Archivio mensile:ottobre 2017

Tutti a Bologna. Post di Gaetano Lanza.

Socc’ mel, ragazzi!

Pare che da queste parti anche Guglielmo Marconi, come riporta un testo di Andrea Mingardi, esclamò un bel: “ Socc’mel, funziona al zavai!” che tradotto pare significhi “Perbacco, questa roba funziona!” riferito alla radio.

Socc’mel! Tra pochi giorni a Bologna Palazzo dei Congressi Zona Fieristica si terrà il raduno del grande popolo dei chirurghi vascolari endovascolari d’Italia per celebrare il XVI Congresso Nazionale della SICVE dal 23 al 25 ottobre.

Qui non vogliamo parlare del Congresso “scientifico”. Che comunque merita e basta dare un’occhiata al Programma che alleghiamo e che si trova anche in sicve.it

Congresso SICVE Bologna 2017

Qui vogliamo brevemente parlare dell’importanza del raduno. E’ la festa annuale della SICVE. E’ il momento culminante e travolgente di chi si riconosce nella SICVE e di chi riconosce la SICVE. Chi crede che la SICVE sia una grande famiglia, chi ama la chirurgia vascolare endovascolare, chi la sente come la grande casa comune, chi chi chi chi …..non può non esserci. Una confidenza. Personalmente potrei non andare a qualunque altro evento nazionale o internazionale, ma a questo proprio non potrei mancare. E’ un segno, una prova, una conferma di appartenenza. Ci si incontra tutti. Magari per un attimo, una stretta di mano, un saluto veloce, un mancato saluto. Ma è bello esserci. E’ necessario esserci. Non importa se si sale sul palco e si parla. C’è chi si offende se non è invitato a parlare o a discutere: “Proprio io, che me ne intendo, non sono stato invitato tra i relatori ?” oppure “Ma io dove sono nel programma? Dove mi hanno messo quest’anno?”. Il nostro Presidente è da mesi che trova posti, incasella, controlla se è rimasto fuori qualcuno dal Programma. Tranquillo, Presidente! Qualcuno sarà rimasto fuori lo stesso mentre qualcun altro relaziona o modera una volta in più o magari su qualcosa non di proprio gradimento. E’ pressocchè impossibile emulare Massimiliano Cencelli, anche perchè siamo in tanti…..ma meno male!

E poi, la Segreteria Organizzativa, bisogna preparare tutto nei particolari, per il desk, per le aule, le cene (quest’anno la cena sociale, mi raccomando, dobbiamo esserci tutti, come una famiglia al pranzo di Natale).  E le Aziende, che permettono l’evento, altrimenti non si farebbe. Sono contente?

Socc’mel, ragazzi. Ogni anno che fatica e sempre più fatica! Abbiate pazienza se proprio tutto non è perfetto. Nessuno è perfetto. Non spariamo sulla Croce Rossa!  Dopo tutto l’importante è davvero partecipare.

Sì, perché è importante partecipare soprattutto quest’anno e soprattutto all’Assemblea che è il momento più “sacro” della celebrazione. Il Socio che diserta l’Assemblea è come chi va in Chiesa alla Santa Messa e diserta l’Eucaristia che è il momento più sacro. Mi sia concesso il paragone che non vuole suonare di mancanza di rispetto per la Santa Romana Chiesa. E quest’anno l’Assemblea sarà particolarmente determinante per la vita della nostra Società. Come sapete, avendo anche ricevuto una Lettera del nostro Presidente, che qui di seguito accludiamo, si approveranno le modifiche di Statuto, necessarie  per entrare nell’Elenco delle Società Scientifiche del Ministero. Non saranno le modifiche perfette e complete in grado di soddisfare tutti e tutto? Lo sappiamo tutti.  Ma sono per ora quelle necessarie. Sono un primo passo. Subito dopo, come sottolinea il nostro Presidente, se ne faranno altri e si aprirà un confronto e un dibattito più ampio per modifiche più sostanziali e al passo coi tempi che cambiano, anche per garantire maggior rappresentanza e partecipazione nella vita sociale.

lettera del Presidente Sicve

E allora, socc’mel ragazzi……appassionatamente tutti a Bologna.

