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Uno su mille ce la fa. Post di Gaetano Lanza.

Uno su mille ce la fa. Recita una famosa canzone di Gianni Morandi del 1985. Perché uno su mille, circa o neanche, sono i posti di specializzazione assegnati per il prossimo anno accademico alla chirurgia vascolare.

La prova nazionale d’esame si terrá il 17 luglio, in  pratica domani, per gli aspiranti.  La prova si svolge in modalità informatica, è la stessa su tutto il territorio nazionale e consiste in una prova scritta che prevede la soluzione, in un tempo di 3 ore e 30 minuti, di 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque possibili risposte. I quesiti riguardano argomenti caratterizzanti il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e argomenti legati ai settori scientifico disciplinari di riferimento delle diverse tipologie di scuola. Il punteggio complessivo attribuito a ciascun candidato (massimo 147 punti) è stabilito in relazione alla somma del punteggio attribuito ai titoli (massimo 7 punti) e al punteggio conseguito nella prova (massimo 140 punti). Il punteggio relativo ai titoli si compone di: voto di laurea (massimo 2 punti), curriculum (massimo 3 punti), altri titoli (massimo 2 punti).
Per quanti accederanno alle scuole, la presa in servizio è prevista per il primo novembre.

Di seguito il Decreto Requisiti per gli aspiranti.

Decreto Requisiti

I posti e quindi le borse di studio da assegnare saranno in totale 6.934. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del MIUR che fissa il numero delle borse e al cui interno vi è anche l’allegato con il riparto dei posti per scuola di specializzazione e per sede, che riportiamo nella tabelle che seguono.

Tabelle distribuzione posti per specializazione e per sede

Un numero in crescita (+258) rispetto ai 6.676 posti dell’anno scorso. Un piccolo passo avanti. Alle 6.200 borse finanziate dallo Stato se ne sono aggiunte 640 finanziate dalle Regioni e 94 da altri Enti.

Nel decreto si sottolinea come “i posti coperti con contratti aggiuntivi finanziati dalle Regioni e delle Province autonome sono assegnati, in ordine di graduatoria, successivamente ai posti coperti con contratti finanziati dallo Stato. I posti coperti con contratti aggiuntivi finanziati da altri enti pubblici/privati sono assegnati, in ordine di graduatoria, successivamente ai posti coperti con contratti finanziati dallo Stato, dalle Regioni e dalle Province autonome”.

“Resta il rammarico per non aver saputo incidere attraverso i fondi di piano per aumentare il numero delle borse – è il commento del Presidente della FNOMCEO, Filippo Anelli -. È di ieri l’ultimo allarme, lanciato dalla FIASO, secondo cui nei prossimi cinque anni nel Servizio sanitario nazionale mancheranno ben 11.800 specialisti.”.

E siamo in perfetto accordo con il Presidente FNOMCEO.

Ma il numero di posti per la chirurgia vascolare e’ davvero esiguo. Sono appena 62 su 6934 appunto. Neanche l’uno per mille. Consoliamoci col fatto che ci chiamano “alta specializzazione”.

E allora diciamo pure “uno su mille ce la fa”.

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Anticorruzione in Sanitá. Un must. Post di Gaetano Lanza.

Grave l’allarme lanciato dai due Ministri (Salute – Grillo e Giustizia – Bonafede) sulla corruzione in Sanitá. Episodi in un’azienda sanitaria su quattro. Danni per circa 6,4 miliardi di euro. Il nostro Paese viene dipinto, anche e specie all’estero, come un Paese corrotto e il danno, anche d’immagine, si amplifica a catena tra i media, nei cittadini, stakeholder, e anche amministratori, ad esempio investitori in sanitá privata. “Quella nella Sanità è una delle forme più spregevoli di corruzione, perché lucra sulla salute dei cittadini”,sottolinea il Ministro Bonafede. Che cita in suo post i dati Censis, Ispe, Transparency e annuncia una nuova legge anticorruzione targata M5S. Parla anche di veri e propri “sciacalli”.
La denuncia viene anche dal Tribunale dei diritti del Malato. Ma risulta anche a noi nel nostro piccolo.
La legge anti-corruzione del M5S conterrà tutti gli strumenti opportuni a quanto pare. “Del resto il Governo si è già impegnato a sganciare dalla politica le nomine in Sanità: un modo per prevenire. E se la politica deve stare lontana dai luoghi pubblici, a maggior ragione non deve esistere laddove il cittadino si rivolge allo Stato per bisogno, chiedendo semplicemente di guarire”, parole dure del MInistro.

