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La prima Commissione Paritetica per le Riforme SICVE. Post di Gaetano Lanza.

Si é insediata in questi giorni la prima Commissione Paritetica per le Riforme SICVE, annunciata e auspicata in Assemblea dei Soci a ottobre a Bologna dall’allora Direttivo a Presidenza Andrea Stella. E’ composta da Andrea Gaggiano e Carlo Pratesi (indicati da questo Direttivo), Luca Di Marzo e Mauro Gargiulo (indicati dal Collegio dei Professori Ordinari), Stefano Camparini e Antonio Jannello (indicati dal Collegio dei Primari Ospedalieri). Sará coordinata da Franco Nessi quale Presidente SICVE e dal sottoscritto quale Segretario SICVE, che fungeranno anche da Presidente e Segretario della Commissione.

E’ una novitá. A nostra saputa é la prima volta dai tempi della Commissione Costituente della SICVE che viene istituita una Commissione allo scopo di raccogliere, modulare, proporre riforme strutturali e quindi anche statutarie della nostra Societá, che non siano solo di modifiche di alcuni articoli, ma di composizione e di assetto degli organi istituzionali e rappresentativi, nonché di modalitá di elezione degli stessi organi.

Un intento ambizioso e nobile, sopratutto necessario, imposto dal cambiamento dei tempi e delle regole, appunto quello di apportare importanti e sostanziali riforme strutturali. Non ci nascondiamo che due, a nostro avviso, sono stati e sono i principali movens. Il primo, come ha anche dichiarato il Presidente Nessi nella Sua recente newsletter, deriva dalla necessitá che la nostra Societá sia piú efficiente e in grado di rispondere ai requisiti indicati dalle Istituzioni quali Ministero, Agenas, Istituto Superiore di Sanitá, Autoritá AntiCorruzione, Stato Regioni e cosí via, sopratutto in tema di modalitá elettive e di rappresentanze nazionali e territoriali. Il secondo, strettamente collegato al primo, deriva dall’opportunitá di favorire una sempre maggiore partecipazione dei soci e un loro maggior coinvolgimento nelle scelte decisionali della societá, favorendo il passaggio da un sistema “chiuso” ad un sistema “aperto”. Giá nell’ultima Assemblea di Bologna é stato fatto un primo passo innovativo in tal senso con alcune modifiche proposte dal Direttivo e approvate dall’Assemblea.

A breve la Commissione si riunirá per fare il punto e decidere i passi successivi, per poter raccogliere suggerimenti dai soci e formulare al Direttivo proposte di riforme che verranno poi valutate e eventualmente approvate in una prossima Assemblea.

Nel frattempo abbiamo pensato anche di introdurre un elemento di cosiddetta “democrazia diretta” (ogni riferimento a movimenti politici del momento é assolutamente casuale e non vuole essere fuorviante) tramite il web. Abbiamo attivato un Forum in sicve.it dedicato a nuove proposte o considerazioni che possono giungere da chiunque. E’ un filo diretto tra la Commissione e il pubblico. Vedremo se funziona.

Molte sono le attese. Ma molto o quasi tutto dipenderá da ognuno di noi, da quanto ognuno di noi potrá e vorrá suggerire e indicare. Non dipende da altri. Dipende solo da ognuno di noi. Due frasi ci piace qui riportare. La prima di un Grande della Democrazia moderna, JFK ” non chiederti cosa la societá puó fare per te, ma cosa tu puoi fare per essa”. La seconda attribuita a Buddha ” il cambiamento non é mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo é”. Ma, aggiungiamo noi, cambiare spesso o quasi sempre non é semplice, siamo in fondo esseri abitudinari, per noi é molto piu’ semplice non cambiare.