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Le tecniche di meditazione nelle linee guida per la prevenzione? Post di Gaetano Lanza.

Le filosofie orientali lo sostengono da millenni. Anche i fannulloni o fancazzisti (come si suol definirli). Ci sono paesi del meridione o della Sardegna dove schiere di centenari, seduti in piazza a prendere il sole (da decenni) vengono studiati da esperti anche genetisti per carpire il segreto della longevità. E se la ricetta fosse proprio  il semplice caro e dolce far niente? Perché no? È lecito chiederselo dopo l’autorevole pubblicazione apparsa pochi giorni fa sul prestigioso Journal of American Heart Association che alleghiamo qui di seguito.

AHA – Meditation and Cardiovascular Risk Reduction

Si chiama meditazione e le tecniche vanno dallo yoga, al samatha, allo zen, al vipassana, ad altre che sono state studiate come riportato dagli autori. Ma potrebbero essere anche le tecniche usate banalmente dai nostri nonni centenari. Il loro effetto benefico in termini di riduzione di rischio di malattie cardiocerebrovascolari sembra effettivamente provato anche se occorrerebbero, come concludono gli autori, metodi di studio più validi (EBM) per concedere il lasciapassare per entrare nelle raccomandazioni nelle linee guida ufficiali. Intanto, vi sarebbero prove sufficienti per concedere un posticino alle tecniche di meditazione nelle raccomandazioni dell’AHA per la prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari. Una di queste prove che già cominciano ad essere numerose sarebbe ad esempio l’articolo di Kinra S, Ebrahim S, Pocock SJ, Chaturvedi N, Roberts IG, Acharya AK, Hughes AD. Development and evaluation of a yoga‐based cardiac rehabilitation programme (Yoga‐CaRe) for secondary prevention of myocardial infarction. 2017. Available at: http://gtr.rcuk.ac.uk/projects?ref=MR/J000175/1. Accessed February 12, 2017.

Ovviamente la meditazione entrerebbe (mi piace usare il condizionale) in futuro nel novero e a supporto delle  terapie per la prevenzione riconosciute dalla medicina ufficiale, quali la correzione dei fattori di rischio per l’aterosclerosi, l’abolizione del fumo, un corretto stile di vita, il moto e lo sport, il controllo dell’ipertensione arteriosa, l’uso di farmaci ecc. fino ad arrivare agli interventi chirurgici mirati. E questo gli autori lo sostengono. Ma è la prima volta forse che la medicina ufficiale occidentale riconosce, accetta e accoglie facendo propria una terapia considerata squisitamente orientale.  La meditazione farebbe bene in quanto di per sé favorirebbe la riduzione dello stress, la cessazione del fumo, il controllo della pressione arteriosa, la funzione endoteliale, riducendo la sindrome metabolica, l’insulino- resistenza, l’ischemia miocardica inducibile e così via, come illustrato nella pubblicazione dell’AHA. E sarebbe a costo zero.

Gli autori comunque concludono, e siamo totalmente d’accordo, che gli studi suggeriscono per ora un “possibile” effetto benefico della meditazione sul rischio cardiovascolare, che essa sarebbe consigliabile non da sola per la prevenzione primaria e secondaria delle malattie cardiovascolari, ma in aggiunta ai principi raccomandati nelle linee guida ufficiali, in attesa di saperne di più. Come saperne di più? La ricetta degli autori è la seguente: addirittura trials randomizzati, includendo un >80% di follow-up a lungo termine, con <20% di drop-out, con meno bias possibili e senza interessi finanziari (faccio fatica a capire quest’ultima caratteristica).