“Lotta alla corruzione nel sistema sanitario e massima trasparenza nei rapporti tra aziende del settore e operatori della salute sono i punti cardine del ‘Sunshine Act’, la proposta di legge che il Ministro Grillo e il M5S hanno depositato in Parlamento come oggetto di discussione nei prossimi mesi”, annuncia Massimo Baroni, capogruppo M5S della Commissione Affari Sociali. Che aggiunge: ” Grazie a questo provvedimento i cittadini possono conoscere legami d’interesse che, ad esempio, il proprio medico potrebbe avere con un’azienda farmaceutica che fornisce prodotti sanitari. Ma non solo. Il Ministero della Salute metterà a disposizione dei cittadini un sito con tutte le donazioni e le relazioni d’interesse tra le aziende e gli operatori della salute che lavorano sul territorio italiano. La conoscenza dei rapporti che intercorrono tra gli operatori del comparto sanità e le industrie del settore è fondamentale per prevenire la corruzione. Le aziende farmaceutiche, infatti, dovranno pubblicare tramite il Ministero tutte le relazioni d’interesse, mentre gli operatori della salute dovranno includere in questo processo di trasparenza anche donazioni ricevute da coniugi e parenti. Sono previste dure sanzioni alle industrie inadempienti per dissuadere l’opacità di conflitti d’interessi e rendere pubblica la relazione affinché non siano presenti elementi occulti nei sistemi e nelle relazioni di cura.”

Proposta di Legge M5S

Il Ministro Grillo ha rincarato la dose postando in Facebook una foto, questa

Il presidente Fnomceo, Filippo Anelli, da canto suo, giustamente a nostro avviso, per questo ha scritto al Ministro precisando che l’iniziativa legislativa è “accolta con favore dai medici italiani. Meno apprezzata la scelta della foto che correda il post: un uomo, presumibilmente un medico, camice bianco indosso e fonendoscopio attorno al collo, accetta una ‘mazzetta’.” Perché il messaggio che passa é: i medici sono corrotti.

Per fortuna, a nostro avviso, non é cosí. La maggior parte dei medici italiani, tranne qualche mela marcia, che andrebbe tolta dal paniere, quasi tutti, per non dire tutti, lavorano sodo e in modo onesto, anzi si sbracciano facendo piú del proprio “dovere”. E specie se lavorano in Ospedale sono anche sottopagati, rispetto alla media europea, per non parlare di quella oltreoceano.

In ogni caso, riteniamo che le iniziative congiunte dei due Ministeri a guida pentastellata sia piú che giusta e in linea anche con quanto fatto dai loro predecessori. Ricordiamo le leggi anticorruzione giá emanate e i controlli e le dichiarazioni di conflitti di interesse e i bilanci da esporre eccetera eccetera. Anche per le Societá Scientifiche.

Noi  nel nostro piccolo ci siamo attivati negli ultimi tempi per metterci al passo coi tempi, ma siamo solo all’inizio di una nuova epoca, quella della trasparenza dell’amministrazione della cosa pupbblica, e molto ci resta ancora da fare. In linea con tutte le nuove normative dobbiamo rivedere quella che era una vecchia ormai abitudine consolidata in chi ci ha preceduto: quella della fiducia cieca o con gli occhiali scuri per cui si dava tutto per scontato, tanto gli altri erano onesti o comunque sarebbero stati in grado di rendere conto. Adesso non bisogna dare nulla per scontato ma é bene controllare senza per questo mancare di fiducia e di rispetto.

