe soprattutto garantire una sanità più omogenea sul territorio nazionale, sostenendo le Regioni più deboli (in genere del sud) e aiutandole a far migliorare gli indici di performance. Poi in generale per tutte le Regioni, promuovere e sviluppare nuovi modelli di cure primarie per le malattie croniche e degli anziani e migliorare sia in prevenzione soprattutto nelle fasce giovanili, che in appropriatezza prescrittiva soprattutto per gli antibiotici.

Con l’autorevolezza della cattedra che ha distribuito le pagelle, i nostri dati in possesso ma anche le nostre semplici sensazioni non possono che concordare. Come studenti diligenti facciamo pure i compiti a casa, se non vogliamo la bocciatura la prossima volta. Anche noi, nel nostro settore della prevenzione e della cura delle malattie vascolari, è bene che lavoriamo sodo proprio in quei punti che sono le nostre piaghe d’Egitto: la sperequazione tra regione e regione e l’impiego più ottimale delle risorse soprattutto in tema di malattie croniche in aumento per l’invecchiamento esponenziale della popolazione. Soprattutto, le Regioni più efficienti servano da modello a quelle meno, senza pregiudizi, senza rancori, con l’intelligenza dell’umiltà di chi si rimbocca le maniche da un lato e la lungimiranza di chi si siede al tavolo per esporre i propri dati e sistemi conscio del fatto che ci sono sempre margini per poter migliorare assieme.

Crediamo che l’OCSE ci stia dando oltre alle pagelle i compiti e le lezioni. Il nostro Direttivo farà i compiti a casa con l’aiuto fondamentale dei Referenti Regionali che a loro volta faranno i compiti a casa e si confronteranno tra di loro. Come studenti diligenti cercheremo di migliorare, perché solo chi è stupido crede di non poter o dover migliorare.

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