Ci piace peró anche chiudere con quanto scrive Flavio Peinetti, che ringraziamo, nella parte introduttiva della Storia della nostra Societá pubblicata su sicve.it : “L’atto costitutivo della nuova società, che si tiene  a Roma presso lo studio del notaio Pierandrea Fabiani, è datato 24 gennaio 1997 e porta la firma di 6 Soci Fondatori: Fabrizio Benedetti-Valentini, Giovanni Brotzu, Giancarlo Bracale, Alberto Marcialis, Carlo Spartera e Massimo D’Addato. Non abbiamo immagini di quel momento non essendo ancora di moda il selfie, ma ci piace pensare che coloro che apposero le loro firme sul primo documento ufficiale della Società fossero felici e sorridenti per essere riusciti a portare a termine un percorso irto di ostacoli e che nei primi anni 90 sembrava molto difficile da portare a compimento. Indubbiamente questo passo,coraggioso e per certi versi temerario, ha contribuito in maniera determinante a far crescere la nostra Disciplina, affrancandola in primis dalla Chirurgia Generale, specialità dalla quale all’epoca quasi tutti i cultori della Chirurgia Vascolare provenivano, e secondariamente dalla Chirurgia Cardiaca con cui i punti in comune erano ormai veramente minimi. Il 12 settembre dello stesso anno ha luogo  la prima riunione ufficiale a cui partecipano 52 Soci Fondatori che eleggono il primo Consiglio Direttivo Provvisorio a cui viene dato il mandato di redigere la bozza di Statuto ed il relativo Regolamento e di organizzare il Congresso Costituente di Roma. Il primo Consiglio Direttivo è così composto: Presidente: Massimo D’Addato, Vice Presidente: Antonio Zucchelli, Segretario: Carlo Spartera, Consiglieri:Fabrizio Benedetti-Valentini, Pier Giorgio Cao, Carlo Setacci e Vincenzo Stancanelli….”

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Infezioni ospedaliere. Nuovo sistema per combatterle meglio. Post di Gaetano Lanza.

 

Infezioni ospedaliere. Un nemico da combattere. Si stima che fino al 15 % dei pazienti ricoverati contrae un’infezione dalle “mura di cura”. E l’infezione puó anche risultare mortale in alcuni casi, come ben sappiamo noi chirurghi vascolari. Queste alcune delle stime piú recenti. In Europa ogni anno circa 3.2 milioni di pazienti contraggono un’infezione in ospedale e di questi 37 mila muoiono. In Italia, secondo l’Istat e l’Istituto Superiore di Sanità, le infezioni ospedaliere causano ogni anno più vittime degli incidenti stradali. Il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera, quasi 500 mila casi, dovuti soprattutto a infezioni urinarie, ferite chirurgiche, polmoniti e sepsi e sono causa di decesso nell’1% dei casi. Circa il 30% delle infezioni ospedaliere sono potenzialmente prevenibili e sappiamo che prevenire é molto meglio che curare.

in questi giorni é stato presentato al Ministero della Salute un nuovo sistema per prevenire in modo piú efficace le infezioni ospedaliere.  La COPMA, una società cooperativa che negli ultimi anni ha lavorato  nel settore della sanificazione e igiene in ambienti sanitari, ha affidato al Centro di Ricerche Cias dell’Università di Ferrara, un progetto di ricerca sull’efficacia del sistema di pulizia e sanificazione denominato PCHS (Probiotic Cleaning Hygiene System) con particolare riferimento al trattamento di superfici e ambienti ospedalieri. Di cosa si stratta. PCHS è una metodologia innovativa che sfrutta la competizione biologica tra batteri cosiddetti “buoni” probiotici che impediscono a quelli “cattivi´di proliferare. Il progetto ha coinvolto  5 università e 7 ospedali italiani.
Il coordinatore della Ricerca e Direttore del Centro di Ricerche CIAS di Ferrara, Sante Mazzacane, ha spiegato : ” Con questa ricerca abbiamo provato a studiare un sistema innovativo per l’igienizzazione dei reparti ospedalieri e delle sale operatorie, che non fosse a base di disinfettanti chimici ma di probiotici.  I probiotici sono microorganismi non patogeni che hanno la capacità di colonizzare il campo microbiologico, di conseguenza impediscono la crescita dei patogeni semplicemente per un effetto di competizione biologica. La ricerca è stata condotta, prima in laboratorio e poi sul campo. I risultati che abbiamo ottenuto sono straordinari. I dati ci dicono che abbiamo diminuito la presenza di agenti patogeni sulle superfici nosocomiali di oltre l’80%, che i probiotici azzerano completamente la resistenza agli antibiotici e riducono le infezioni di oltre il 50% , con un abbattimento dell’80% dei costi per antibiotici”.

