Archivio mensile:gennaio 2018

I misteri del cervello creativo. Post di Gaetano Lanza.

Volete sapere se siete creativi? Basta fare una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) funzionale del vostro encefalo.

E scoprire se tre aree ben individuate sono linkate quando svolgete un test.

E’ quello che hanno scoperto dei ricercatori dell’Università di Cambridge diretti dal prof R. Beaty, che in uno studio pubblicato di recente hanno sottoposto a RMN funzionale 163 soggetti esaminati per la loro spiccata creatività in vari ambiti artistici o scientifici, proprio mentre svolgevano un compito che richiedeva l’uso di abilità creative, e in particolare l’uso del cosiddetto pensiero divergente, che è il tipo di pensiero che utilizziamo quando cerchiamo di trovare e inventare soluzioni nuove mediante l’utilizzo di oggetti comuni che servono per altri scopi. Chi non usa il pensiero divergente, per intenderci, non é capace (come me) di trovare soluzioni nuove e utilizzare ciò che ha appreso e conservato nella propria memoria.  E’ capace cioé di applicare solo soluzioni stereotipate.

Le famose tre aree cerebrali. Si tratta del Default Mode Network, dell’Executive Control Network, e del Salience Network, ognuno dei quali svolge una particolare funzione nel processo creativo. Il primo è situato nella corteccia cingolata posteriore, produce nuove idee e proposte pescando nelle aree deputate alla memoria e facendo simulazioni mentali. Il secondo si trova invece nella corteccia prefrontale dorso laterale destra, sceglie le idee più appropriate e le trasmette al terzo network che si trova nell’insula anteriore sinistra, che valuta ed elabora il prodotto finale. Che per quanto riguarda Leonardo si chiama Codice Atlantico, nel caso di Einstein si chiama Teoria della Relatività, in caso di Parodi si chiama Endoprotesi Aortica. E potremmo andare avanti o indietro fino alla scoperta del fuoco.

In letteratura e internet si possono trovare centinaia e migliaia di proposte e metodi alcuni che poggiano anche su ricerche scientifiche psicognitive, per sviluppare la capacità creativa. Come esempio ci piace qui riportare questo algoritmo.

Oggi sappiamo per certo, grazie alle ricerche del prf Beaty e dei suoi collaboratori, che quelle tre aree cerebrali svolgono un ruolo importante e fondamentale per la cosiddetta mente creativa umana. Ci sono già alcuni che pensano di poter in un prossimo futuro stimolare queste tre aree per aumentare la creatività e produrre magari più geni creativi. Per ora ci spiace deluderli (ma solo per ora) perché in realtà il cervello umano (si sa) lavora non per compartimenti stagno ma è il marchingegno più complesso e integrato dell’universo conosciuto.

Ma chi vivrà vedrà. Può darsi che in futuro prossimo saremo davvero capaci di stimolare alcune aree cerebrali per implementare delle funzioni cognitive intellettive. Per ora questo già succede per tentare di recuperare aree danneggiate da tumori, ischemie, processi degenerativi. Michio Kaku affronta il tema con rigore scientifico nel suo meraviglioso libro The future of the mind che consiglio. Ma attenzione. Il cervello umano (almeno per ora) non è assimilabile a un super-super-computer che si possa smontare e rimontare. Forse riparare? Ma non ci fa un po’ paura la manipolazione di qualcosa in cui è riposta la personalità di un essere umano con tutto ciò che di sacro vi è conservato? Mentre scrivo ricorre il Giorno della Memoria.

“Il compito non è vedere quanto nessuno ha visto ancora,
ma pensare quello che ancora nessuno ha pensato su ciò che tutti vedono.”
Arthur Schopenhauer

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Medtech Europe – Il nuovo Codice Etico per le Aziende sponsor. Post di Gaetano Lanza.

Alleghiamo qui di seguito il nuovo Codice Etico MedTech Europe che è già in vigore dal 1 gennaio 2018 e che detta le nuove Linee Guida per la “sponsorizzazione” a eventi formativi da parte delle Aziende aderenti a Assobiomedica.

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Facciamo qui di seguito copia incolla dal documento di alcune parti ritenute essenziali, con l’invito però a leggere attentamente tutto il documento che si trova anche nell’HP di sicve.it e poi poche riflessioni in coda.