Nel nostro piccolo abbiamo iniziato a pubblicare le dichiarazioni dei conflitti di interesse, i bilanci, i contratti a norma, le normative stesse che riguardano questa materia, compreso Medtech. E proseguiremo su questa strada.

Ma alla fine di tutto cio’, lasciatecelo dire, come diceva Totó, “signori si nasce”.

I Big delle anomalie vascolari “a Concilio” a Roma. Post di Gaetano Lanza.

Due giorni (28 e 29 giugno) a Roma per incontrarsi e fare il punto su queste malattie poco note (fanno parte delle malattie rare), senz’altro trascurate, forse dai piú disdegnate, di cui si interessano pochi esperti e pochi centri in Italia e nel mondo. Parliamo delle anomalie vascolari congenite. Sono appunto delle mostruositá artero-venose e sono anche definite tumori vascolari, essendo destinate infatti a nascere e crescere al viso, al cavo orofaringeo, al torace, agli arti e spesso a invalidare e deturpare. E parliamo di bambini o giovani “segnati dal destino” i cui stessi genitori farebbero e fanno qualsiasi cosa per combattere e ovviare a gravi inestetismi e invaliditá purtroppo permanenti nei loro figli. Per fortuna rare, ma non tanto, le anomalie vascolari vengono poco trattate anche nei corsi di studio e finiscono per diventare una nicchia di patologia, della quale finiscono per occuparsi solo pochi “capitani coraggiosi”. Il termine non é esagerato. Perché se l’anomalia é piccola di dimensione, non occorre granché, e non fá scalpore, magari basta un raggio laser ben dosato. Ma se é grande occorre appunto grande coraggio a trattarla. E oltre al coraggio personale occorre coraggio di squadra. Pensiamo ad esempio ad un importante tumore vascolare del cavo orale o del massiccio facciale o ad una grossa MAV di un arto. Occorre non uno, ma piú colleghi che si coordinano, come il radioterapista, l’oncologo, il chirurgo, il farmacologo, un vero e proprio team esperto nella materia.

Tra questi “capitani coraggiosi”, pochi in veritá in Italia, si contano sulle dita di due mani, figurano due amici chirurghi vascolari ben noti nel nostro ambiente: Francesco Stillo e Raul Matassi, che hanno organizzato l’incontro internazionale a Roma di cui alleghiamo il programma. Vale la pena scorrerlo.

INTERNATIONAL CONFERENCE_SISAV

Esperti di fama internazionale hanno riportato casi incredibili, persino “mostruosi” trattati con successo, anche e sopratutto in etá pediatrica. Il prof Suen, ArKansas – USA, ad esempio, genio di questa chirurgia, ha mostrato casi unici al mondo. E’ questa una chirurgia estrema, demolitiva e ricostruttiva allo stesso tempo. Sono questi  chirurghi unici nel loro genere. Tanto piú sono impressionanti i casi clinici, tanto piú impressiona ció che puó fare e fá la mano e l’esperienza del chirurgo. Perche’ e’ come trattare una spugna che sanguina.

A loro va il ringraziamento dell’umanitá. Crediamo che a questo tipo di chirurgia bisognerebbe dare un riconoscimento speciale, mentre sappiamo che spesso i DRG hanno dei controvalori deludenti. Ma i nostri amministratori la conoscono?

A Francesco e a Raul i  complimenti per questo “concilio” internazionale sulle anomalie vascolari che fa onore all’Italia e un affettuoso arrivederci a Napoli nella sessione congiunta SICVE-SISAV al Congresso Nazionale di ottobre.

 

NICE to EVAR? No thanks! Post di Gaetano Lanza.