E’ probabile che una nuova era di disinfezione ambientale e di prevenzione delle infezioni in ambiente sanitario sia iniziata. Certo questo sistema che sfrutta la competizione dei microorganismi potrebbe sollevare dei dubbi sulla sicurezza, ma di fatto é in grado di evitare l’uso di disinfettanti chimici, sulla cui efficacia a lungo termine qualcuno comunque discute e pone interrogativi, anche per alcuni effetti collaterali allergenici o di resistenza nei loro confronti da  parte degli agenti patogeni in grado di adattarsi ai nuovi ambienti e proliferare ugualmente come agenti resistenti. Viene in mente il monito di alcuni microbiologi che sostengono il principio secondo cui lavare troppo la pelle potrebbe risultare controproducente in quanto aiuta a selezionare ceppi resistenti.

Una cosa sembra certa. Ne sapremo di piú su questo nuovo sistema di prevenzione delle infezioni ospedaliere. Intanto una maggiore attenzione e migliori sistemi di prevenzione sono necessari per risolvere un problema sempre piú emergente quale quello delle infezioni ospedaliere, che oltre al danno  procurano la beffa del fatto che si contraggono proprio nell’ambiente che dovrebbe essere considerato quello piú sicuro, l’ambiente di cura.

 

 

7 aprile, Giornata Mondiale della Salute. Post di Gaetano Lanza.

 

Il 7 aprile é stata celebrata la Giornata Mondiale della Salute, dichiarata dall’OMS, istituzione che quest’anno festeggia il suo settantesimo compleanno.

Il grido d’allarme lanciato é stato forte. Piú della metá della popolazione mondiale non ha copertura sanitaria.  Circa 100 milioni di persone nel 2010 sono cadute in estrema povertà a causa di spese sanitarie personali, vivendo con  meno di due dollari al giorno a testa. Le hanno definite “spese catastrofiche”.

Secondo la Dichiarazione di Tokio del 2017    UHC – Dichiarazione di Tokio 2017

nessuno dovrebbe scegliere tra buona salute e altre necessità di vita.

La copertura sanitaria universale (dalla sigla inglese UHC che sta per Universal Health Coverage) dovrebbe consistere nell’assicurare ad ognuno ovunque sulla faccia del pianeta un servizio sanitario di qualità sufficiente, senza che alcuno subisca difficoltà finanziarie. Lo slogan del 7 aprile é: Salute per Tutti.

Un’utopia? Sembra di sí, se osserviamo la cartina geografica fornita dalla stessa OMS che qui alleghiamo di seguito e che ci mostra ampie zone del pianeta in cui l’UHC é fortemente carente.

L’obiettivo è quello di estendere la copertura sanitaria universale entro il 2030 a 1 miliardo di persone in piú.

Il nostro Paese come si nota é messo piú che bene rispetto alla media. E’ tra i Paesi a maggior indice di UHC. Il punteggio che gli ha attribuito l’OMS é 80/100.

La Ministra Lorenzin ha dichiarato: “Il nostro Paese è annoverato dall’Oms tra i migliori al mondo, e come ha ricordato anche recentemente l’Ocse si conferma ai vertici mondiali per l’aspettativa di vita e registra ottimi indicatori di salute sulle principali patologie così come per un’elevata qualità delle cure che ogni giorno vengono offerte ai nostri cittadini. Se leggiamo poi i dati del Piano Nazionale Esiti (PNE) edito dall’Agenas, da cui desumere le performance degli ospedali italiani – prosegue la ministra – possiamo trarre qualche elemento di fiducia: per esempio i tassi di mortalità dopo un by-pass coronarico o a trenta giorni da un ictus sono tra i migliori di Europa e la maggior parte delle strutture opera una frattura di femore entro le 48 ore. Ma non solo, l’Italia sta portando a compimento il piano di eradicazione dell’epatite-C, un unicum al mondo, con cui abbiamo già salvato, gratuitamente, oltre 120.000 persone”.