” Lo scopo del Codice Etico MedTech è regolare le relazioni tra le aziende associate a MedTech, ( quali? bisognerà saperlo prima possibile – N.d A.) gli operatori sanitari (cioé noi, presi singolarmente – N.d.A.) e le organizzazioni sanitarie (ospedali , uffici acquisti centralizzati, università, laboratori, farmacisti, società o associazioni medico scientifiche (quindi anche la SICVE, N.d.A), al fine di assicurare l’imparzialità delle azioni a supporto da parte dell’industria, senza generare il sospetto per quanto riguarda il rapporto tra quest’ultima e i rappresentanti del mondo scientifico.

Il Codice rappresenta la regolamentazione europea volta a proteggere l’integrità e la reputazione di tutti i soggetti coinvolti nello sviluppo e nella crescita del sapere scientifico e nell’evoluzione delle tecnologie mediche. Con la rigorosa applicazione del Codice si vuole garantire che l’interazione con i professionisti e le organizzazioni sanitarie avvenga nel rispetto degli standard etici più elevati e con un adeguato livello di trasparenza.

Il Codice MedTech non intende sostituire leggi o norme nazionali.

A decorrere dall’1 gennaio 2018 le imprese associate MedTech non forniranno più alcun sostegno economico o contributo in natura direttamente ai singoli professionisti sanitari allo scopo di coprire i costi di partecipazione a eventi formativi organizzati da terzi; costituiranno eccezione i meeting di formazione sulle procedure organizzate da terzi o la partecipazione di professionisti sanitari coinvolti dalle stesse aziende per intervenire nell’ambito di simposi satellite in forza di un contratto di consulenza precedentemente stipulato. 

Le imprese aderenti hanno facoltà di fornire supporti per la formazione al fine di finanziare la partecipazione dei professionisti sanitari agli eventi formativi organizzati da terzi. I terzi beneficiari del supporto, (in qualità di organizzatori o di organizzazione sanitaria) avranno l’esclusiva responsabilità della scelta dei partecipanti.

Le imprese aderenti hanno, altresì, facoltà di acquistare pacchetti di attività promozionali (quali spazi pubblicitari o stand espositivi per la promozione aziendale) oppure pacchetti di simposi satellite con l’obiettivo di fornire presentazioni aventi a oggetto questioni correlate al contenuto complessivo dell’evento. Le imprese aderenti hanno facoltà di decidere il contenuto dei suddetti simposi satellite, nonché di assumersi la responsabilità della scelta del relatore.”

Poche Riflessioni.

Non è più come prima. D’ora in poi sarà meno semplice organizzare eventi congressuali o comunque formativi sponsorizzati dalle Aziende che dovranno rispettare questo Codice e queste nuove linee guida, per cui, molto semplicemente, non potranno sponsorizzare direttamente il professionista o congressista. In nome di una maggior trasparenza e per evitare in poche parole “comparaggi”, l’ente terzo (l’ospedale, l’università, la società scientifica) dovrà appunto fare da tramite obbligatorio tra l’Azienda e il professionista per cui l’ente terzo potrà e dovrà (poi si tratta di vedere appunto come lo farà) scegliere quel professionista piuttosto che l’altro. Aumenterà certo la burocrazia. La trasparenza costa. Ma costa sempre meno della corruzione! Due conseguenze immediate ci vengono in mente. La prima, si farà qualche congresso in meno e di questo non possiamo che essere più felici, vista la pletora attuale di eventi quasi sempre ridondanti e molti francamente inutili. La seconda, gli enti terzi, compresa la nostra SICVE, dovranno assicurare una macchina organizzativa più performante e senz’altro più competente rispetto a ieri. Anche di questo non possiamo che essere più felici….ma anche un pizzico più preoccupati.

La sostenibilità del SSN. Il Documento della Commissione Sanità. Post di Gaetano Lanza.

E’ durata ben cinque anni. Decine di audizioni (comprese quelle delle Società Scientifiche), approfondimenti, analisi di dati e confronti internazionali e interregionali. Ma finalmente si è conclusa. Parliamo dell’immane (si fa per dire) fatica che ha portato al Documento finale del rapporto della Commissione Sanità sulla sostenibilità del nostro SSN, con particolare riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità, Documento che è stato presentato e pubblicato pochi giorni fa e che alleghiamo qui di seguito.