Che i sudditi di Sua Maestá da un pó di tempo abbiano deciso di andare controtendenza rispetto al resto del mondo, ormai lo abbiamo intuito. Vedi Brexit mentre il pianeta si globalizza. Per non parlare delle frontiere agli stranieri. Ma veniamo a noi. Mentre dappertutto si assiste all’espansione dell’EVAR e l’open surgery é sempre piú la Cenerentola (parliamo degli aneurismi aortici addominali), in UK il NICE (National Institute for Health and Care Excellence) sentenzia e pontifica, in gergo raccomanda: se il paziente é fit for open é bene operare col bisturi perché l’EVAR (per i non addetti, la procedura endovascolare) é, come dicono loro, tutto sommato cost-ineffective.  Parliamo degli aneurismi in elezione, quelli cioe’ non in rottura, che sono la stragrande maggioranza per fortuna.

Ecco la sentenza. “Do not offer endovascular repair (EVAR) to people with an unruptured infrarenal AAA if open surgical repair is suitable. Do not offer EVAR to people with an unruptured infrarenal AAA if open surgical repair is unsuitable because of their anaesthetic and medical condition. Do not offer complex EVAR to people with an unruptured AAA if open surgical repair is a suitable option, except as part of a randomised controlled trial comparing complex EVAR with open surgical repair. Do not offer complex EVAR to an unruptured AAA if open surgical repair is unsuitable because of their anaesthetic and medical condition.”

Qui di seguito il Documento intero.

AAA – NICE draft-guideline

E per quanto riguarda l’indicazione? Se l’aneurisma é asintomatico si opera se il diametro é superiore a 5.5 cm, perché se é tra 3 e 4.4 cm va sorvegliato con ecografia ogni 2 anni e se é tra 4.5 e 5.4 cm va sorvegliato ogni 3 mesi. Detto per inciso, in Italia in molte realta’ di fatto si opera sopra i 4 cm.

La motivazione addotta dal NICE é la seguente: “no evidence that EVAR for people with an unruptured infrarenal AAA provides long-term benefit compared with open surgical repair. While EVAR is associated with fewer perioperative deaths, it has more long-term complications, and these complications mean that people will need further procedures. There is some evidence that EVAR is associated with worse long-term survival than open surgical repair. EVAR also has higher net costs than open surgical repair. The evidence shows that, even if long-term benefits were achievable, they could not plausibly be sufficient to outweigh these costs. Open surgical repair is unsuitable for some people with an unruptured AAA because of their anaesthetic risk and/or medical comorbidities. For these people, the risks of their AAA rupturing, if no repair is attempted, have to be balanced against the perioperative risks and long-term complications associated with EVAR. The evidence shows that the average person receiving EVAR has an uncertain chance of a small net benefit, compared with the large and certain increase in costs. Therefore, the committee agreed that elective EVAR cannot be considered an effective use of NHS resources in this population.”

Insomma, in UK sanno fare bene i conti a distanza dalla procedura e a quanto pare a conti fatti conviene a tutti (ai pazienti, ai chirurghi, allo stato sociale) l’open e non l’EVAR.

Pensate se in Italia anche il CNEC, il nuovo Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica, l’equivalente del NICE in Italia, che da poco é stato riconosciuto dall’ISS/Ministero della Salute come Organismo deputato a fare la stessa cosa che in UK, cioé valutare le prossime Linee Guida che presenteranno le Societá Scientifiche italiane e “raccomandera’ la buona pratica clinica” nella nostra penisola, dovesse prendere la stessa posizione, cosa succederebbe.

E’ bene che le Societá Scientifiche italiane (che poi é la SICVE chiamata in causa) facciano una riflessione su questo punto. Prima di tutto sarebbe un grave errore fare un copia-incolla di linee guida estere (ma questo per la veritá non lo richiede il CNEC). Possiamo e forse dobbiamo non necessariamente pensarla allo stesso modo di altri Paesi. Anche perché per definizione le linee guida devono essere contestualizzabili, cioé applicabili poi alla realtá “locale”. Ma poi devono  essere anche flessibili e non rigide o troppo rigide (come ci sembrano qui quelle inglesi).