Anche Eurostat, per la veritá, ha diffuso per l’occasione il report di un’indagine che considera sia i servizi sanitari pubblici che quelli privati. Nel 2016, la maggior parte delle famiglie (71%) nell’Unione europea ha avuto accesso alle cure sanitarie senza problemi. In particolare il 31% delle famiglie ha dichiarato di aver avuto accesso ai servizi “molto facilmente”, il 18% “facilmente” e il 22% “abbastanza facilmente”. Il restante 29% delle famiglie ha invece riferito di avere “qualche” (16%), “moderata” (8%) o “grande” (4%) difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Vediamo come é messa l’Italia secondo il report Eurostat. In Europa da una parte ci sono 7 Paesi con percentuali dichiarate di facilità di accesso superiori all’80% e sono Finlandia (87%), Regno Unito (86%), Germania (85%), Svezia (84%), Danimarca (82%), Lituania (81%) e Lussemburgo (80%) mentre dall’altra ci sono 6 Paesi con percentuali di difficoltà di accesso molto alte: Grecia (90%), Ungheria (74%), Cipro (72%), Lettonia (64%), Slovacchia (61%) e Italia (55,7%) tra questi. In particolare in Italia a dichiarare “grandi difficoltà” è stato il 6,5% delle famiglie, “difficoltà moderate”  il 15,5% e “solo alcune difficoltà” il 34,7% delle famiglie intervistate. Ovviamente il fattore reddito incide dappertutto.

Insomma, anche in quei Paesi come l’Italia in cui l’UHC secondo l’OMS e secondo la nostra ancora attuale ministra ha una media alta, rimane ancora molto da fare come Eurostat indica.

Per completezza diciamo pure che l’UHC deve comunque fare i conti con la parola magica “sostenibilitá”. Perché se da una parte é vero che UHC vuol dire salute per tutti, UHC non significa copertura gratuita per tutti i possibili interventi sanitari, indipendentemente dal costo, in quanto nessun Paese potrá mai fornire tutti i servizi gratuitamente a tutti su base sostenibile. E questo sará bene tenerlo in mente. Sempre per completezza aggiungiamo che l’UHC non riguarda solo le cure mediche, ma include anche servizi generali per la popolazione come vaccinazioni, campagne di salute pubblica, controllo dei siti pubblici e cosí via discorrendo.

Questo é il link col sito creato dall’OMS sul tema per sensibillizzare attraverso i social

http://apps.who.int/uhc/en/actions/

 

 

Highlights dal Direttivo. Post di Gaetano Lanza.

La prima notizia é proprio questa. Che il nostro Direttivo ha deciso di dare piú notizie di sé attraverso i social. Ed eccoci. E’ questo il primo post che dedichiamo alle novitá che giungono dalla riunione del Direttivo (l’ultima del 28 marzo) e che questa redazione ritiene piú meritevoli di diffusione. L’impegno é che ció diventi la prassi in futuro. Per avvicinare l’istituzione ai Soci ma anche ai non Soci. Non vuole essere una relazione della riunione. Per questa c’é il verbale che viene pubblicato nel sito ufficiale http://www.sicve.it ma il cui accesso peró questo Direttivo nella riunione di inizio anno ha deciso di rendere riservato ai soli Soci in regola con la quota annuale. A proposito. Ricordiamoci di rinnovare la quota per il 2018 o di favorire iscrizioni nuove.

Per le modalitá di versamento clicca su    http://www.sicve.it/iscrizione-alla-sicve/

Se siamo curiosi e vogliamo vedere la situazione Soci, che abbiamo verificato in Direttivo, non bisogna attendere la riunione dell’Assemblea che terremo a Napoli 2018 (22-24 ottobre). Basta fare un clic su  http://www.sicve.it/liste-soci-in-regola/  per poter avere un aggiornamento. Al 15 marzo abbiamo solo 42 Soci in regola col 2018. In Italia si fa fatica a pagare il debito pubblico. Ben 651 sono i morosi del 2017-16-15. Lasciando stare i figliol prodighi di cui si sono perse tracce dal 2014 ad andare indietro, siamo una famiglia di circa 700 Soci (693 per la precisisone) che promette bene di crescere se ci impegniamo un pó tutti. Iscriviti e fai iscrivere questo il motto che ha lanciato il nostro Presidente, anche nella sua recente NewsLetter, per poter contare di piú nel panorama politico sanitario nazionale. Il Direttivo ha preso in considerazione anche un’indagine conoscitiva attraverso un questionario da preparare e far circolare. Ma si sa che la maggior parte dei Soci si iscriveranno nei prossimi mesi se non a Napoli al Congresso.