Certo, lo stress non fa bene e lo sappiamo. La meditazione fa bene. Ma di quale meditazione parliamo. Parliamo di tecniche, yoga ecc,, all’orientale, che liberano la mente dai pensieri, che è quello che imparano da piccoli alle scuole orientali e che in pratica fanno quei centenari con la pelle aggrinzita e asciutta al sole in ogni parte del mondo. Perché se meditare vuol dire stressarsi di più, allora è meglio non pensare e correre a prendere il treno che sta per partire per non perderlo.

 

Il XII Convegno Nazionale del Collegio dei Primari di Chirurgia Vascolare …..e il ponte nel mare. Post di Stefano Michelagnoli e Commento di Gaetano Lanza.

(foto a Francavilla a Mare)

“ Ospedale e territorio verso la continuità terapeutica e assistenziale: tra governance e presa in carico. Incontro e integrazione Ospedale-territorio nella gestione della Arteriopatia Periferica e della Flebopatia”.

Questo il titolo del XII Convegno Nazionale del Collegio dei Primari Ospedalieri di Chirurgia Vascolare tenutosi venerdì e sabato scorso a Francavilla a Mare (prima volta in Abruzzo).

Pescara – XII Convegno COLLPRIMVASC

Lettera del Presidente del Collegio, Stefano Michelagnoli.

A Pescara si è svolto venerdì e sabato il congresso annuale del Collegio dei Primari  che  come ormai consuetudine mette al centro dell’attenzione un tema di interesse relativo al nostro compito di Dirigenti, gestori, Manager di risorse umane e economiche.

Quest’anno è stato toccato il delicato tema della cura del piede diabetico che affligge pazienti estremamente fragili … Anni fa inoperabili. Dalla Tavola rotonda è emersa l’estrema etereogenicità della situazione organizzativa italiana con regioni che hanno già da anni normato il percorso dei pazienti e in altre in cui ancora non si è preso in mano il problema. Si è discusso del ruolo del chirurgo vascolare all’interno del team multidisciplinare, del ruolo del diabetologo (rappresentato dal Dr. Robero Anichini coordinatore nazionale del gruppo di studio sul piede diabetico) e del podologo cercando inoltre di definire chi dovesse essere il team leader. La seconda parte del convegno ha trattato della patologia Flebologica a torto considerata la cenerentola delle nostre patologie anche se rappresenta una delle prime cause di assenza dal lavoro. Sono state mostrate evidenze che la cura della trombosi venosa profonda possa giovarsi di nuove tecniche invasive che potrebbero ridurre i casi di invalidità determinati da questa affezione. E’ stato quindi ridiscusso il nostro ruolo di garanti della correttezza e efficacia delle cure e della loro sostenibilità etica e non ultimo economica. La comparsa poi di Device endovascolari dedicati e efficaci rimette al centro del processo di cura del paziente flebologico il chirurgo vascolare unico detentore di tutte le competenze tecniche necessarie a gestire le molte nuove tecnologie disponibili. La presenza del rappresentante dell’associazione dei pazienti flebopatici (Dr.ssa Antonia Martellotta) ha consentito di intavolare un dialogo con tale associazione per migliorare l’incontro tra bisogno di cure e offerta che continuerà nel 2018.

All’assemblea dei soci è stato presentato il programma attività del Collegio per il 2018, hanno inoltre partecipato il Presidente di SICVE Prof. Andrea Stella e il Presidente del Collegio degli Ordinari Prof. Carlo Setacci che hanno portato il loro saluto.

Il professor Stella ha illustrato il progetto di innovazione a cui sta andando incontro lo statuto di SICVE ricevendo apprezzamento da parte di tutta l’assemblea. E stato poi toccato il delicato tema della presentazione del Collegio dei Primari alla commissione ministeriale per la stesura delle linee guida secondo il decreto Gelli.