Documento sostenibilità SSN

Quando iniziarono i lavori, voluti dal Governo Monti, su proposta dei senatori Nerina Dirindin (PD) e Luigi D’Ambrosio Lettieri (PdL), non si prevedeva che si sarebbe finiti in pieno periodo di propaganda elettorale, perché nel nostro Paese non è assolutamente detto che la legislatura duri quei famosi cinque anni, anzi.

Tutti gli schieramenti hanno alla fine convenuto, proprio tutti – da Leu a M5S, a PD, a FI a Lega, come fosse già un governo di larghissime intese – che il lavoro è da mettere a frutto nella prossima legislatura e che (testuali parole) “non si tratta di un problema economico (quante risorse sono necessarie), perché la “sostenibilità” del diritto alla salute è prima di tutto un problema culturale e politico”.

Il Documento non si limita alla sola analisi economica ma affronta moltissime questioni socio-politiche che rappresentano altrettante sfide per la governance come l’invecchiamento della popolazione, la cronicità, la programmazione del sistema e delle risorse umane, la sanità integrativa, e altro ancora: ma qualcuno dirà che alla fine sempre di economia si tratta.

Ecco in riassunto i punti conclusivi del Documento.

  1. Finanziamento del Ssn: Nei prossimi anni, il sistema non sarà in grado di sopportare ulteriori restrizioni finanziarie, pena un ulteriore peggioramento della risposta ai bisogni di salute dei cittadini. Sarà essenziale la selezione degli interventi, soprattutto in termini di appropriatezza clinica e organizzativa, evitando di avere di mira il solo contenimento della spesa, con la consapevolezza di una migliore ridistribuzione dei servizi, specie nell’assistenza territoriale anche in relazione all’aumento delle patologie croniche.
  2. Sostenibilità della spesa privata: Particolare attenzione deve essere riservata alle varie forme di protezione integrativa, analizzandone i costi e i benefici per il singolo cittadino, per la collettività e per le finanze pubbliche; è inoltre irrinunciabile un riordino complessivo degli aspetti legislativi della sanità integrativa, a sostegno di quella pubblica.
  3. Piano straordinario di investimenti: In edilizia e tecnologie sanitarie, anche per incentivare l’occupazione e la crescita, oltre che per ammodernare il Ssn, soprattutto nelle regioni più fragili. La Commissione propone inoltre l’inserimento delle infrastrutture sanitarie fra gli investimenti finanziabili attraverso i finanziamenti europei.
  4. Ridefizione e monitoraggio dei Lea: Deve essere garantita l’attuazione in tutto il territorio nazionale dei nuovi LEA, e l’aggiornamento deve essere assicurato con regolarità e in funzione dei reali bisogni di salute e secondo i principi della medicina basata sulle evidenze scientifiche, secondo le logiche di Health Technology Assessment.
  5. Uniformità: Sono sempre più inaccettabili disuguaglianze, quindi sono necessari interventi a livello locale, regionale e nazionale per uniformare gli standard dell’offerta sanitaria all’interno del Paese nei diversi aspetti dell’accesso, della completezza e della qualità dell’offerta, degli oneri a carico dei cittadini, degli esiti in termini di salute. Particolare attenzione alle condizioni di povertà e alle emergenze ambientali.
  6. Risorse umane: I vincoli imposti alla spesa e alla dotazione del personale stanno indebolendo il SSN. Un altro rischio è la carenza di professionalità mediche e infermieristiche. L’età media è intorno ai 54 anni per i medici e a 48 anni per gli infermieri. Preoccupa l’uso intensivo della forza lavoro, con turni sempre più massacranti, largo impiego di precariato, penalizzazioni economiche e di carriera. E’urgente la definizione di un piano di programmazione per le risorse umane, introducendo elementi di flessibilità, favorendo l’inserimento di nuove leve, rimodulando il turn-over, ipotizzando forme di staffetta intergenerazionale, superando il blocco dei contratti (anche solo nella parte normativa).
  7. Formazione: E’ opportuna la verifica e la revisione dei percorsi formativi, per l’accesso alle diverse professioni e per l’aggiornamento degli operatori, guardando ai contenuti, ai soggetti e ai luoghi della formazione. E’ necessaria una maggiore compenetrazione, come ha sentenziato la Corte Costituzionale, tra la missione dell’Università (incentrata prioritariamente, ma non esclusivamente, su formazione e ricerca) e quella del SSN (prioritariamente rivolta alla cura e all’assistenza, ma sempre più attenta anche alla ricerca e alla formazione). Quindi maggiore integrazione Università-Ospedali.
  8. Attuazione alla legge Gelli. Migliorare la gestione del rischio clinico, garantire sicurezza ai pazienti e agli operatori, contrastare la medicina difensiva, assicurare tempi certi e modalità semplificate per eventuali controversie.
  9. Informatizzazione e  digitalizzazione della sanità: Soluzioni tecnologiche nell’ambito dell’eprescriptionebooking, mobilità, FSE e cloud possono consentire una maggiore accessibilità e un migliore monitoraggio dei pazienti (anche a distanza). Assume rilevanza anche il dossier farmaceutico che può consentire il governo della spesa agevolando l’attuazione della pharmaceutical care. Il Patto sulla sanità digitale in fase di elaborazione e previsto nel Patto per la salute 2014-2016, può essere certamente un importante indirizzo strategico.
  10. Legalità e trasparenza: Viene denunciato il rischio di abuso di potere, frodi, corruzione, mancato rispetto dei diritti dei cittadini (la prima forma di illegalità), insicurezza dei luoghi di cura, conflitti di interesse ai contratti di fornitura, caos amministrativo, mancato rispetto dei contratti di lavoro. La valutazione delle performance delle aziende sanitarie non può prescindere dal monitoraggio di elementi di trasparenza e legalità. Devono essere individuati specifici strumenti per il “rientro nella legalità” con riferimento alle aziende sanitarie interessate da commissariamento o gravi fenomeni di corruzione.