Si é parlato parecchio dei giovani, che é un pó il pallino del nostro Presidente, e di come promuovere la loro partecipazione non solo al Congresso nazionale che é il momento piú celebrativo della nostra Societá.  Intanto la novitá é che il Direttivo ha deciso di istituire una Sezione-Gruppo di Studio denominato “Sicve Joung“. Riunirá tutti i soci SICVE Juniores (con età inferiore e/o pari a 35 anni) che potranno gestire spazi tutti loro, a partire da spazi web. Ma sopratutto Sicve Joung dovrebbe prevedere un Coordinatore, e un Comitato composto da tre colleghi juniores (decideranno comunque loro) che potrebbero essere eletti al Congresso di Napoli 2018. Inoltre, il Coordinatore SICVE Young entrerebbe di diritto (dopo approvazione di modifica di Statuto a Napoli) a far parte del Direttivo SICVE.  Questa la proposta del Direttivo.

Il Direttivo ha anche istituito la Commissione Paritetica per le Riforme Sicve come detto in Assemblea Soci a Bologna. La Commissione che relazionerá al Direttivo sará composta da due membri indicati dal Direttivo stesso (Pratesi e Gaggiano), dal Collegio Universitario (Di Marzo e Gargiulo), dal Collegio Ospedaliero (Camparini e Jannello). Lavorera’ a proposte di modifiche di Statuto (e Regolamento se occorre) che saranno portate prima in Direttivo e poi in Assemblea a Napoli.  Ricordiamo che in http://www.sicve.it é stato attivato un Forum, all’attenzione della Commisione, dedicato all’argomento nel quale chiunque e sottolineiamo chiunque puó scrivere la sua idea o proposta o correzione di proposta.

Tornando ai Giovani. Il nostro Presidente ha lanciato l’idea di rinnovare il sistema Borse di Studio. Il suggerimento – ha riferito – gli é stato dato da un articolo di Stephan Haulon che usufruí di una Borsa di Studio della Societá francese convenzionata con il centro dove lavorava Greenberg. E’ quindi sul tavolo del Direttivo una proposta che si concretizzerá nella prossima riunione del Direttivo. Ecco perché finora non é stato pubblicato il solito Bando per le Borse di Studio.

E’ stato portato in Direttivo anche un aggiornamento sul lavoro che si sta facendo sul Registro. In due-tre parole: adeguamento a Vascunet-Registro europeo quindi riclassificazione delle patologie e delle procedure che erano vecchie (la nuova classificazione andrá in vigore appena possibile tecnicamente), revisione degli indicatori per patologie e procedure, messa in opera di un sistema piú semplice e automatico di inserimenti dei dati tramite un modello standard di lettera di dimissione (intanto si prova anche con una cartella informatizzata di un centro che ne dispone) e infine utilizzo della piattaforma del Registro per trials nazionali.

Si é parlato anche di aggiornamento necessario delle nostre Linee Guida. Si é in attesa che l’Istituto Superiore di Sanitá (ISS) su incarico del Ministero della Salute emani tramite il suo sito ufficiale le Linee Guida del Sistema Nazionale Linee Guida che ci indicherá come e entro quando poter presentare e proporre le nostre Linee Guida come lavoro base per un ulteriore aggiornamento secondo una griglia di requisiti che saranno proposti dall’ISS.

Infine un punto merita di essere sottolineato. Il Direttivo ha accolto con piacere la collaborazione chiesta dal Collegio degli Ospedalieri che a sua volta ha ricevuto dalla Consip la proposta di partecipazione ad un Tavolo Tecnico sugli stent vascolari.

 

Questione di Angeli. Post di Gaetano Lanza.

“Perche’ cercate tra i morti Colui che e’ vivo?”

Nel testo sacro dei Cristiani, il Vangelo, a parlare cosi’ erano Angeli vestiti da contadini per annunciare il mistero che ha segnato la storia e che stiamo per onorare. La Resurrezione del Cristo.

Qualche fantastorie (che non possiamo smentire trattandosi di fede e non di scienza) come Marco Columbro o l’ufologo Maggioni che, ironia della sorte, fa’ Angelo di nome, azzardano la tesi secondo cui si tratta di extraterrestri.