A proposito di rigiditá. Qui si apre un dibattito anche filosofico (intendiamo filosofia della scienza). A fine secolo scorso nasceva, e grande merito e successo le va riconosciuto, la EBM-Evidence Based che ha dato una svolta epocale alla medicina. Nasceva proprio in UK nel 1994 con David Sackett il primo Centro per la EBM. Da allora la EBM é diventata il Vangelo. Ma non per tutti. Per i sudditi inglesi lo é senz’altro e lí non si scherza. Poca flessibilitá e i conti devono tornare alla fine. Anche in USA, ma meno. Il Medicare detta comunque legge. Da noi molto meno. Noi, che abbiamo una cultura diciamo piú flessibile e aperta, che siamo anche anglofili (diciamo pure che abbiamo una certa venerazione per gli anglosassoni), ma siamo anche eredi di Socrate e in fondo abbiamo inventato l’Umanesimo e il Rinascimento, siamo avvezzi a non applicare alla lettera la EBM e in fondo i numeri. Un pó perché ci piace essere “eclettici” e sbarazzini, ma anche perché siamo forse convinti che i numeri servano all’umanita’ e non viceversa. Per la veritá oggi la EBM viene da alcuni (proprio inglesi) criticata e si parla di “crisi della EBM” (vedi Trisha Greenhalgh, EBM a movement in crisis? BMJ 2014; 348: 3725). Qualcuno in Italia (GF Gensini, guarda caso fiorentino, per fortuna coordinatore della Commissione che valuterá le linee guida al CNEC) si sta facendo promotore di un Rinascimento della EBM.

Una cosa sembra certa. Come intuí Platone nella Repubblica, sarebbe bene che a governare ci fossero dei filosofi, o anche dei filosofi.

Importante collaborazione con Consip. Post di Gaetano Lanza.

Le gare delle centrali d’acquisto per i devices é un argomento che ci riguarda, eccome! Che altri possano decidere cosa dobbiamo usare quotidianamente noi per i nostri pazienti, ci dá un pó fastidio. Non tutti sanno peró che le Societá Scientifiche per normative ministeriali e regionali dovrebbero (il condizionale in realtá é un indicativo presente o futuro nelle normative) figurare con propri rappresentanti o delegati nelle commissioni. Non tutte le centrali d’acquisto finora hanno seguito questo particolare delle suddette normative. Consip invece sí. Chiede “candidature” alle Societá Scientifiche e quindi anche a noi di SICVE per le famose commissioni delle centrali d’acquisto.

Di seguito alleghiamo il Documento di Consip e il relativo allegato.

Documento Consip

Allegato A – Ricerca candidati ruolo Commissario esterno

” Indichiamo le modalità che i colleghi  – ci scrive Lisa Giuliani, Category manager, Sourcing Utilities e Sanità di Consip – devono seguire per presentare le candidature. Sarebbe per noi utile se si potesse dare evidenza della pubblicazione del censimento sul sito internet della Società Scientifica e comunicare la procedura a tutti gli associati al fine di assicurare la massima adesione – e noi lo stiamo facendo con questo post. La documentazione relativa al censimento, che qui alleghiamo per comodità, è disponibile al seguente link: http://www.consip.it/bandi-di-gara/informazioni-di-servizio nella sezione “COMMISSARI PER GARE DEL SETTORE SANITARIO”. Ciascun candidato – prosegue Giuliani – al fine di sottoporre la propria candidatura, deve produrre la seguente documentazione:

  • Allegato A – Ricerca candidati al ruolo di Commissario esterno, debitamente compilato, contenente i dati personali del candidato e un’autodichiarazione, resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, in merito al possesso dei requisiti accademici e professionali richiesti per la specifica iniziativa;
  • Curriculum Vitae, così come pubblicato nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito internet della propria Amministrazione o, qualora il CV non sia stato pubblicato dall’Amministrazione, reso sotto forma di dichiarazione sostitutiva di certificazioni e dell’atto di notorietà, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, dal quale dovranno risultare chiaramente (mediante descrizione dettagliata e con specifica indicazione dei periodi di espletamento delle attività svolte) i requisiti accademici e professionali richiesti per la specifica iniziativa e riportati nel suddetto Allegato A.

