Archivio mensile:agosto 2018

Inquinamento atmosferico killer ufficiale vascolare. In particolare il particolato. Post di Gaetano Lanza.

Che l’inquinamento ambientale facesse male, e sopratutto al sistema respiratorio, lo sapevamo. Che facesse male a molti organi e apparati, anche questo lo sapevamo. Sapevamo anche che il fumo fa molto male al sistema circolatorio. Lo verifichiamo anche a spese dei nostri pazienti vascolari. Uno studio, pubblicato di recente su European Heart Journal e condotto da Thomas Münzel, direttore della cardiologia dell’Università Gutenberg di Mainz ( in Germania) dimostra i meccanismi del danno vascolare determinati dall’inquinamento atmosferico (particolato, ozono, diossido di azoto, monossido di carbonio e anidride solforosa). Gli autori si sono focalizzati in particolare sui componenti dell’inquinamento aereo che influenzano in maniera determinante il sistema cardiovascolare e sui meccanismi alla base del danno vascolare.  A preoccupare devono essere sopratutto le poveri ultrasottili, quelle che hanno la dimensione di un virus, sostengono gli autori. Una volta inalate, queste entrano immediatamente in circolo attraverso i polmoni e arrivano ai vasi dove provocano un’infiammazione endoteliale. Alla fine, questo meccanismo contribuisce a causare l’aterosclerosi e determina patologie quali infarto, scompenso cardiaco, ictus, ischemie agli arti. Particolarmente importante è il fatto che rispetto alle tanto discusse e temute emissioni da motori diesel, a danneggiare la funzionalità vasale è il particolato, e non il diossido di azoto. Importanza quindi dei filtri antiparticolati.
Il particolato fine – spiegano gli autori – è costituito da particelle che si formano nell’atmosfera a partire dalle emissioni delle auto, dell’industria e dell’agricoltura. Per abbatterne le concentrazioni nell’aria che respiriamo è dunque necessario intervenire contemporaneamente su tutte queste fonti.
Gli autori invitano infine a considerare ufficialmente e scientificamente l’inquinamento atmosferico nella lista dei principali fattori di rischio cardiovascolari e quindi anche nelle linee guida delle società scientifiche, per produrre raccomandazioni specifiche. Sul fumo esistono giá delle raccomandazioni nelle linee guida. Non ci risulta che ci siano specifiche sull’inquinamento atmosferico e in particolare sul particolato (chiediamo venia per la cacofonia, che puó servire a ricordare meglio).

Non sarebbe male una campagna di sensibilizzazione promossa dalle societá scientifiche con …..lega ambiente ?

Siamo contro l’inquinamento atmosferico, in particolare il particolato.

Per la pubblicazione clicca su

https://academic.oup.com/eurheartj/advance-article/doi/10.1093/eurheartj/ehy481/5074161

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Vaccino obbligatorio o no ? Post di Gaetano Lanza.

C’é un tormentone estivo in sanitá. Vaccinazione obbligatoria con tanto di certificazione oppure autocertificazione e vaccinazione non obbligatoria ma raccomandata per i bambini da ammettere alle scuole materne e dell’obbligo. Il mondo politico é spaccato.

Un nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (Pnpv) ed una politica basata sulla raccomandazione e sull’istituzione di un’Anagrafe vaccinale nazionale in modo da avere un quadro aggiornato delle coperture e solo in caso di emergenze sanitarie o significativi scostamenti dagli obiettivi fissati dal Pnpv tali da ingenerare il rischio di compromettere l’immunità di gruppo, si potranno adottare Piani straordinari d’intervento, che prevedono, laddove sarà necessario, l’obbligo di effettuazione di una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita e per gli esercenti le professioni sanitarie, al fine di raggiungere e mantenere le coperture vaccinali di sicurezza. Questo, in sintesi, é quanto previsto dalla DdL di M5S-Lega, che introduce l’obbligo flessibile, depositato lo scorso 7 agosto in Senato. Tra gli articoli depositati si legge: “promozione dell’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni previste dal Pnpv attraverso piani di comunicazione ispirati ai principi della trasparenza e indipendenza delle fonti informative, al fine di consolidare la fiducia nel Servizio sanitario nazionale in materia di prevenzione vaccinale e la sua reputazione.”

Le opposizioni insorgono e sono per mantenere la vaccinazione obbligatoria. Quasi tutto il mondo sanitario ha preso posizione a favore dell’obbligatorietá, come prima.

Scorriamo le pagine di informazione sanitaria e leggiamo di uno studio internazionale, in cui l’Italia ha giocato un ruolo importante, per la comprensione dei meccanismi alla base della distruzione delle cellule beta pancreatiche nel diabete di tipo 1. Questa ricerca potrebbe avere ricadute importantissime nella prevenzione di questa condizione e portare alla messa a punto di una sorta di vaccino ‘desensibilizzante’ in grado di proteggere le cellule beta produttrici di insulina dalla distruzione autoimmune. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune e questo è una evidenza acquisita da tempo. Lo studio é pubblicato su Cell Metabolism, rivista prestigiosa.

Pochi post fa abbiamo parlato di futuro promotente per la vaccinoterapia per le neoplasie e ipotesi futura di vaccinoprofilassi per l’aterosclerosi.