L’assemblea ha votato a maggioranza per la presentazione ribadendo la volontà di operare in tale sede istituzionale in assoluta armonia e in forma federata con SICVE come già sta facendo a livello ministeriale alla commissione dialogante sui DRG e a livello delle commissioni gara CONSIP. E’ stato più volte ribadito dagli interventi che si sono succeduti che SICVE rappresenta la casa comune di tutti i chirurghi vascolari e che i primari ospedalieri si adopereranno per renderla sempre più pronta a recepire i bisogni di tutte le componenti che la compongono e di interpretare sempre meglio il suo ruolo in un mondo che cambia molto rapidamente.

E’ stato poi festeggiato a cena  il Ventennale della nascita della protesi Excluder con l’ascolto di un estratto, elaborato con tecniche della Medicina di Narrazione delle esperienze di questi 20 anni dei 3 pazienti tra i primi trattati ancora in follow up e letto dai chirurghi impiantatori….

Per noi abituati a valutare TC angiografie ecocontrasto ecc ascoltare cosa il paziente ricordava e come erano stati questi anni di vita che gli erano stati concessi anche grazie alla nostra opera è stata una esperienza toccante e fuori dal consueto.

Di di seguito la tabella dei primi 3 casi:

 

Ospedale Data intervento Data follow up più recente
Modena – Silingardi 27/09/1999 19/09/2017
Firenze – Bellandi 26/04/2000 08/09/2017
Castelfranco Veneto – Irsara 17/06/2002 17/08/2017

 

Commento di Gaetano Lanza.

Aver puntato i riflettori su questi due importanti argomenti come le arteriopatie periferiche e le flebopatie, facendo luce sulle novità più recenti affrontando anche le problematiche e le criticità di sistema, ha fatto senz’altro bene alla chirurgia vascolare italiana. Pertanto un ringraziamento al Presidente Stefano Michelagnoli, al suo Consiglio di Presidenza e agli organizzatori in particolare a Mirta D’Orazio. Ampio spazio é stato dato al confronto utile e stimolante. Non è la prima volta che il Collegio propone tavoli di esposizioni, proposte e discussione. Basta leggere il programma che alleghiamo sopra per capire la formula proposta e azzeccata. Da una parte le novità sulle tecniche chirurgiche e non chirurgiche e dall’altra la loro applicabilità nel mondo reale, quindi la loro governance. Lo sappiamo. Sia le arteriopatie periferiche che le flebopatie rappresentano una sfida per il chirurgo vascolare endovascolare per le continue novità tecnologiche proposte e per, come ampiamente sottolineato nel Convegno, le problematiche legate al fatto che specie in questi due capitoli il chirurgo vascolare si trova altre figure professionali con le quali condividere il percorso diagnostico terapeutico del paziente. Di questo si è ampiamente discusso al Convegno anche con rappresentanti di altre Associazioni e Società come la SIAPAV (presente anche la nostra amica Visonà, Presidente SIAPAV) . Come garantire al paziente l’ampia gamma, sempre più in crescita, di tecniche che una volta erano quasi esclusivo patrimonio del chirurgo vascolare e ora non più. Basti pensare alle figure che ruotano attorno al piede diabetico o alla flebopatia. E parliamo di patologie ad altissimo impatto socio-sanitario. Chi deve essere il team leader? Ci piacerebbe rispondere e qualcuno risponde: il chirurgo vascolare. Nel mondo reale non è scontato. Anzi. A mio avviso, stiamo assistendo ad una rivoluzione copernicana (affronteremo questo tema in un prossimo post). Nel 1543 fu pubblicato il De Revolutionibus Orbium Coelestium di Niccolò Copernico e da allora la terra non fu più considerata privilegiata al centro del sistema solare ma solo uno dei pianeti che ruotano attorno al loro team leader che è il sole. Quella che allora sembrava un’eresia e un’umiliazione per l’umanità era in realtà il primo piccolo grande passo verso la conquista dell’universo.

Allora quale messaggio possiamo trasmettere dal XII Convegno del Collegio di Francavilla a Mare? Il messaggio di questo ponte che a Francavilla a Mare, come nella foto in sottotitolo, si lancia nel mare. Il ponte che il chirurgo vascolare deve poter lanciare.