Per la verita’ l’angelologia esiste da sempre, quasi fosse un bisogno dell’animo umano,  e compare in diverse culture antiche fra cui quella assiro-babilonese, iranica, giudaica e cristiana. Il De coelesti Hierarchia, o Gerarchia celeste, appartenente al Corpus Dionysianum, del V secolo, attribuito a un filosofo neoplatonico ne e’ un esempio.

Questione di Angeli. qualcuno dira’.

Tutto questo preambolo, direte, e’ per porre a chi legge Auguri “Angelici” per la Santa Pasqua?

Anche. E’ per fare, in realta’, approfittando della prossima Santa Pasqua, un annuncio angelico: Angels Initiative. Per saperne di piu’ clicca su   https://angels-initiative.com/

“To increase the number of patients treated in stroke ready hospitals and to optimise the quality of treatment in all existing stroke centres. We are building a global community of stroke centres and stroke ready hospitals, working every day to improve the quality of treatment for every stroke patient. Support us in achieving this by joining the Angels Initiative to give life a chance.” Questo e’ l’annuncio di Valeria Caso, Presidente di ESO (European Stoke Initiative), nostra amica, orgoglio italiano, che ISO (Italian Stroke Organization) ha raccolto e fatto suo per l’Italia vedi anche su   http://www.iso-stroke.it/?p=1.

Obiettivo maggio 2019. Entro maggio 2019 l’Europa dovra’ dotarsi di stroke centers qualitativamente e quantitativamente idonei e sufficienti a curare in tempo e in modo adeguato su tutto il continente i casi di nuovi stroke. Un impegno notevole per ESO in Europa e per ISO in Italia.

Il nuovo Presidente ISO, Danilo Toni, il nuovo Direttivo ISO, insediati da poco, dal 2 marzo per la precisione (approfittiamone per ringraziarli assieme ai Past President Gian Franco Gensini e Antonio Carolei) hanno raccolto in Italia la sfida lanciata da ESO in Europa.

Obiettivo maggio 2019. Il Congresso che ISO terra’ con ESO a Milano a maggio 2019, visto che l’ESO terra’ nel 2019 il suo Congresso in Italia, a Milano appunto.

E la SICVE?

La SICVE che ha contribuito a fondare l’ISO non puo’ stare a guardare, non puo’ occuparsi del sesso degli Angeli. Deve occuparsi …….della loro iniziativa, la Angels Initiative.  Intanto iscriviamoci a ISO. Costa solo 10 euro all’anno.

Per iscriverTi segui il link   http://www.iso-stroke.it/?page_id=542

Buona Pasqua.

 

Segreteria Organizzativa. Nuova era, nuovo contratto con Conor. Post di Gaetano Lanza.

Anche se ha cambiato ragione sociale e si chiama, da non molto, GC srl, sempre Conor e’, perche’ il marchio registrato e’ quello di Conor – ci spiega Daniela Monticelli. Anche se amministratore unico e’ Giada Celentano ( la figlia), sempre Daniela Monticelli ( la madre), c’e’. Daniela, non me ne voglia Giada, e’ e rimane la figura storica e di riferimento della nostra Segreteria Organizzativa, che ci ha dato sempre una mano anche in tempi difficili. E con loro un gruppo di donne (la Conor e’ donna), preferiamo definirle ragazze, che a dir poco ci supportano, per la verita’ si sbracciano per sostenerci. A tutte loro va il nostro ringraziamento.

La notizia. Pochi giorni fa il nostro Presidente Nessi col parere positivo e la collaborazione del Direttivo (come recita lo Statuto) ha firmato con la GC srl un nuovo contratto. Potrebbe sembrare un banale remake, un semplice rinnovo di contratto con la Conor, come lo fu in passato, da passare quasi inosservato. Invece non e’ cosi’. Non e’ cosi’ perche’ dal primo gennaio di quest’anno e’ iniziata una nuova era. Si volta pagina. La nuova era iniziata quest’anno si chiama Medtech Europe, normative ministeriali, normative ANAC-Agenas, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Ne abbiamo parlato in Assemblea Soci a Bologna, nella quale il Presidente Andrea Stella ha commentato il cambiamento dei tempi e la necessita’ di adeguarsi alle nuove normative con nuove performance da offrire a 360 gradi per le richieste che ci giungono da tutte le parti, a partire dalle Aziende di settore, da chi organizza eventi, dalle istituzioni, e sopratutto dai Soci, in un mondo che diventa sempre piu’ tecnologico, che premia le performance e quindi sempre piu’ selezionante per le associazioni.