Tali documenti devono essere prodotti sotto forma di documenti informatici, sottoscritti digitalmente dal dichiarante e trasmessi all’indirizzo PEC censimento.commissari@postacert.consip.it<mailto:censimento.commissari@postacert.consip.it>.

Qualora il candidato non risulti in possesso della firma digitale, potranno essere sottoscritti con firma autografa, scansionati e trasmessi, unitamente a una copia del documento di identità, all’indirizzo PEC censimento.commissari@postacert.consip.it<mailto:censimento.commissari@postacert.consip.it> .

In tal caso, Consip S.p.A. si riserva la facoltà di richiedere la presentazione del documento originale in formato cartaceo.  Ricordiamo infine che le candidature pervenute possono essere utilizzate per un periodo di 12 mesi dalla data di sottoscrizione delle medesime. Pertanto, alla scadenza delle stesse, è onere dei dichiaranti rinnovare la candidatura.”

e-mail lisa.giuliani@consip.it      tel 06/85449476

Ringraziamo Consip per questa richiesta di collaborazione, Stefano Michelagnoli quale Presidente del Collegio dei Primari Ospedalieri di Chirurgia Vascolare, Stefano Bartoli e Filippo Turini che si sono finora adoperati.  

 

Ospedali di Insegnamento in soccorso alle Universitá ? Post di Gaetano Lanza.

La proposta era stata giá formulata dal Tavolo Tecnico Stato Regioni nel 2014 ma non era stata accolta dal Governo. Viene ora riproposta. Secondo le Regioni non bastano i 6.200 contratti di Formazione che il Governo ha deciso di finanziare. Ce ne vogliono almeno 8.569 per far fronte al reale fabbisogno formativo annuale nel nostro Paese, quindi ce ne vogliono almeno 2.300 in piú rispetto a quelle “governative”.  Di Fabbisogno Formativo ci siamo giá occupati tre post fa.

La soluzione quindi secondo i Governatori puó essere una sola. Dare l’opportunità ai neo laureati in medicina e chirurgia di accedere al servizio sanitario pubblico e seguire un percorso formativo finalizzato all’acquisizione del Diploma di Specialità presso le aziende sanitarie-ospedaliere accreditate.

Gli “Ospedali di Insegnamento“, erano stati ipotizzati anche nel Patto per la Salute e chiesti da diverso tempo da diverse organizzazioni e sindacati medici allo scopo di implementare la Formazione Specialistica nel nostro Paese.

Alleghiamo qui di seguito il Documento inviato pochi giorni fa al Governo per un possibile accordo,  come del resto avevano giá chiesto le Regioni lo scorso 10 maggio.

Documento Fabbisogno Medici Specialisti

Con questo Documento, che sará discusso in una riunione tecnica il prossimo 18 giugno, le  Regioni lanciano l’allarme di carenza di specialisti che si presume mettera’ in  crisi il sistema assistenziale, sopratutto per le Specializzazioni di  Anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore, Radioterapia, Ginecologia e ostetricia, Pediatria e Medicina di emergenza e urgenza.

L’obiettivo è duplice. Favorire un piu’ elevato contingente di giovani medici che ogni anno non riesce ad accedere alla formazione specialistica post lauream e sopperire ad una carenza di specialisti necessari al nostro SSN.

Oltre a ció, il sistema di accreditamento delle Scuole di Specializzazione rischia di determinare la chiusura di alcune Scuole e quindi ridurre ulteriormente il numero di posti disponibili e, inoltre, consideriamo anche che la distribuzione dei posti negli Atenei non sempre tiene conto del reale fabbisogno formativo e delle richieste formulate dalle stesse Regioni.