La X Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici. Post di Gaetano Lanza.

(da una relazione di Maurizio Taurino)

Si è svolta il 18-19 dicembre 2017 la X Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici, di cui alleghiamo il Programma.

X Conferenza Nazionale Dispositivi Medici

L’iniziativa, promossa dal Ministero della Salute, con la partecipazione del Ministro Lorenzin, ha riguardato un aggiornamento su innumerevoli aspetti normativi e gestionali che riguardano l’intero panorama dei Dispositivi Medici, ed è stato seguito da un numerosissimo pubblico proveniente dall’Industria, dalle Amministrazioni Ospedaliere, dai Comitati Etici, dall’Ingegneria Clinica e un gran numero di altri attori.

La SICVE, invitata, per delega del Presidente Andrea Stella, ha partecipato Maurizio Taurino, nella sessione riguardante “SPERIMENTAZIONI CLINICHE: VERSO IL NUOVO REGOLAMENTO”.

Le modifiche al Regolamento sulle Sperimentazioni dei Dispositivi Medici sono state illustrate sia dal Rappresentante del Ministero della Salute che dai Rappresentanti di ASSOBIOMEDICA e di AICRO (Associazione Italiana Contract  Research Organization) e hanno sottolineato l’importanza dell’evidenza clinica, non solo nelle prime fasi della sperimentazione ma anche e soprattutto sull’affidabilità a lungo termine.

Altro punto che i Relatori hanno particolarmente evidenziato è stato quello della velocizzazione e armonizzazione su tutto il territorio nazionale, dove come è noto si osservano comportamenti e procedure profondamente difformi, anche alla luce del fatto che si adotterà un unico DataBase a livello europeo, proprio per uniformare e velocizzare le procedure.

E’ stata questa una delle poche sessioni congressuali in cui era presente un rappresentante di Società Scientifiche. Maurizio Taurino a nome di SICVE ha rivolto un ringraziamento alle Autorità per l’iniziativa e per l’invito e ha sottolineato come il ruolo della nostra, come di altre Società Scientifiche invitate (Radiologia, Ortopedia), possa essere cruciale nello scenario della sperimentazione dei Dispositivi Medici, anche alla luce del ruolo clinico previsto dal nuovo regolamento e dalla recente fase di accreditamento delle Società presso il Ministero. Ha rimarcato inoltre come, in un quadro come quello attuale in cui le sperimentazioni cliniche dei Dispositivi Medici in Italia sono limitate al 15% delle sperimentazioni, la Chirurgia Vascolare Italiana per i risultati che ha raggiunto e per la collocazione che si è conquistata nel panorama Nazionale ed Internazionale può mettere a disposizione risorse umane e strutturali perfettamente in grado di rispondere ai nuovi obiettivi.