E noi non vogliamo estinguerci. Il meteorite ha colpito il nostro pianeta sanita’. Ma noi non vogliamo essere  e non siamo dinosauri. Sopravviveremo, perche’ siamo piccoli mammiferi. Ci  attrezzeremo, investendo economicamente in risorse umane e tecnologiche per affrontare in modo adeguato il nuovo mondo e le nuove sfide che ci attendono. Dovremo prepararci e ci stiamo preparando su questo fronte, sul quale eravamo prima totalmente impreparati.

La GC srl-Conor sara’ la nostra piattaforma comune, se necessario investiremo su questa piattaforma, per essere piu’ tecnologici, per poter ricevere e soddisfare a 360 gradi tutte le richieste di cui sopra.

Questo nuovo contratto che sara’ pubblicato sul sito web ufficiale, come del resto i documenti ufficiali, come ci chiedono le istituzioni e i Soci, non e’ un semplice rinnovo di contratto, che andava comunque aggiornato per le nuove normative indicate dalle istituzioni, ma e’ un nuovo accordo, un nuovo patto di alleanza, per poter essere piu’ preparati e piu’ forti di prima.

ACST-2. Italia al primo posto. Post di Gaetano Lanza.

Gentilissimi collaboratori Italiani della ACST-2, e` con molto piacere che vi invio una bozza dell’abstract da sottoporre alla attenzione dell’ESVS per la loro considerazione per il congresso annuale a Valencia a Settembre di quest’anno.  ACST-2 ha preparato l’abstract che confronta i dati demografici e i dati dei trattamenti dei pazienti Italiani (25%) con i pazienti arruolati nel resto del mondo.

Come sempre vi ringraziamo per il vostro continuo sostegno nell’arruolamento dei pazienti idonei”.

Con queste parole Johanna Chester per conto dell’ACST-2 Collaborative Group ringrazia e si complimenta con i chirurghi vascolari-endovascolari italiani.

Infatti, come si puo’ dedurre dall’abstract inviato che qui alleghiamo

ESVS Italian Baseline Abstract 28.02.2018

l’Italia e’ al primo posto nella classifica dei Paesi partecipanti.

Se volevamo godere di maggior credibilita’ all’estero, l’ACST-2 ci sta’ dando una mano.

Approfittiamone per trarre qualche altra considerazione dai dati inviati.

Stiamo parlando del piu’ vasto trial randomizzato internazionale in corso che mira a comparare stenting e endoarterectomia nella stenosi carotidea asintomatica. Pazienti attesi 3600, gia’ arruolati piu’ di 2800, di cui 25% in Italia, 15% in UK, 10 % in Serbia, 8% in Svezia e 6% in Germania.

Possiamo comparare i 622 pazienti, reclutati nei 29 centri italiani, con i 2031 reclutati nel resto del mondo (RoW).

Le considerazioni.

I pazienti arruolati in Italia sono piu’ vecchi rispetto alla media e la percentuale di sesso femminile e’ piu’ alta. In Italia  in caso di endoarterectomia l’anestesia locale e’ piu’ comune, mentre shunt e patch sono meno comuni. In caso di stenting  in Italia la protezione cerebrale si usa sempre, nel RoW nell’80%, e noi usiamo piu’ flusso invertito, piu’ stent a celle chiuse e piu’ stent innovativi rispetto agli altri.  E ultimo ma non ultimo in Italia si asportano piu’ placche vulnerabili.

Possiamo dire che anche in queste analisi di sottogruppi l’Italia non ne esce affatto male, anzi meglio che gli altri Paesi e conferma dei primati.

Ringraziamo i colleghi dell’ACST-2 Collaborative Group e in particolare Richard Bulbulia e Alison Halliday.

Ovviamente grazie e complimenti ai chirurghi vascolari endovascolari italiani con un pizzico di orgoglio che forse oggi piu’ che mai e’ giusto sbandierare in Europa e nel mondo .