Questi i criteri proposti nel Documento:

– il riparto dei contratti di formazione specialistica deve essere oggetto di confronto congiunto tra Regioni, Province autonome, ministero della Salute e ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

– la distribuzione dei contratti di formazione specialistica, che risultano essere complessivamente in numero inferiore rispetto alle esigenze espresse dalle singole Regioni e Province autonome, deve almeno rispettare proporzionalmente il fabbisogno stesso, prioritariamente con riferimento alle Scuole di specializzazione degli Atenei insistenti nel territorio regionale stesso o con i quali vi sono in essere rapporti convenzionali (fermo restando il limite dettato dalla capacità formativa delle scuole stessa);

– per le specialità di Anestesia, rianimazione e terapia intensiva e del dolore – Radioterapia – Ginecologia e ostetricia – Pediatria – Medicina di emergenza e urgenza, per le quali si registra una difficoltà di reperimento per il SSN, il fabbisogno espresso dalle Regioni/Province deve essere pienamente soddisfatto (fermo restando il limite dettato dalla capacità formativa delle scuole interessate).

 

Giulia Grillo. Nuova Ministra della Salute. Post di Gaetano Lanza.

 Giulia Grillo, catanese di 42 anni, pentastellata é la nuova Ministra della Salute che salutiamo.

Laureata in medicina e chirurgia nel ’99, specializzandosi in Medicina Legale e delle Assicurazioni nel 2003,  perfeziona i suoi studi con un corso su programmazione servizi sanitari all’Università Cattolica di Roma nel 2014.

La sua attività politica inizia con la candidatura alle regionali siciliane del 2008 con lista “Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente”. Partecipa come referente provinciale del M5S di Catania alle regionali siciliane del 2012. Diversi sono i ruoli ricoperti in Parlamento: portavoce eletta alla Camera dei Deputati,  Membro della Commissione Affari Sociali per tutta la scorsa legislatura, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’urano impoverito (dal 12/12/2015) e membro del Comitato consultivo sulla condotta dei deputati. E cosí via. E’ stata inoltre vicecapogruppo e capogruppo M5S alla Camera dal Giugno al Dicembre 2016. Capogruppo M5S Commissione Affari Sociali dal Marzo 2015 al Giugno 2016.

Grillo si era schierata al fianco dei medici durante lo sciopero dello scorso dicembre: “Devono far sentire di più la loro voce”, spiegava ” il personale medico é stato la prima vittima sacrificale della contrazione delle risorse che ha colpito la sanità ed ha tutto il diritto di essere ascoltato e di essere trattato bene per la grande missione che svolge, e in questo chiaramente ha il nostro sostegno”. “È necessario intervenire immediatamente sul personale – aggiungeva – perché altrimenti rischiamo di trovarci solo operatori anziani e demotivati, di non avere giovani pronti al ricambio e quindi di non avere chi sostiene la sanità pubblica”.

Ci attendiamo quindi nuove assunzioni. Quanto agli specializzandi, nel contratto si esplicita il concetto che i posti per la formazione specialistica dovrebbero essere determinati dalle reali necessità assistenziali e tenendo conto anche dei pensionamenti, assicurando quindi un’armonizzazione tra posti nei corsi di laurea e posti nel corso di specializzazione. Si aggiunge, inoltre, come al momento quest’armonizzazione non c’è e i posti per la formazione specialistica sono di fatto determinati solo da due fattori: la capacità delle scuole universitarie di accogliere medici in formazione e il finanziamento delle borse di studio da parte del Miur. “Dunque, se da un lato potrà essere necessario aumentare il numero dei laureati in medicina, anche rivedendo il numero chiuso, dall’altro sarà necessario aumentare le borse di studio per gli specializzandi. Si vuole inoltre consentire più diffusamente che il medico neolaureato abbia accesso nella struttura sanitaria per conseguire le abilità teoriche e tecnico-pratiche necessarie allo svolgimento della specializzazione medica prescelta (art. 22 del “Patto della salute” del 2014)”.

I propositi ci  sembrano buoni e promettenti, almeno su questo punto del programma del nuovo “governo del cambiamento”. Ma come dicono molti, dalle parole ai  fatti e tra il dire e il fare c’é di mezzo…………….

Auguri, signora Ministro !