Gli antichi greci, lo riporta anche Tucidide, si erano accorti di un fatto e riferivano che chi si era ammalato in forma lieve di peste era poi immune dalle forme piú gravi. Dall’anno 1000 d.C. giunse in Europa notizia che in Oriente si praticava la variolizzazione contro il vaiolo. La vera svolta ci fu con Jenner che nel 1796 mise a punto e pubblicó la vaccinazione sempre contro il vaiolo, per cui divenne famoso. Da allora l’uomo fece enormi balzi in avanti grazie alle vaccinazioni (pensiamo all’antipolio) che diventarono obbligatorie e epidemie che falciavano vittime furono sconfitte. E’ probabile che in futuro proprio dalle vaccinazioni giungeranno le soluzioni principali a quelle che vengono definite le nuove epidemie del terzo millennio: diabete, aterosclerosi, tumori. E sulle malattie infettive non cantiamo mai vittoria e non prendiamola alla leggera per favore, se non vogliamo fare clamorosi scivoloni indietro.

Per Platone i governanti dovrebbero essere filosofi. In una societá piú avanzata del futuro i governanti dovranno essere filosofi perché avranno in mano armi potenti che potranno distruggere o preservare la specie umana e dovranno forse prendere drastiche decisioni che vorrá dire anche in un certo senso “obbligare”. La notte sará lunga per loro prima di portare consigli all’alba.

L’obbligo vaccinale e’ stata comunque una conquista per l’umanita’. Non dimentichiamolo.

 

Chi aggredisce un medico aggredisce se stesso. Post di Gaetano Lanza.

Dallo sciamano preistorico al professionista sanitario dei giorni nostri al medico é stato sempre riconosciuto un ruolo di prestigio, non fosse altro che per un suo potere “demiurgico”, in qualunque civiltá antica o moderna. Su questa caratteristica si fonda anche il corretto rapporto medico-paziente che non é di superioritá – inferioritá su scala verticale (almeno nella concezione moderna) ma di rispetto reciproco su scala orizzontale. Gli anglosassoni usano il termine di concordance, nel senso di concordare un rapporto di fiducia reciproca, che riconosce comunque il rispetto per il medico (da medeor, curo malattie) che ne sa di piú, da parte del paziente, che patisce e soffre appunto, ma anche del medico o operatore sanitario nei confronti del paziente, che patisce e soffre appunto. Si fa davvero fatica quindi a capire come si possa giungere all’atto di violenza da parte del paziente o familiare del paziente subita dal medico o infermiere. Quali possono essere i motivi apparenti ? L’errore del medico o dell’infermiere, che puó verificarsi, essendo comunque il medico o l’infermiere un essere umano e come tale soggetto a errore. Ma non vogliamo qui entrare negli aspetti legali e giurisprudenziali, per cui l’errore in medicina é perseguibile e punibile. Vogliamo entrare negli aspetti relativi ai rapporti umani e civili tra chi offre e riceve assistenza per la salute. Occorre in ogni caso rispetto reciproco. Ma occorre in ogni caso rispetto anche nella denuncia da parte di un paziente o di un familiare, in una societá che vuole definirsi civile. Altri motivi che spingerebbero alla violenza sugli operatori della salute possono essere organizzativi, per cui ad esempio si puó perdere pazienza mentre si attende un soccorso, oppure quando non si ha modo di ricevere informazioni sulla stato di salute di un assistito, e potremmo continuare. Ma occorre in ogni caso rispetto reciproco. Ripetiamolo pure. Proviamo ad esempio a immaginare il motivo (facciamo fatica) per quanto é successo qualche giorno fa ad un collega anestesista dell’Ospedale di Crotone, aggredito fisicamente da alcuni parenti di un paziente, mentre il collega informava sul decesso. Oppure per l’aggressione subita qualche giorno fa da un’infermiera del PS dell’Ospedale Civico di Palermo. Facciamo molta fatica poi a immaginare i motivi per alcuni atti di violenza su medici o peggio ancora su alcune colleghe durante il loro servizio in guardia medica, per cui in alcune sedi alcune colleghe, hanno denunciato, vanno a fare il loro turno accompagnate da qualche parente o “guardia del corpo”. Qui si intravvede comunque un’azione criminale vera e propria, per cui la guarda medica o il pronto soccorso costituisce di fatto un luogo occasionale, nel senso che fornirebbe l’occasione per un atto criminale che non ha alcuna giustificazione.

“Ho chiesto di presentare al prossimo Consiglio dei Ministri un disegno di legge a tutela dei dipendenti del SSN che lavorano sul fronte dell’assistenza ai cittadini” ha annunciato la Ministra della Salute Giulia Grillo, visti i ripetuti casi di aggressioni e violenze ai danni dei sanitari. Unanime il coro di sostegno alla Ministra. “Il provvedimento – specifica la Ministra – prevede l’inasprimento delle sanzioni penali nei casi di aggressioni al personale e presidi di Forze dell’Ordine per la sicurezza delle strutture. Tra le altre misure propongo anche l’istituzione di un Osservatorio anti-violenze e una campagna di comunicazione e di informazione per i cittadini sul ruolo degli operatori sanitari“.

Solidarietá piena a tutti i medici, infermieri e operatori sanitari che subiscono qualunque atto di violenza sopratutto fisica ma anche verbale, non meno grave di quella fisica. Non esistono motivi che possano giustificare qualunque atto di violenza, e di violenza in sanitá.

Un altro aspetto ci piace qui sottolineare. Il rispetto per la divisa. Come si deve rispettare un abito talare di un religioso anche se si é atei. Cosí come si impone il rispetto per un tutore dell’ordine pubblico in divisa. Allo stesso modo esige rispetto il camice bianco del medico o operatore sanitario. Perché chi indossa una divisa nasconde e mette da parte i propri panni per mettersi a disposizione degli altri.

Per questo gridiamo anche noi: chi aggredisce un medico aggredisce se stesso.