Dall’ingegneria genetica la vera futura prevenzione per le malattie cardiovascolari. Post di Gaetano Lanza.

Dopo anni, decenni di raccomandazioni sulla correzione dei fattori di rischio (non stanchiamoci di ricordare i principali quali ipertensione arteriosa, diabete, dislipidemie, fumo, obesitá, sedentarietá e cosí via) per prevenire l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari, forse questa volta siamo alla svolta. La vera prevenzione potrebbe venire dall’ingegneria genetica.

Dei ricercatori dell’Institute for Cardiovascular Physiology of Goethe University in Frankfurt, Germany, e del Department of Genetics and Genomic Sciences of the Icahn School of Medicine, Mount Sinai in New York hanno scoperto un gene, chiamato MTHFD2, che, in parole molto povere, in pratica si attiva quando viene stimolato da fosfolipidi ossidati per cui si innesca il processo che porta alla formazione della placca aterosclerotica. Il meccanismo e’ stato provato nelle coronarie umane. E’ lo stesso che avviene in tutte le arterie del corpo umano. Non illudiamoci, siamo solo agli inizi, ma gli inizi promettono molto bene. E’ probabile che i nostri nipoti possano beneficiare realmente di questa, come di altre scoperte simili.

“Our study showed that when the MTHFD2 gene is activated in endothelial cells in response to oxidized lipids, it sends out molecular ‘danger signals’ promoting inflammation and stimulating the atherosclerotic process,” ha annunciato Ralf Brandes, MD, Director of the Institute for Cardiovascular Physiology and Professor of Physiology at Goethe University. “These findings suggest that MTHFD2 could be a novel target to disrupt development and progression of atherosclerosis.”

E quello che meraviglia ancora di piú é che l’attivazione di questo gene, mentre era sconosciuta prima di questo studio nell’eziopatogenesi e progressione dell’aterosclerosi umana, era invece giá nota nel cancro e si stava giá lavorando su un ipotetico impiego di inibitori di questo gene nella terapia tumorale.

“It’s possible that these therapies could also help prevent coronary artery disease, but more research into the specific role of MTHFD2 in atherosclerosis is needed first before proposing it as a target for potential therapy,” ha affermato comunque il Dr. Zhu.​

Che dire? Possiamo lanciare solo un messaggio di speranza in questo mondo che ha bisogno di tante speranze. Che almeno l’aterosclerosi e il cancro (di cosa si potrá poi morire?) siano sconfitti da un semplice (si fa per dire) inibitore di un gene.

C’é chi sostiene, sará pure un pazzo, che l’uomo sta per raggiungere nei prossimi cento anni il segreto della longevitá e forse immortalitá. Ma noi siamo nati un pó in anticipo. Purtroppo.

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